La nota di oggi della Santa Sede se la prende con le tesi sul complotto Boffo propugnate dal Foglio e riprese anche da Repubblica.
È in atto “una campagna diffamatoria contro la Santa Sede, che coinvolge lo stesso Romano Pontefice». Anzi, di più: «Dal 23 gennaio si stanno moltiplicando, soprattutto su molti media italiani, notizie e ricostruzioni che riguardano le vicende connesse con le dimissioni del direttore del quotidiano cattolico italiano ‘Avvenire’, con l’evidente intenzione di dimostrare una implicazione nella vicenda del direttore de ‘L’Osservatore Romanò, arrivando a insinuare responsabilità addirittura del cardinale segretario di Stato. Queste notizie e ricostruzioni non hanno alcun fondamento». Di che si parla, nell’arrabbiatissima nota che oggi il Vaticano non poteva esimersi dal pubblicare, dopo l’escalation di questi giorni culminata con l’ennesimo articolo sul Foglio e su Repubblica?
DIFESA PREVENTIVA O TARDIVA? – Sotto le frasi in codice, si sta prendendo una severa posizione all’interno della guerra per bande che in questi giorni sta dilanando Oltretevere. Semplificando, da una parte ci sono i ruiniani e dall’altra i bertoniani. Ovvero, da una parte i rappresentanti del potere che fa riferimento all’ufficialmente pensionato Camillo Ruini, ex presidente della Conferenza Episcopale Italiana, oggi rappresentata da Angelo Bagnasco, suo successore; dall’altra la “squadra” di Tarcisio Bertone, segretario di Stato del Vaticano. Grossomodo, queste sono le squadre in campo, e a questi stava parlando oggi il Vaticano quando ha scritto nella nota che “è falso che responsabili della Gendarmeria vaticana o il direttore de ‘L’Osservatore Romano’ abbiano trasmesso documenti che sono alla base delle dimissioni, il 3 settembre scorso, del direttore di ‘Avvenire’; è falso che il direttore de ‘L’Osservatore Romanò abbia dato – o comunque trasmesso o avallato in qualsiasi modo – informazioni su questi documenti, ed è falso che egli abbia scritto sotto pseudonimo, o ispirato, articoli su altre testate. Appare chiaro dal moltiplicarsi delle argomentazioni e delle ipotesi più incredibili – ripetute sui media con una consonanza davvero singolare – che tutto si basa su convinzioni non fondate, con l’intento di attribuire al direttore de ‘L’Osservatore Romanò, in modo gratuito e calunnioso, un’azione immotivata, irragionevole e malvagia. Ciò sta dando luogo a una campagna diffamatoria contro la Santa Sede, che coinvolge lo stesso Romano Pontefice“.



anche ieri all’Infedele su La7 non ci sono andati leggeri sulla questione Boffo/Santa Sede, anche se han parlato di tutto un po’(mi è parso)
…e il cronista del giornale ha spiegato che il nome con cui era firmato l’articolo contro Boffo non era uno pseudonimo di Vian, ma un “fake” redazionale, come hanno tutti i quotidiani: un dato importante
dopo di cio’ mi ritiro sul monte athos a fare il monaco.
O il Foglio ha preso una cantonata o sta giocando con il fuoco. Potremmo vederne delle belle…
meglio di una sopa opera
volevo dire soap opera
vabbè ma insomma li vogliamo lasciare realizzare il regno di cristo in terra o no? se poi sto benedetto regno passa per qualche scandaluccio o qualche regolamento di conti vaticano poco danno, si tratta della vita eterna mica cazzi eh.
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