Ecco che arriva la seconda puntata. Dopo le “rivelazioni” della scorsa settimana, parzialmente smentite dalla procura di Bari, Panorama ritorna sul D’Addario-gate, ovvero sull’indagine dei magistrati riguardo il presunto complotto che si troverebbe dietro lo scandalo delle escort, e che ha investito il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Nell’articolo, a firma Giacomo Amadori, si dà notizia di un conto corrente italiano riferibile alla escort su cui sarebbe depositata una cifra non lontana dal milione di euro. Il settimanale racconta come gli investigatori stiano cercando di capire la provenienza di quei soldi, che sarebbero arrivati successivamente allo scandalo suscitato dalle rivelazioni sulla notte passata dalla D’Addario a Palazzo Grazioli. Panorama scrive che la D’Addario è indagata anche per associazione per delinquere.
La procura, aggiunge il settimanale della Mondadori, ha individuato chi ha messo in circolazione “e manipolato” (un’accusa gravissima, mai uscita prima) i verbali della D’Addario, e dichiara che soltanto alla fine punterà al “terzo livello” che ha avuto un ruolo nella gestione della donna e alla successiva trappola politica. Si racconta anche di “imminenti misure cautelari“, mentre l’associazione per delinquere la vedrebbe protagonista insieme ad altre dodici persone. La manipolazione fa riferimento a una non-corrispondenza tra le registrazioni delle intercettazioni e i successivi verbali, e si parla anche di “passi falsi” fatti da investigatori e giornalisti, immortalati in videotape insieme a esponenti politici. Scrive Panorama che si tratta di Alberto Maritati, senatore del PD, e il Pm Scelsi, tra Maritati e Maria Pia Vigilante, avvocato della D’Addario, e tra quest’ultima e una giornalista.
Infine si passa a parlare di altri verbali di Tarantini, nei quali l’imprenditore della sanità parla dei suoi incontri con Roberto De Santis, “fulcro del potere dalemiano in Puglia“. Il settimanale, quindi, fa “i nomi” – a parte quello della giornalista, ma facendo notare che è femmina orienta molto la scelta nella rosa delle candidate, visto chi aveva firmato il pezzo sul Corrierone - su quella che però, per adesso e prove alla mano, sembra soltanto un’inchiesta sulla fuga di notizie e non su un complotto di ordine mondiale. Intendiamoci: è estremamente probabile che alcuni documenti poi finiti sui giornali siano stati passati da avvocati invece che da chi lavorava all’indagine, oppure che un giornalista, ricevuti i fogli, abbia deciso di discutere con il legale rappresentante della D’Addario di quello che aveva ricevuto prima di pubblicare. Ma da qui a immaginare un complottuni, ce ne corre. L’inchiesta di Panorama sembra più che altro tesa ad orientare una normale indagine su una fuga di notizie, per farla diventare qualcosa che non è. In ogni caso, e in attesa dei primi “provvedimenti” della procura, prima di un giudizio definitivo attendiamo la terza puntata.


Attendiamo pure. Il caso Boffo insegna che quando la fonte giornalistica è di proprietà del premier, avere qualche dubbio di attendibilità è legittimo.
Fermo restando che qualsiasi notizia e qualsiasi fatto vanno analizzati, approfonditi e vagliati prima di essere una verità (o una fuffa).
COme si dice: “lasciamo che la magistratura indaghi”. A 360 gradi, però.
C.
“avere qualche dubbio di attendibilità è legittimo”
Come sei eufemistico…
Scherzi a parte, concordo in toto.
Più che una rivelazione sembra uno di quei vecchi fotoromanzi a puntate.
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