Essere esodati senza soldi
di Maghdi Abo Abia - 24/09/2012 - Un uomo scopre che dopo 40 anni di contributi dovrà aspettare 14 mesi prima di poter ricevere la propria pensione a causa di un arzigogolo dedicato a tutti gli esodati voluto nella riforma Fornero, la quale imporrà loro di adeguarsi alle norme della Tremonti-Sacconi che prevedevano una finestra di accesso al trattamento Inps
Esodato, salvaguardato e beffato. Con l’aiuto de L’Espresso, raccontiamo la storia di Stefano Paoloni, già dipendente della Eridania – Sadam, appartenente alla schiera dei 65 mila “fortunatissimi” inclusi nella categoria dei “salvaguardati”.
VIVA I SALVAGUARDATI - Per “salvaguardati” s’intendono tutti quei lavoratori che non verranno direttamente interessati dalla riforma del lavoro targata Elsa Fornero. Questi dovrebbero quindi ricevere la propria pensione secondo la vecchia legge. Gli esodati invece sono i lavoratori i quali hanno superato i 50 anni di età ed hanno lasciato il loro lavoro per trovarsi in un limbo a causa dell’innalzamento dell’età pensionabile. Gli esodati sono coloro che hanno perso il lavoro dopo una ristrutturazione aziendale, un accordo sindacale o un accordo economico con il datore di lavoro, finalizzato al raggiungimento in tempi ragionevoli alla pensione, la cui attesa è andata allungandosi a causa della riforma dei “lacrimoni”.
BRUTTE SORPRESE - Poi ci sono i salvaguardati, termine usato per indicare gli esodati coinvolti in una situazione “critica”. Ovvero la schiera di cui fa parte Stefano Paoloni, il quale ha ricevuto la lettera dell’Inps a seguito della sua messa in mobilità il primo ottobre 2010. I termini di questa vennero definiti a seguito di un accordo tra sindacato, Ministero del Lavoro ed azienda. Insomma, tutto secondo la legge. Terminati i tre anni di mobilità ecco arrivare la pensione con 40 anni di contributi. La brutta sorpresa è arrivata al momento dell’incontro con lo sportello amico dell’Inps
ATTESA INFINITA - Il pensionato in questione ha provato a chiedere cosa succederà una volta chiusa la mobilità, cosa che avverrà il primo ottobre 2013. Come detto costoro non beneficeranno della riforma Fornero, ma di quella Sacconi, avvenuta dopo la sua uscita dal mondo del lavoro. Ovvero, la pensione arriverà il primo dicembre 2014, il tutto in attesa di una certificazione targata Inps che dovrà arrivare tre mesi prima della presunta data di pensionamento. In soldoni Paoloni rimarrà per un anno e due mesi senza mobilità e senza pensione. Tutto questo perché? Per colpa delle finestre volute dal fu ministro del Governo Berlusconi. Prima di arrivare a questa conclusione è opportuno però capire quali sono stati i problemi ai quali gli esodati hanno dovuto fare fronte, tra documenti sbagliati dell’Inps, interpretazioni allegre della legge e decisione, o meglio beffa, finale.













Licenziato nel settembre 2011..a 39 anni e 8 mesi di lavoro da ditta con meno di 15 dipendenti, quindi senza accordi e di conseguenza non salvaguardato. La mia attesa potrà essere di 5,6 ,7 anni… altro che 14 mesi.. Se volete potete calcolare voi il danno (monetario) che questa riforma causerà me e a tutta la mia famiglia negli anni a venire.
Non sono l’unico.. Ne sto conoscendo molti altri nella mia situazione.. Dopo quasi 40 anni di lavoro sto cercando un nuovo lavoro.. Ma la risposta è sempre la stessa. D’altronde nemmeno io assumerei un sessantenne.. La Fornero dice di aver sbagliato e che c’era poco tempo… Ma delle scuse ce ne facciamo poco..
la mia situazione è mplto simile , spero che tutti quelli che hanno contribuito a questo lascino data l’ età il posto e magari con la definitiva scomparsa da questa terra anche qualche risorsa recuperata dai loro autoprivilegi per sanare almeno in parte i danni che hanno fatto!!
Se non avessi niente da perdere andrei a prenderli a casa e li decapiterei tutti sti rottinculo al governo
40 di contributi e senza sussidi da 8 mesi,non fanno nemmeno piu’ chiacchiere. meglio tacere
speriamo di ricambiare la malvagita’
Stessa identica situazione, LAVORAVO in una grande azienda che aveva deciso di ridurre il personale di 5000 unità e come previssto doveva essere personale scelto a sua discrezione. Con accordi presi al MINISTERO DEL LAVORO (e almeno credevo non in un bar)si è optato per la mobilità lunga 3 anni e poi la pensione per il personale più VECCHIO e quando convocato dall’aziendo ho accettato, purtroppo non sapevo che un’impegno preso dallo stato ITALIANO in un suo ministero non ha alcun valore per cui oggi forse sono uno dei fortunatissimi (quasi quasi sembriamo una CASTA) che potrà digiunare per 13 mesi e poi se non cambiano le leggi avrà la pensione.
una consideraziione: forse l’Europa non ha chiesto di massacrare i lavoratori in questo modo per mettere a posto i conti pubblici, forse la sig.ra Merkel voleva solo che un segretario comunale di una citta italiana di 100.000 abitanti non prendesse il suo stesso stipendio, figurarsi gli ALTRI.
licenziato da agosto2009, invalido sul lavoro 53% inail, finita la mobilita attesa finestra a febbraio 2013.come si puo autorizzare tale ingiustizia?