Veltroni: da una fondazione riparte la scalata al Pd

03/02/2010 - Alla bocciatura del “suo” Agostini in Umbria l’ex segretario non ci sta e prepara la riscossa, anche a costo di mandare all’aria Ad, l’unico contrappeso all’attuale leadership. Sulla scia del Presidente della Camera è pronto a rilanciare la sua idea

     
 

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Alla bocciatura del “suo” Agostini in Umbria l’ex segretario non ci sta e prepara la riscossa, anche a costo di mandare all’aria Ad, l’unico contrappeso all’attuale leadership. Sulla scia del Presidente della Camera è pronto a rilanciare la sua idea di Pd attraverso un pensatoio


Walter Veltroni è sull’orlo di una crisi di nervi. E prepara la riscossa. Non gli son piaciuti i giochini e i personalismi che hanno prima ostacolato e poi impedito la candidatura del “suo” Mauro Agostini alle primarie del Partito Democratico in Umbria, la regione dove la veltroniana, fassiniana e franceschiniana Area Democratica che fa da contrappeso alla pattuglia di D’Alema e Bersani, si gioca l’ultima chance di essere rappresentata nella partita delle Regionali. E la scelta del franceschiniano Giampiero Bocci come alternativa alla Marini, a quanto pare, Veltroni, non la digerirà in fretta. All’ex segretario non son piaciuti i troppi rimasti alla finestra ad aspettare la caduta di Agostini, così come ha creato malessere nei veltroniani lo scarso lavoro di squadra dei compagni di partito, dimostrato, ad esempio, dalla discesa in campo e dal remar contro della fassiniana Sereni.

TENSIONI IN AD –Agostini, tesoriere del PD, non a caso ha subito parlato della “troppa slealtà” subita dai democratici, denunciando una vera e propria congiura ai suoi danni. Qualcuno ora riflette: “Se la stessa cosa fosse capitata a Bersani e D’Alema?”. Un interrogativo che è l’emblema dello stato confusionale del partito e del clima pesante che si respira. Tra i leader del Pd Veltroni è stato l’unico, nell’aula di Montecitorio, a non aver preso la parola durante la discussione sul legittimo impedimento: ieri hanno parlato D’Alema, Franceschini, Fassino, Rosy Bindi, D’Antoni, oggi sarà la volta del segretario Bersani. La riunione dei deputati e dei senatori di Ad prevista per stasera e programmata da giorni è stata rinviata: “Il Senato lavorerà fino alle 10”, dicono. Ma c’è chi giura che si tratta solo di una scusa.

PRONTO ALLA RISCOSSA – Veltroni, uno che sa stare in silenzio ed incassare per poi farsi vivo al momento opportuno, potrebbe cominciare, adesso, a tirar le somme. Finora ha tenuto fede alla parola data all’indomani delle dimissioni: “Farò il soldato semplice. Non sono uno da creare correnti. Non voglio incarichi di partito”, aveva detto un anno fa. L’idea di oggi per provare a far valere quell’ampia fetta di Ad (40/45%) e di Pd che si sente ancora rappresentata in lui è quella di puntare sulla Fondazione Scuola di Politica, nata nel giugno 2008 e presieduta da Michele Salvati, e da lì sferrare critiche e idee al Pd in salsa dalemiana (e non solo). E, ridando impulso al pensatoio, sarebbe come ripercorrere quanto fatto dal presidente della Camera negli ultimi mesi. “Sì, può succedere che Veltroni faccia come Fini”, ci dice qualcuno dei suoi quando chiediamo lumi sull’iniziativa.

VELTRONI COME FINI – E se Farefuturo non ha usato mezzi termini nel criticare il modo di gestire il Popolo della Libertà da parte del Cavaliere, criticando più volte la linea seguita dalla maggioranza in materia di immigrazione e giustizia, anche la Fondazione, ufficialmente nata “non per essere un think tank del Pd”, ma “una scuola per sostenere il consolidamento del Pd e qualificare la sua classe dirigente”, sicuramente non si tirerà indietro dallo sferrare attacchi all’attuale leadership. “Sarebbe il modo migliore - ci fanno sapere – per essere sulla scena in maniera forte facendo leva sui contenuti”. L’economista salvati, tra l’altro, già alla vigilia del congresso aveva detto chiaramente da che parte stare, criticando l’idea di partito di D’Alema e Bersani e rimpiangendo il progetto originario, quello di “un partito ostile ai piccoli pasticci al centro, un partito che come in ogni sistema bipolare intende la contesa politica come una lotta per conquistare gli elettori del centro, non i favori di un partitino, il Pd che doveva seppellire Porta Pia, un partito di credenti e di non credenti nella modernità”. Il prossimo congresso è davvero lontano ma per sapere se Veltroni riuscirà a farsi valere con questa nuova iniziativa non ci resta che attendere gli sviluppi.

     
 

10 Commenti

  1. AG scrive:

    Ma appena terminato il congresso costituente del PD con l’elezione a segretario di Veltroni chi era il dirigente che, invece di contribuire al tesseramento per il partito (e Dio sa se ce ne era bisogno), si impegnava a tesserare per la sua corrente-associazione RED (associazione Riformisti e Democratici) con lo scopo di rovesciarlo? Mi pareva uno con i baffetti…

    • Giovanni Con$ort€ fans club :P scrive:

      Alla fine però lo hanno fatto fuori gli elettori bocciando il “suo” Pd e la sua segreteria con i voti e non con le tessere di Red. Bersani, ha vinto con le tessere ma soprattutto col voto della gente alle primarie. Mettetevi l’anima in pace.

  2. Gregorj scrive:

    vabeh, è il gioco delle parti. Ed è pure divertente, sembra la fine che fece il partito socialista :-D

  3. Canale13 scrive:

    Il compagno Fini ha decisamente più possibilità di scalare il PD del compagno Veltroni.

  4. lelith scrive:

    cioè ma vi rendete conto che si sta ancora a parlare di veltroni segretario? uno che ha preso un patetico fallimento dopo l’altro, uno la cui insipienza e la cui inettitudine sono sotto gli occhi di tutti.
    invece di sparire dalla faccia della terra ha pure il coraggio di riproporsi, allibisco che nessuno gli abbia riso in faccia. ma d’altronde siamo in italia, un paese dove sbagliare è un merito e delinquere un titolo.

  5. Matteo scrive:

    Veltroni da una parte e D’Alema dall’altra, che si contendono il partito?
    Bah, a questo punto propongo che il PD adotti questo inno:

    http://www.youtube.com/watch?v=0-i5S4uXlNg

  6. Luca Bonicalzi scrive:

    Veltroni, vergognati! Quando tu segretario del Pd criticavi correnti e Fondazioni per il semplice motivo che potevano metterti in crisi: mettere in crisi l’allora dirigenza del Pd. Veltroni, contraddicendo se stesso, crea lui stesso una Fondazione. “Una scuola per sostenere il Pd…”. Esiste il dubbio che proprio ora Velroni mostri la sua vera faccia: la faccia di quello che non vuole essere annientato da D’Alema. Caro Veltroni questa tua Fondazione ha un solo nome: “Vendetta!”.

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