Amanda

07/02/2010 - Alamaro non se lo aspettava, di venire abbandonato, ma l’analisi che lei faceva della situazione era corretta. Lui la amava, sì, ma sarebbe partito comunque. Poteva andarla a cercare e ripeterle ciò che le aveva già detto, ma martedì avrebbe

     
 

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Alamaro non se lo aspettava, di venire abbandonato, ma l’analisi che lei faceva della situazione era corretta. Lui la amava, sì, ma sarebbe partito comunque. Poteva andarla a cercare e ripeterle ciò che le aveva già detto, ma martedì avrebbe preso l’aereo, perché voleva. Gli venne in mente il nome della madre di Costanza: Amanda, colei che deve essere amata. Costanza meritava di essere una priorità, ma Alamaro alla fine non la considerava tale. L’unica priorità di Alamaro in fondo era Alessio. Anche se andava a fare il missionario. Anche se aveva rinunciato al denaro, o almeno a una buona parte di esso. Anche il mantenere una rendita segreta nel caso avesse cambiato idea era un riguardo nei confronti di Alessio, la sua vecchia nera ombra rimossa ma attaccata con le lacrime al fondo della sua anima.

Conclusa la dovuta autocritica, gli restò addosso solo il dolore di essere stato lasciato e l’immagine di Costanza che tornava a Milano da sola, senza bagaglio, senza passato e senza di lui. In ogni caso finì la colazione, si preparò con calma e fu felice di non avere la chiave dell’appartamento a Venezia. Si chiese perché avesse acquistato una casa per un’altra persona, lui che non ne desiderava una per sé. Forse non per dirle che la amava e basta, ma per significarle che la amava e che malgrado ciò se ne sarebbe andato, perché lui la fissa dimora la poteva comprare ma non garantirne all’interno la propria presenza.  Smise di riflettere su queste cose inutili e passeggiò per ore prima di decidersi a lasciare Venezia. Passò un paio di volte davanti alla nuova casa di Costanza, nella speranza di trovarla lì. Non era da lui fare una cosa del genere, e lei non c’era.  Costanza dall’albergo aveva preso un mototaxi per frapporre la più rapida e ampia distanza possibile tra se stessa e la sua fuga, aggravata da appropriazione, debita ma inopportuna, di immobile. Ora l’imperativo era rimuovere. Riguardo all’amore che stava soffocando, ci sarebbe stata, inevitabile, una nuova naturale ricaduta. Raccontava a se stessa di avere accettato la casa per i momenti brutti, ma dentro aveva il sospetto di averla voluta per quello che era, una sicuramente splendida – Alessio non poteva aver scelto qualcosa di meno – residenza nel più bel contesto del mondo, per lei. Non si riconosceva nelle sue azioni di quei giorni, e le sembrava di comportarsi come se qualcosa dell’anima scura di Alessio le fosse stato trasmesso per osmosi affettiva. Affettiva si fa per dire, ovviamente, trattandosi di Alessio.

Alamaro andò a pranzo da solo nel quartiere dove era cresciuto. Scelse un ristorante di lusso e gustò in silenzio ogni portata. Accettò il riaffiorare di qualche leggero ricordo e, senza più tentare di soffocarlo, lo diluì in un paio di bicchieri di vino. Era già davvero molto, per lui. La prima volta che aveva deciso di dimenticare tutto e sparire era a pochi passi da lì ed era un bambino talmente disperato che quello che provava non voleva nemmeno osare di accennarlo a se stesso. Anche se non avesse avuto nessun talento – e ne aveva – se ne sarebbe inventato uno, per fuggire alla sua situazione. Ora stava per ripetersi l’evento, ma senza la necessità di scordare tutto, di rinunciare a tutto, anche se una via di fuga alla fuga se l’era tenuta. Aveva programmato un ritorno, dopo l’andata, anche se non sapeva bene quando né come ciò sarebbe avvenuto. Gli otto mesi iniziali di assenza previsti erano più una data presunta che una decisione seria di rientro. La sua nuova meta era oscura e solo lì avrebbe saputo se avrebbe potuto rendersi utile. Avrebbe capito se avrebbe voluto. Tempo condizionale passato. Uscì dal ristorante soddisfatto e da Venezia rigenerato. Mentre tornava a casa, ripercorse la sua vita in modo proprio, per la prima volta con una qualche forma di partecipazione.  Forse in fondo magari desiderava vivere una vita normale, ma non era attrezzato per questo. Tempo imperfetto.  Desiderava la libertà dei tempi delle saline.

     
 

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