Siamo tutti sesso dipendenti
10/02/2010 - DOMANDE CRUCIALI – Prima di farsi prendere dal panico e di correre a dare risposte ad una pagina web occorre tenere ben presente un’altra variabile fondamentale. Il sesso, per quell’uno che ancora non lo sapesse, è un argomento che si
DOMANDE CRUCIALI – Prima di farsi prendere dal panico e di correre a dare risposte ad una pagina web occorre tenere ben presente un’altra variabile fondamentale. Il sesso, per quell’uno che ancora non lo sapesse, è un argomento che si presta meravigliosamente ad essere trattato da parecchi punti di vista per cui quello che è “normale” per un musulmano,
per fare un esempio, può non esserlo per un cattolico. Quindi bisogna ricordarsi che le domande potrebbe averle pensate un tizio, o una tizia, le cui convinzioni morali di fondo implicano che acquistare e leggere giornaletti sconci sia un peccato poco meno che mortale. Siccome molti di questi test, un po’ paraculi, presumono che uno abbia qualche problema già al primo outing (“Hai mai comprato Playboy? Si. Hai un problema”), meglio non fidarsi troppo di una diagnosi freddamente numerica. Anche perché, volendo provarne qualcuno, non c’è da sorprendersi se nella categoria siano destinati a finirci tutti quanti. Per Mental Health, canale tematico di Healthcommunities, del test non c’è nemmeno bisogno: siete fuori controllo, e dipendenti, già se avete l’amante o se fate sesso senza preservativo. Se, in aggiunta, guardate siti porno e vi masturbate eccessivamente – ma non si capisce quanto sia effettivamente l’eccessivo – siete da ricovero. Parola di Stanley J. Swierzewski, che la Health Communities Inc. l’ha fondata nel 1996 investendoci 60 mila dollari e che, a giugno 2009, l’ha venduta a MediZine completa di informazioni sui suoi utenti registrati. E il motto di MediZine parla da sé. Tuttavia ci sono delle alternative alla semplice condanna in contumacia, basta avere fede. E non è un modo dire perché Prodigals International, associazione cattolica che opera tra USA e Canada, ti considera uno con dei problemi potenziali se hai risposto almeno una volta “sì” al loro questionario la cui ultima domanda recita: “La tua attività sessuale ha allentato la tua relazione con Dio?” Il che significa che un ateo corre meno rischi di diventare schiavo del sesso rispetto a un cattolico: con Dio non aveva rapporti prima e continua a non averli dopo, per cui la risposta è “no” e sta tranquillo. Per fortuna non ci sono soltanto colpevolisti, credenti o no, per partito preso: ci sono anche i furbi, e non sono quelli che rispondono alle domande.
CD OR NOT CD – Kenneth H. Patey e Kevin B. Skinner sono tra questi. Una volta stabilito che rientrate nella categoria, e considerate che per i due cialtroni i cataloghi di costumi da bagno sono riviste pornografiche e i film classificati “restricted” (tra gli R-rated segnalo Alien, Shining, Poltergeist e l’Esorcista) son roba brutta, venite immancabilmente e
da ogni luogo rimandati al loro prezioso catalogo multimediale di corsi e libri che vi spiegano come uscire dal tunnel della pornografia per entrare in quello dell’imbecillità. Un tunnel, quest’ultimo, dalle mille entrate, ma senza uscita. Ci potreste capitare anche per la porta del Center for Healthy Sex di Alexandra Katehakis, terapeuta certificata per la cura della dipendenza dal sesso. Certificata da chi, visto che manco si sa cosa sia questa dipendenza, resta un mistero. Come la sua tariffa oraria e come il criterio di pre-valutazione offerto dai suoi personalissimi test, disponibili anche nella versione esclusiva per donne. Questa tizia merita una citazione un po’ per le valutazioni del dopo-test (anche se avete risposto “mai” ad ogni domanda, un giretto dallo psicanalista lo consiglia comunque), ma per alcune simpatiche curiosità. La prima è che nel questionario per signore non arrivare a 4 punti (4 “sì”) è praticamente impossibile: fate una prova veloce e vedrete che non si può non rispondere che positivamente alle innocue domande 2, 4, 13 e 25 (alzi la mano chi può giurare di poter rispondere “no” senza vergognarsi per la squallida bugia). Ne consegue che, praticamente, ogni donna “potrebbe avere un problema”. Ma ciò che inquieta è la domanda numero 23: “Hai mai tentato di sedurre minorenni?” Nel caso fosse l’unica risposta positiva del test, la conclusione della terapeuta certificata è che – probabilmente – il vostro non è un caso di dipendenza dal sesso. In ogni caso si tratterebbe comunque di una pratica equivalente, in termini di punteggio, all’aver acquistato romanzi rosa con una certa regolarità. Va bene che i furbi campano sulla deficienza altrui, ma dovrebbe pure esserci un limite. Anche all’ASL di Arezzo che ha ripreso il test della Katehakis, l’ha tradotto in italiano (senza leggerlo, evidentemente) e ci ha scritto sotto che per preoccuparsi servono non 4, ma 12 “sì”. Con dieci più uno (alla famigerata 23), per il Dott. Fiorenzo Ranieri è tutto a posto. In realtà, date retta, avete un bel problema tutti e due.













allora guardare le pagine della lingerie dei cataloghi Vestro e Postalmarket è grave?
credo che ognuno guardandosi a fondo senza paura (ma anche in superficie) sappia riconoscere le proprie dipendenze e capire in che misura condizionano la vita propria e delle persone con cui interagisce, senza ricorrere a valutazioni e test vari:)
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