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Niente resterà impunitodi Alessandro D'Amato (Gregorj)
pubblicato il 3 febbraio 2010 alle 13:49 dallo stesso autore - torna alla home

Il Tg1 fa domande del ca… Non ce l’ho con lei ma con il suo amico Minzolini. Fuori ci sono i lavoratori dell’Alcoa che rischiano di perdere il posto e mi fate queste domande?“. Il leader dell’Idv Antonio Di Pietro reagisce così al termine delle dichiarazioni alle telecamere a Montecitorio rivolgendosi ad una giornalista del telegiornale di Rai Uno. L’ex pm risponde alle domande dei cronisti sul legittimo impedimento e sul ‘caso’ delle fotografie che lo ritraggono insieme all’ex funzionario del Sisde Bruno Contrada in una cena del 1992. Ma quando è il turno della domanda della giornalista del Tg1 sul ‘dossier’, ecco che Di Pietro si arrabbia: «Parliamo di cose serie – risponde davanti alle telecamere – Prima facevo parte della Cia, poi sono passato al controspionaggio russo e sono diventato il capo dei comunisti. Sono il più grande: James Tonino Bond». Ma è a telecamere spenta che arriva lo sfogo dell’ex magistrato: «Ma come – dice – ci sono i problemi del lavoro e mi fate queste domande del ca…?»

Le reazioni all’uscita del leader dell’IdV nell’occhio del ciclone per le foto con Bruno Contrada ed altri esponenti dei servizi segreti non si sono fatte attendere. L’Associazione stampa parlamentare ha scritto una lettera di protesta, mentre il Popolo delle Libertà è partito all’attacco: «La cialtronaggine dell’on. Antonio Di Pietro ha rotto ogni argine. Le sue contumelie contro il direttore del Tg1 non intimidiscono nessuno e ad Augusto Minzolini come ai suoi redattori va la solidarietà piena e convinta del PdL», ha detto Osvaldo Napoli, vice presidente dei deputati del Pdl. «Di Pietro sta uscendo fuori di brocca. A mano a mano che il suo passato esce dall’ombra gli italiani si rendono conto quanto fragile sia il piedistallo in cui era stato messo il molisano che non parla italiano. Di Pietro deve ancora troppe spiegazioni all’Italia e agli italiani. L’aura di eroe e di giustiziere di cui si è circondato è evaporata. Quando si dissolveranno le ombre l’Italia potrà scoprire con quale »magliaro« ha avuto a che fare per un ventennio». Maurizio Lupi ha invece parlato di “doppia morale”: “Ma non era lui che pontificava sul fatto che alle domande dei giornalisti si risponde sempre, soprattutto se sono domande che danno fastidio? Evidentemente, come spesso accade, certe cose funzionano a senso unico. Dopotutto, il leader dell’Italia dei Valori è il leader della doppia morale. Bravissimo a guardare la pagliuzza negli occhi degli altri invece della trave nel suo“.

Dopo qualche ora sono arrivate le scuse del leader dell’Italia dei Valori: “Certamente mi scuso con la giornalista del Tg1. Non avevo alcuna intenzione di offenderla per il rispetto che ho del suo lavoro e della sua professionalità“, ha scritto Di Pietro in una nota “la mia eccessiva reazione voleva solo rimarcare l’assurdità del lungo e incalzante elenco di domande postomi su una questione che reputo grottesca e ridicola a fronte delle vere emergenze del Paese e il Parlamento, invece di affrontarle, si occupa di legittimo impedimento“. E nel pomeriggio il Tg1 ha replicato di nuovo: “Potremmo rispondere alle parole volgari dell’onorevole di Pietro con il silenzio e la superiorità, forti anche della tempestiva solidarietà al Tg1 espressa dalla stampa parlamentare, tuttavia vogliamo ostinarci nel rivolgere al leader dell’Italia dei valori alcune domande. Del resto, i latini dicevano ‘repetita iuvant’….. Rispondere a ciò che fa comodo e offendere quando la domanda crea imbarazzo o è scomoda: è questa la concezione della libertà di stampa che ha l’onorevole di Pietro? È questa l’informazione del servizio pubblico che vuole l’onorevole di Pietro, sempre in prima fila nel farsi paladino dell’autonomia del giornalismo? E ancora – chiede il Tg1 -: non ritiene l’onorevole di Pietro che siano i giornalisti a dover stabilire le priorità dei temi da sottoporre all’attenzione dell’opinione pubblica e non la politica? Speriamo che almeno a queste domande il leader dell’Italia dei valori voglia rispondere, sempre che non le ritenga »domande del c….. In attesa delle risposte, accogliamo con piacere le sue scuse...”.

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