Esteri

Svizzera, le liste degli evasori diventano un business

6 febbraio 2010

Svendesi decine di centinaia di nominativi di clienti di una banca svizzera al miglior offerente“: è probabile che un annuncio simile non appaia mai su un giornale. Tuttavia l’offerta pervenuta al governo tedesco non doveva essere molto diversa.

Sul cd della discordia non si hanno al momento informazioni precise. Secondo indiscrezioni della stampa, le autorità tedesche avrebbero sborsato 2,5 milioni di euro per averlo. Apparentemente conterrebbe i nomi di 1’500 cittadini germanici con conti in Svizzera, ma non si sa né presso quale o quali banche né di quali dati si tratta esattamente. **Una cosa è però certa: il fisco tedesco saprà di certo trarne profitto. Grazie a una lista di evasori fiscali che avevano depositato il loro patrimonio nelle banche del Liechtenstein, qualche anno fa, l’erario era riuscito a recuperare 200 milioni di franchi.

IL TOTOEVASORE - Il rifiuto della Svizzera di fornire assistenza amministrativa alla Germania sulla base di dati rubati non modifica di fatto la cosa: la Germania potrà infatti utilizzare la lista. “Non posso far altro che consigliare a chi ha evaso il fisco di autodenunciarsi“, ha dichiarato il ministro delle finanze Schäuble. Non importa insomma se il nome figura o no sulla lista. Se sei un evasore e la coscienza rode (o trema), conviene valutare se autodenunciarsi o aspettare il totoevasori per vedere se il tuo nome è in lista.La manovra sembra aver funzionato in Francia. Il fisco sostiene di aver recuperato lo scorso anno 700 milioni di euro di imposte di 3’500 persone che avevano evaso l’erario. Anche in questo caso Parigi era riuscita a procurarsi una lista di 3’000 persone con conti in Svizzera, lista (si ipotizza) fornita da Hervé Falciani, l’ex informatico della filiale ginevrina della banca britannica HSBC.

RAPINATORI DI BANCHE - Negli Stati Uniti, l’ex manager dell’UBS Bradley Birkenfeld, che per anni aveva aiutato alcuni ricchi americani ad evadere le tasse, ha dal canto suo permesso al fisco statunitense di far riemergere i capitali nascosti all’estero di oltre 20’000 persone.Probabilmente è solo l’inizio. Le autorità olandesi hanno infatti chiesto alla Germania una copia dei dati bancari, per esaminare se tra i nominativi figurano quelli di cittadini dei Paesi Bassi. Altrettanto hanno fatto l’Austria e il Belgio.Visti gli interessi in gioco, è verosimile pensare che nei prossimi tempi altri documenti simili faranno la loro apparizione.La revisione degli accordi di doppia imposizione, che permetterà di richiedere l’assistenza amministrativa alle autorità svizzere anche in casi di evasione fiscale e non più solo di frode, non dovrebbe cambiare la situazione. Dopo essersi guadagnati una nomea di discrezione e professionalità, alcuni dipendenti degli istituti finanziari svizzeri si sarebbero dunque trasformati in “moderni rapinatori di banche”, per utilizzare la definizione del consigliere nazionale Bischof? “Si tratta di un fenomeno relativamente nuovo, perché grazie all’informatica è più facile avere a disposizione un gran numero di dati con un semplice click, mentre anni fa si sarebbero dovuti fotocopiare quintali di documenti”, afferma Martin Killias (professore di criminologia all’Uni di Zurigo).

2 commenti a Svizzera, le liste degli evasori diventano un business

  1. Certo è che fin quando non si firmano gli accordi bilaterali (tieas) con i cosiddetti paradisi fiscali, la “delazione” o la spiata è l’unico mezzo per intercettare questi evasori.

    Detto questo, la Germania ne ha firmati molti di più rispetto all’Italia.

  2. maria teresa

    A me questa storia dell’ultimatum, uscite fuori con le mani in alto etc etc, mi sa tanto di gente con una fama meno “tedesca” di quella che hanno i tedeschi.

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