Gli operai

07/02/2010 - Tre voci: uno di quelli che chiamate bianco, un di quelli che chiamate arabo e la sua ragazza “Che schifo, che schifo, questa porcheria è dappertutto. Poveri i miei occhi bombardati da tutte queste luci, da tutta questa carne in

     
 

di

Tre voci: uno di quelli che chiamate bianco, un di quelli che chiamate arabo e la sua ragazza

“Che schifo, che schifo, questa porcheria è dappertutto. Poveri i miei occhi bombardati da tutte queste luci, da tutta questa carne in mostra che mi assale e mi allontana dal mio unico bene. Che mondo, che mondo avranno i nostri figli, che mondo avrà la mia piccola stella che adesso ha cominciato ad essere illuminata dalla luce del Signore?”

“Che senso ha questa mai vita? Che senso ha affannarmi dalla mattina alla sera su impalcature tremolanti, tra urla razzista che mi dicono ogni volta che valgo meno di niente? Che senso hanno gli straordinari, i risparmi, i progetti se lei non mi vuole, se la donna che amo di più al mondo non sopporta che per cinque volte al giorno mi piego su un tappeto a pregare?”

“Ma la mia stella è fortunata perché suo padre ha riconosciuto in tempo la giusta fede e si salverà dal fuoco eterno dell’inferno. Ma suo padre non è come tutti gli altri che si salvano piegandosi meccanicamente su un tappeto di preghiera. No, lui è un prediletto, è un prescelto nel progetto del Signore ed oggi andrà a lui. Cosa sono pochi anni di questa vita rispetto all’eternità, cosa conta un attimo di dolore rispetto alla beatitudine della Tua luce? Che senso ha restare su questa terra desolata lontana dalla grazia di Dio se il paradiso è giusto due passi più in là?”

“Come sarà triste questa serata senza di lei. Come potrà la preghiera riempirmi il cuore se lei me lo ha rubato portandoselo via? Che senso ha pregare un Dio che sta in un posto lontano se vicino a te non c’è la testimonianza della sua bellezza? E che Dio è quello che ci divide in razze e religioni, in latitudini e nazioni senza la possibilità di unirci insieme? Lo dico io: è un Dio cattivo, un Dio che non ama gli uomini come dicono, che non si preoccupa di questi inutili ammassi di polvere che siamo. Non è per questo Dio che vale la pena perderla, non è per questo Dio che vale la pena urlare e combattere, predicare ed uccidere, non per questo ma solo per un Dio diverso, un Dio dell’amore che ci possa unire tutti insieme e che non c’è, non esiste qui e in nessun luogo”

“Quando l’ho vista stamattina, quando ho preparato la cintura con l’occorrente, quando l’ho vista per l’ultima volta nei suoi panni terreni ho sentito cosa fosse l’amore di Dio, il suo esempio di dare la vita per tutti gli altri, il dare la vita perché l’amore e la fede trionfino in questa terra di peccatori. Ho seguito tutte le istruzioni, i miei normali panni da muratore e il solito percorso per andare al lavoro, tutto è pronto solo due fermate e poi siamo proprio lì al centro, in quella via della moda dove si vende la donna come carne di macello, come oggetti che hanno perso la luce di Dio”

“Ma lei non mi ha creduto, non ha creduto che per me niente è più importante di lei. Sono stati i suoi amici, i suoi genitori e i parenti, l’opinione della gente che vede in ognuno di noi un terrorista, che vede in ogni persona religiosa un fanatico. Sono stati loro a dire che non doveva frequentare un arabo, uno sporco straniero clandestino che viene a rubarci le ragazze. E lei non ce l’ha fatta, ha pianto lacrime amare e sensi di colpa ma non mi ha creduto, non ha creduto che da quando conosco lei la mia unica religione è l’amore per lei. Come vorrei essere un bianco, come vorrei essere come questo ragazzo che guarda la foto della sua bimba sul cellulare, come vorrei fregarmene come fa lui del suo Dio e vivere in pace. Come vorrei dimenticare tutte le dottrine che mi hanno inculcato fin da piccolo, tutte le ingiustizie che ho patito quando ero in Palestina, tutte le mortificazioni che non sono diminuite una volta che sono venuto qui.

Ma…ma mio Dio, quel bianco sembra proprio avere, no no per l’amor di Dio no, proprio qui, anche qui, no no”

“Come è buffa la vita! E’ proprio vero che ti abbatte quando ti esalta e ti solleva quando ti senti spacciata. Tutto è successo in un giorno, un semplice giorno che ha cambiato per sempre la mia vita. Stamattina mi sono svegliata ancora con le lacrime della telefonata delle notte. Avevo detto ad Abbas che tra noi non poteva continuare, che le nostre differenze erano troppo grandi, che i nostri Dio non si parlavano nemmeno e che in tutto il mondo si stavano combattendo. E io non credevo di essere parte di questa battaglia. Non pensavo di poter sopportare i continui sospetti dei miei, le continue offese di chi mi vedeva insieme ad un ragazzo color oliva. Ero la donna più stupida del mondo perché rinunciavo all’amore ma cosa potevo sapere di cosa lui sarebbe diventato? Chi, davvero chi, poteva assicurarmi che non avrebbe un giorno rapito i miei figli per portarli nella terra dei suoi avi, che avrebbe segregato me e mia figlia dopo averle fatto…non ho nemmeno il coraggio di pensarci. Ma stamattina sentivo la sua mancanza così forte che mi sembrava di vederlo dappertutto. Così quando ho visto la sua foto in televisione ho pensato che erano solo traveggole ma poi ho letto edizione straordinaria, ho letto attentato sventato nella metropolitana di Milano e ho pensato che i miei incubi si erano materializzati, che il mio uomo era davvero un terrorista.

Non c’è voluto molto perché uomini hanno bussato alla mia porta, perché mi chiedessero di seguirli prelevandomi di forza senza nemmeno aspettare la mia risposta. Girandomi ho visto che altri poliziotti, entrati chissà da dove stavano mettendo sottosopra la mia casa. Ero certamente io la ragazza dell’attentatore, io la pazza che si era fidata di uno sporco arabo. Ma in cuor mio un’altra voce ha cominciato a prendere piede, è emersa da profondità che non credevo di avere: diceva che non era possibile che il mio cuore si fosse sbagliato, che quella persona sensibile e intelligente, comprensiva ed innamorata, nascondesse un mostro. Il viaggio è stato breve quanto veloce la corsa delle volanti di polizia, e lì nella stanza bianca, ad ogni interrogatorio la mia convinzione diventava più forte, la sicurezza mi riempiva tutta con la gioia di aver finalmente trovato il mio amore.

Quando finalmente me lo hanno mostrato il suo sguardo smarrito si è illuminato di gioia vedendo la mia convinzione e le prime insicurezza delle persone intorno a lui. Non ho potuto fare a meno di abbracciarlo di dirgli che era lui il mio amore, solo lui il mondo che mi apparteneva. Dopo un po’ un vortice di telefonate, di gente che entrava ed usciva ci ha fatto capire che qualcosa era cambiato. Ci hanno lasciati soli ed una persona in uniforme, quasi di nascosto, lo ha abbracciato dicendogli che tutti avrebbero dovuto sapere cosa aveva fatto. Che presto i giornalisti fuori avrebbero capito che era un vero eroe.

Fu lui a dirmi cosa era successo, di quella immagine in patria che non aveva più dimenticato, di quella cintura esplosiva che proprio non riusciva a collocare ora sotto la tuta di un bianco. Appena le porte si erano aperte aveva fatto finta di scendere e poi, trovando un coraggio nella volontà di vivere con me, per me, sempre con me, l’aveva afferrato da dietro e gliela aveva slacciata buttandola via, sopra il treno. Il telecomando aveva fatto il resto provocando una esplosione che aveva spaccato tutti i vetri e buttato tutti a terra ma senza uccidere nessuno. Subito la folla si era buttata su di lui, subito pugni e calci lo avevano raggiunto mentre l’attentatore era scappato via. Delle anime pietose lo avevano salvato dalla stupidaggine della folla, poliziotti lo avevano prelevato non credendo alle sue parole. Quando io ero arrivata avevano finalmente visto le telecamere a circuito chiuso, finalmente avevano smesso di scambiare il bene con il male e avevano restituito non la dignità ma almeno la pace al mio uomo.

Non ha voluto vedere nessun giornalista, forse domani urlerà al mondo che gli stranieri sono persone come gli altri, che vogliono vivere ed amare a prescindere dalla religione. Mentre dorme nel nostro letto, tra i cuscini bucati dai poliziotti e tutto il disordine che non sono riuscito a sistemare, guardo alla tivù il vero attentatore. Lo hanno catturato, confuso e traballante, fuori della metro in ginocchio verso la mecca a pregare. E io ringrazio Dio, il mio, il suo, e tutti quelli che parlano di amore, perché in un colpo solo mi ha fatto trovare me stessa e il mio uomo”

“O Dio eccellentissimo e supremo, come Abramo con Isacco hai voluto mettere alla prova la mia fede e mi hai mandato un angelo a salvarmi quando il sacrificio era pronto. Come potrò ricompensarti di tanta grazia, come potrò sdebitarmi di avermi regalato di nuovo la vita? Solo la preghiera, una vita intera di preghiera potrà portarmi sulla tua via. Anche qui, tra gli infedeli il potere della tua preghiera mi farà guadagnare il paradiso promesso…”

     
 

1 Commento

  1. maria teresa scrive:

    Bellissimo, un concetto che mi piace molto: si cambia solo per amore di qualcuno, non esiste un’altra spinta abbastanza forte da far superare i propri limiti

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

Ultime Notizie