Visita <a href="http://www.liquida.it/" title="Notizie e opinioni dai blog italiani su Liquida">Liquida</a> e <a href="I widget di Liquida per il tuo blog">Widget</a>
Spazio Sportdi Adriano il CattoM
pubblicato il 9 febbraio 2010 alle 11:30 dallo stesso autore - torna alla home

Maramaldeggiamo e uccidiamo laziali morti? Sia mai.

Certo, certo, si potrebbe infierire, questa settimana, si potrebbe fare il forte contro i più deboli e i più sfortunati, si potrebbe dare un cattivo esempio di tracotanza e superbia e arroganza ai bambini indifesi che leggono queste pagine, si potrebbe mancare di lealtà sportiva, correttezza, fair play, si potrebbe riempire questa paginetta di inutile sarcasmo, si potrebbe affondare nel cattivo gusto e nella banalità trita e ritrita del campanilismo tutto italico che ride delle disgrazie del proprio vicino di casa; si potrebbe cioè scrivere un B11 tipo questo:

Julio Sergio (portiere – Roma): si potrebbe ridere di portieri stranieri goffi e bislacchi, dai nomi buffi che ricordano strani ojulio sergio B11: Speciale Lazio in Bvini del sudamerica (la muslera è un tipo di capra uruguagia che si nutre prevalentemente di avvelenate e perciò soffre costantemente di fortissime coliti; ha la particolarità che gli mancano i geni della memoria breve, per cui appena guarisce dalle coliti, torna di nuovo a mangiare bacche avvelenate, in un circolo vizioso di scagotti e abbbuffate; produce un tipo di latte che i pastori, una volta munto, mischiano con la colza per pulirci i radiatori delle mietitrebbie)…

Maicon (difensore – Inter): si potrebbe ridere di difensori brasiliani sconosciuti non solo al grande pubblico ma anche al medio o piccolo o infimo o inesistente pubblico, che vengono a fare figuracce semi-aggratis in Italia davanti ad attaccanti rinomati del calibro di Caioizco e Tizio Lopez, e Maicon potrebbe addirittura querelarli per diffamazione della categoria “difensori brasiliani”

Juan (difensore – Roma): si potrebbe prendere per i fondelli un difensore solo per il suo camminare dinoccolato e strambo, che quando lo fa Juan pensi a Cerezo, ma quando lo fa Diakitè pensi a Stanlio e Ollio vestiti da idraulici quando a Stanlio gli si incastra un tubo del quattordici nel culo…

Mexes (difensore – Roma): e si potrebbe deridere un difensore e attaccargli un foglietto dietro la schiena con la scritta “sono un somarov”, sarebbe una scena bellissima e tutto lo stadio, tutti i raccattapalle, tutti i medici i massaggiatori i guardalinee gli allenatori in seconda i portierei di riserva insomma proprio tutti riderebbero, chi a denti stretti e chi sguaiatamente, e anche l’arbitro, a vedere il kolarov che batte a casaccio l’ennesima punizione, riderebbe e gliene fischierebbe a favore altre cento, pur di ripetere all’infinito la gag della punizione tirata in curva e lo stadio che scoppia in una fragrante pernacchia…

Ambrosini (centrocampista – Milan) e secondo voi non ride amaramente Ambrosini facendo il confronto, come può non ridere di un centrocampista rumeno dal buffo nome bisillabico schierato difensore o viceversa, ma che importa il ruolo, che importa la nazionalità, che importa quando hai un paio di scarpette coi tacchetti che il tuo presidente ti ha dato a gratis (forse) e un pallone nuovo nuovo e una maglietta celeste brutta come se fosse disegnata da uno stilista tedesco ubriaco di grappa speziale e puoi correre libero per il campo senza ruoli, senza schemi, senza palla, senza che importi qualcosa di vincere o di perdere di andare in serie B o in serie C, che importa se hai ventanni e hai tutta la vita davanti?

Pastore (centrocampista – Palermo): e quanto darebbe Pastore, col suo nome bucolico e furastico, per giocare accanto a Mauri, allenarsi accanto a Mauri, dormire nel fienile senza scarpe accanto a Mauri come in brockbrek muntein de noantri, correre accanto a Mauri per le pampas del frusinate, giocare a chi riesce a prendere quella foglia, a chi ha il coraggio di ingoiare quel lombricone, a rincorrere quella pecorella zoppa e poi portarsela all’ovile ed amarla, a riconoscere i funghi cappelloni, ad andar per lumache, cosa darebbe Pastore per giocare senza stress accanto a Mauri al quale a sua volta non importa segnare un gol oppure due oppure tre oppure zero, cos’è un gol di fronte alla natura incontaminata e ai valori che stanno dentro la natura sottoforma di ricotta, di profumo di maggese, di libertà senza pali traverse o portieri che stanno lì nella metropoli a dettarti e peggio a importi le regole e a sbarrarti la strada?

Montolivo (centrocampista – Fiorentina): … e Monte Olivo (Rieti) , quanti ricordi del Monte Olivo, come un piccolo Huck Finn, coi suoi capelli biondi stoppacciosi alla scemo e più scemo, quante corse per scappare dai cugini di città che lo inseguivano con le biciclette gridandogli “Abbaronio nun scappà che volemo solo esse amichetti tua, vie qua, giocamo a pallone co’ questi bastoni ”, ma lui non si fidava e correva correva correva e alla fine arrivava nel suo piccolo getsemani che era una grotta segreta alle falde del Monte Olivo e lì pregava il suo santino Paolodicanio e gli chiedeva di farlo diventare forte e ternano come lui…

Vargas (centrocampista – Fiorentina): ridere sì, ridere dei deboli e degli oppressi, ma i bambini sono cattivi, malvagi, naturalmente malvagi, e non puoi sganasciarti quando a “come ti chiami tu?” senti risponderti fieramente – con l’accento di un Marco Pinzellonio qualsiasi – “Hitzlsperger!” e giù risate trattenute, e giù ma che davero davero, e giù “ma daie, com’è che te chiami?” Disperder? Dispenser? It’smerder?” “no, mi chiamo “Hitzlsperger!” e i bambini che fanno gestacci di rombare o di caccola anche se non c’entrano niente e sul povero Hitzlsperger! Verranno inventate leggende tipo che mangia il proprio mocciolo o che fa le seghe ai cani o che ha il pisello piccolo e insomma dopo due mesi dovrà trasferirsi anche lui da qualche altra parte…

Di Natale (attaccante – Udinese): sto piegato in due a pensare a Di Natale che tocca tre-volte-tre il pallone e segna tre gol (sbagliando anche un rigore) e invece Zarate può tenersi il pallone tra i piedi le mezzore intere e non succede niente, niente di niente, niente di niente di niente e tutti intorno che ridono e forse anche i compagni ridono, cioè da pisciarsi sotto, cioè oddio la pancia…

Milito (attaccante – Inter): … e allora Milito che è andato piangendo via557E24BCFCB7F34DF6FAEBAB351C B11: Speciale Lazio in B da Genova perché aveva la città nel cuore e invece Rocchi è rimasto perché aveva la città nel cuore e adesso non gioca più perché gli sponsor impongono che giochi Zarate, quello di sopra, e Rocchi che prima segnava, poco ma segnava, adesso marcisce in panchina vicino al secchietto di vermi di Baronio e alle cacate delle pecore di Mauri e ad altri 34 sconosciuti che non ha mai visto e tutti che lo guardano torvo come solo sanno fare i rednecks del basso Lazio

Pandev (attaccante – Inter): ma chi quello che giocava – anzi NON giocava più per scelta tecnica (buahahahahah) e poi hanno fatto un processo e l’ha vinto (buahahahahahahahaha) e allora è andato all’Inter e ha preso pure una buonuscita e mo segna un gol ogni partita, quello che giocava colla buahahahahahahahaha!

All. Mihailovic (Catania): muoio.

Ecco, potevamo scrivere un B11 così, invece non lo facciamo perché siamo dei Signori. Dai, è troppo, è come sparare sulla croce rossa.

2 commentistampa - fallo leggere