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Internidi Luca Schenato
pubblicato il 5 maggio 2008 alle 10:27 dallo stesso autore - torna alla home

Una città ricca, tradizionalista e cattolica. Nella quale convive la destra radicale e una non trascurabile presenza di extracomunitari. E dove si uccide per una sigaretta

Si sente spesso direVerona è una città bellissima, peccato ci siano i veronesi”. Io non ho mai pensato che i veronesi siano geneticamente stronzi, cattivi o razzisti. Verona è semplicemente una città né troppo grande né troppo piccola (260.000 e rotti abitanti), indubbiamente molto ricca, con una forte tradizione cattolica 2464302867 4afeb1ea48 Verona, neonazista e perbene conservatrice, con una non trascurabile presenza della destra radicale e una altrettanto non trascurabile presenza di cittadini extracomunitari. Alle ultime elezioni cittadine, dopo l’insignificante esperienza del centrosinistra, una CdL unita ha travolto tutto e tutti e fatto eleggere al primo turno con il 60,69% il giovane candidato sindaco leghista Flavio Tosi, che, con una campagna elettorale incentrata sulla sicurezza e contro il degrado urbano, sembra incarnare la voglia di tranquillità dei veronesi.

IL FATTO - E’ accaduto la notte del primo maggio. Un ventinovenne è stato aggredito selvaggiamente in pieno centro da un gruppo di cinque persone, apparentemente per futili motivi (aveva rifiutato di offrire loro una sigaretta), e versa ora in condizioni disperate. Una violenza assurda e senza senso, compiuta da italiani, da veronesi. Ieri si è consegnato alla Digos un componente del gruppo (degli altri quattro, due sono già fuggiti all’estero), che ha confessato il pestaggio ed ammesso la militanza nell’area neofascista. Si tratta di un ultrà dell’Hellas Verona, di famiglia benestante. Nel 2007 era stato indagato dalla Digos insieme ad altre 16 persone per associazione a delinquere finalizzata alla discriminazione razziale, ed era stato sottoposto a Daspo.2464302985 1d518e890d o Verona, neonazista e perbene L’appartenza all’estrema destra e all’area degli ultrà calcistici di questi picchiatori era scontata già dall’inizio un po’ a tutti quelli che conoscono Verona e le sue dinamiche politiche. Che si arrivasse ad un soffio dall’omicidio, invece, è una sorpresa.

ROMEO, GIULIETTA E BENITO – A Verona la presenza dell’estrema destra, anzi, delle estreme destre, è un fatto concreto. Per esempio, Roberto Bussinello, già leader di Forza Nuova ed ora passato a La Destra, è veronese. La stessa Forza Nuova è molto presente in città. Dagli adesivi e manifesti presenti ovunque, ai banchetti frequenti in Piazza Bra o in centro, il suo radicamento sul territorio è un fatto. Ho parlato di estreme destre perché la galassia che le racchiude è davvero ampia. Altrettanto radicato è il il Cattolicesimo tradizionalista, con il relativo bosco di sigle e gruppi, molto spesso intersecati tra loro (qui un sito che li racchiude e una galleria fotografica dei festeggiamenti per la Pasqua)

PALLONE E MOSCHETTO – Altro gruppo che si interseca con i precedenti è quello degli ultrà dell’Hellas Verona. E’ qui che l’estrema destra pesca soprattutto ed è qui che spesso la violenza sboccia. Gli ultrà dell’Hellas sono tanti, ben organizzati e godono di un ampio consenso sociale. A Verona l’Hellas è una religione e gli ultrà sono gli officianti riconosciuti. Tanto che per salvarla (lotta in C1 per non retrocedere) si mobilita persino il 2465134040 f7107cb4f4 o Verona, neonazista e perbene sindaco Tosi (noto tifoso), richiamando i parlamentari veronesi ad un’azione di lobbying in quanto la squadra sarebbe discriminata dalla Lega Calcio.

MA LA NOTTE NO – Verona è una bellissima città, né troppo grande, né troppo piccola. E come ogni città né troppo grande né troppo piccola, ha i suoi terribili fatti di cronaca. Ma, oggettivamente, non si può dire che sia in balia della delinquenza e che sia da pazzi aggirarsi per le strade dopo il tramonto. Ma ci sono zone, anche a ridosso del centro storico (come Veronetta), nelle quali la forte presenza di extracomunitari crea indubbiamente dei problemi di ordine pubblico e di degrado; atteggiamenti quali negare l’evidenza parlando buonisticamente di accoglienza e girarsi dall’altra parte, portano solo al peggioramento della situazione. Qualche giorno fa, per restare sulla cronaca, in una pista ciclabile vicino casa mia, una podista è stata aggredita e fortunatamente è riuscita a divincolarsi ed a scappare.

LE RONDE, LE RONDE! - Forse la colpa di Verona è l’essere stata per troppo tempo democristiana fino al midollo ma con sacche di estremismo violento tollerate e in certi casi vezzeggiate. Qui probabilmente2464303363 2fce1a0ff5 o Verona, neonazista e perbene partiranno delle ronde cittadine munite di cellulare per avvisare le forze dell’ordine. Di per sé non é un’iniziativa malvagia, almeno secondo me. L’idea che dei cittadini volontariamente aiutino a rendere più sicuro il posto nel quale vivono non ha niente di fascista né squadrista. L’unica cosa che un po’ mi turba è che magari a queste ronde avrebbero partecipato anche quelle persone che hanno ridotto in fin di vita il ventinovenne Nicola Tommasoli. Magari per aiutare la giunta a dar qualche calcio in culo ai negri. Il mostro a volte viene da fuori, altre ce lo siamo cullati amorevolmente al nostro interno. E l’abbiamo giustificato un po’ troppo.

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