Esteri

Guerra dei cloni o “semplice” biorobotica?

8 febbraio 2010

Un progetto da sei milioni di dollari nel budget del Dipartimento della Difesa americano cerca di creare cellule super resistenti. E stimola la fantasia dei commentatori

Probabilmente quelli di Danger Room l’hanno messa un po’ troppo sul drammatico (“Il Pentagono progetta la creazione di ‘organismi sintetici’ immortali”, titolano), ma la notizia è sicuramente affascinante: andando a spulciare nel budget per il 2011 della DARPA, l’agenzia di ricerca avanzata del Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti, si può trovare un investimento di sei milioni di dollari in un progetto chiamato “BioDesign”, che ha l’obiettivo di creare organismi resistenti ai processi di morte cellulare.

IL PROGETTO - “Utilizzando la conoscenza acquisita dei processi biologici, unitamente alla biotecnologia e alle tecniche di chimica sintetica, è possibile impiegare metodi ingegneristici per creare nuovi processi benefici. BioDesign elimina la casualità dell’avanzamento evoluzionistico naturale principalmente attraverso ingegneria genetica avanzata e tecnologie di biologia molecolare per produrre lìeffetto biologico desiderato”. In parole povere, si tratta di sviluppare cellule super resistenti e geneticamente programmate per determinati scopi (primariamente applicazioni terapeutiche). Il progetto prevede anche lo sviluppo di veri e propri codici di sicurezza genetici, per evitare utilizzi non autorizzati (o più prosaicamente “proteggere le applicazioni commerciali”), e di un’opzione sintetica di autodistruzione dell’organismo, oltre che di un sistema di tracciamento dei singoli organismi “simile al numero di serie di una pistola”.

ESAGERAZIONI - L’aspetto più interessante è certamente l’intenzione di ottenere cellule “che possano essere programmate per vivere all’infinito”, attraverso la produzione di apposite molecole che aumentano la resistenza della cellula. Il cenno all’immortalità, oltre ovviamente all’idea di poter creare e manipolare organismi per scopi oscuri, è quello che probabilmente ha contribuito di più a far andare su di giri certi giornalisti, e a confondere un normale – per quanto di ampio respiro – progetto governativo di biorobotica con una specie di replica de L’Attacco Dei Cloni: su Danger Room si parla di “creature viventi e respiranti” e di “super-specie”, mentre qualcun altro ha usato addirittura un’immagine tratta da Highlander. Senza offesa per le capacità espressive di Christopher Lambert, ma mettere un kilt su un’ameba è un altro paio di maniche.

3 commenti a Guerra dei cloni o “semplice” biorobotica?

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  2. maria teresa

    Però che figata, è vero highlander oggi è lontano, ma un domani chissà!

  3. “L’aspetto più interessante è certamente l’intenzione di ottenere cellule “che possano essere programmate per vivere all’infinito”

    Si tratta di cellule, quindi, che dovrebbero escludere l’invecchiamento, ma cosa c’entra con l’immortalità?
    Sicuramente il corpo non invecchierà, ma ciò, comunque non escluderebbe la morte: resteremo, volenti o nolenti, vittime ad esempio, di un infarto o peggio ancora, di un incidente stradale…in questi casi, addio immortalità! :)

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