Dialogo tra Burqa e Bikini

30/01/2010 - Bikini- Sai, non è diverso per me che indosso un bikini. Un sacco di ragazzi- e anche alcune femmine – danno per scontato che io sia solo una poco di buono per questo Burqa- Non curarti di quello che i

     
 

di

di Hamed Samer

Bikini- Sai, non è diverso per me che indosso un bikini. Un sacco di ragazzi- e anche alcune femmine – danno per scontato che io sia solo una poco di buono per questo
Burqa- Non curarti di quello che i maschi pensando delle femmine. Non è importante come ci si veste
Bikini- Ma sì, hai ragione
Burqa- A volte odio il mio essere donna
Bikini- Perché?
Burqa- Non c’è modo di vincere
Bikini- Ma stai indossando il burqa per compiacere il tuo Signore. È l’espressione della tua devozione. Non ti rende felice?
Burqa- Sì, ma la gente non mi lascia in pace. Gridano: terrorista! Torna in Iraq!
Bikini- Io invece a volte vorrei curarmi meno di quello che i ragazzi pensano di me
Burqa- Cosa?
Bikini- Ho paura di invecchiare. Non voglio le rughe o la cellulite. Non voglio ingrassare. Mmerda! Penso a quando avrò 40 anni. Insomma, probabilmente dovrò andare dal chirurgo plastico…
Burqa- Ma tu sei una statua…
Bikini- Anche le statue invecchiano. Crepe e ingiallimento si vedono, sai?
Burqa- Eh sì, si vorrebbe sempre apparire belli e giovani.
Bikini- Ma tu indossi un burqa. Pensavo che di queste cose non ti curassi affatto!
Burqa- Beh, se avrò la fortuna di trovare un uomo buono che sappia amarmi sempre e comunque, senza curarsi del mio aspetto…
Bikini- La maggior parte dei ragazzi invece sono dei maiali. A loro frega solo del nostro corpo
Burqa- mmerda!
Bikini-Sbaglio o hai appena detto una parolaccia?
Burqa- L’ho fatto?
Bikini- Beh, io credo di sì
Burqa- Oh, non mi ricordo. Se l’ho fatto, mi dispiace
Bikini- Non scusarti. Non mi importa se dici le parolacce. Solo che suona strano- insomma-se vengono da qualcuno che sembra così religioso, come te…
Burqa- O da qualcuno che sembra debole, oppresso, impotente… giusto?
Bikini- (arrossisce) Mi dispiace aver pensato questo di te
Burqa- Beh, anch’io ho pensato qualcosa di brutto su di te…
Bikini- Cosa?
Burqa- Che sei una spudorata, una sporca puttana che va a letto con un sacco di uomini
Bikini- Beh, è così, insomma, sono andata a letto con tanti ragazzi…
Burqa- Oh, Oh…

Princess Leia Slave Bikini

"Princess Leia..." di Haward Avenue

Bikini-Questo fa di me una puttana?
Burqa- Non lo so…
Bikini- Tecnicamente sì,  ciò fa di me una puttana. Ma perché si deve per forza  considerare l’essere una puttana una brutta cosa?
Burqa- Se ti chiamano puttana non è un insulto?
Bikini- Dipende dai punti di vista. Io penso sia un distintivo d’onore. Io sono orgogliosa di essere una puttana. Non ci trovo nulla di sbagliato nell’esserlo
Burqa- Beh, dev’essere così, suppongo
Bikini- Hai mai fatto sesso?
Burqa- No
Bikini- Mai fatto niente di vagamente “sessuale”?
Burqa- No, no, aspetto il matrimonio.
Bikini- Bene, tu fai come vuoi, io continuerò ad andare a letto con un sacco di uomini
Burqa- Scusa, ma con chi è che fai sesso qui?
Bikini- Altre statue. Dopo l’orario di chiusura della galleria mi piace sgattaiolare fuori dalla vetrina per andare a fare l’amore altri ragazzi
Burqa- Tipo chi, ad esempio?
Bikini- Tu sai quella bella statua greca alla porta d’ingresso?
Burqa- L’uomo nudo con un bel corpo?
Bikini- Sì. Ragazza, lascia che ti dica. Sa veramente come fare godere una donna…
Burqa- Sul serio?
Bikini- Sì, sì :)
Burqa- Beh, lo ammetto, ho pensato al sesso.
Bikini- È naturale
Burqa- Mi sono sempre chiesta come sarà la prima volta. Io voglio che sia speciale, quando lo farò con il mio futuro marito.. Ma anche lui deve essere vergine…
Bikini- Le altre donne musulmane come tutte come te?
Burqa- Ma va, su. Che ne diresti se ti facessi la stessa domanda? Voi occidentali siete tutte uguali?
Bikini- Eh, che ignorante che son stata a chiedertelo
Burqa- Ci sono 1,2 miliardi di musulmani in tutto il mondo. Hai idea di quante donne musulmane sole ci sono in questo Paese?
Bikini- No.
Burqa- Io nemmeno. Comunque, non siamo tutte uguali. Ne ho conosciute alcune che portavano bikini e dormivano in giro con un sacco di ragazzi. C’è  stata anche una musulmana che faceva la porno star. L’ho letto una volta sul giornale
Bikini-Una porno star musulmana?!
Burqa- Ma non era religiosa. Lei era come te, credo..
Bikini- Capisco. Io in realtà credo in Dio
Burqa- Oh? Ah, sì?
Bikini- Voglio dire, non ci penso molto, ma credo ci sia un Dio, da qualche parte, là fuori…………..
Suoni di passi che si avvicinavano……
Bikini-Stanno tornando!
Burqa-È stato bello parlare con te.
Bikini-Dovremmo prenderci insieme un bel caffè un giorno, che ne dici?
Burqa-Ma le statue non possono bere il caffè!
Bikini- Beh, si pensa anche che le statue non possano avere sentimenti, né tantomeno conversare come abbiamo fatto noi, se è per questo
Burqa-Allora ci rivediamo all’orario di chiusura, ciao!
Bikini e Burqa si congelano nelle loro pose originali. I loro volti ora  sono nuovamente fermi. Alcune persone entrano in scena ed osservano le statue. La luce si abbassa, svanisce.

Immagine di “copertina”: Desiree Holman: Burqa and Bikinis; Le altre immagini di burka e bikini sono distribuite secondo i CC  indicati dai rispettivi autori da esse linkati.

     
 

10 Commenti

  1. giuspe scrive:

    > Dobbiamo avere il caffè volte anche più tardi in futuro.

    refuso (oppure non ho capito lo statuese :)

  2. ipazia scrive:

    La lettura non è stata buona per nulla,tesoro mio,vista l’ambiguità di fondo sottesa al testo.Ricordati che nel mondo non ci sarà più libertà,rispetto ad oggi, quanno le donne torneranno ad indossare il costume intero,mentre si accrescerà se il medesimo costume potranno indossarlo ,un giorno lontano,le donne che vengono chiamate musulmane.

    • talentosprecato scrive:

      però, sai cosa Ipazia: io che posso indossare tranquillamente il bikini non mi sento libera come potrei.Se la statua ha paura del grasso e della cellulite, io non ne ho paura, perché sto già sperimentando da un po’, ma ne ho vergogna talvolta. Secondo me la vera libertà arriva quando noi impareranno a non avere timore dei nostri limiti (e non mi riferisco solo a quelli fisici) e delle nostre debolezze e gli altri impareranno a non valutarci basandosi su di essi. Credo che la statua in bikini non sia meno oppressa di quella che indossa il burka. Sono solo due livelli diversi di soggezione. Nel primo caso a delle regole non scritte ma largamente condivise

  3. ipazia scrive:

    -Credo che la statua in bikini non sia meno oppressa di quella che indossa il burka. Sono solo due livelli diversi di soggezione. Nel primo caso a delle regole non scritte ma largamente condivise

    E’ proprio questa l’ambiguità di fondo che rampolla dal testo:l’idea che la necessità di andare dal chirurgo per essere accettata sia equivalente a quella di non scoprire la ciocca dei capelli per non venire massacrate di botte e finire la propria esistenza in qualche fossa comune.Altra cosa è il condizionamento sociale ed ideologico,al quale c’è possibiltà di sottrarsi,altra quello fisico,che finisce per deturparti l’anima (Nel senso di Psiché,ovviamente).La cosa che mi disturba di più in questa posizione che ormai sembra aver sposato quanto resta del glorioso femminismo d’antan,è che,sensa accorgersene,scade in una determinazione sessuofobica e si prostra indifesa alle ragioni dell’avversario.

    • talentosprecato scrive:

      l’ambiguità persiste ma, in questo caso, solo in questo, la statua in burqa dice che lo porta con piacere perché glielo chiede il suo Dio. Ciò non toglie che non tutte le donne musulmane si coprano per lo stesso motivo. Altre non si coprono affatto. Poiché io lo leggo da occidentale complessata inevitabilmente mi viene da soffermarmi su quei punti che mettono in discussione la mia presunta libertà. Non ho compreso la determinazione sessuofobica di cui parli:D, se vuoi spiegarmi meglio son qui

  4. ipazia scrive:

    Accettate e senza,perdindirindina!!

  5. ipazia scrive:

    Ma quale dio,talentononsprecato,quale dio.Ciò che queste signore chiamano dio è la violenza che su di loro esercitano da secoli i loro uomini,i padri,i mariti,i fratell,i preti etc.,che nascondono i loro corpi perche ne vogliono il possesso assoluto e chiamano oscenità la disponibiltà che una donna può avere del medesimo.Questa è la stessa logica che porta gli uomini delle nostre società a continuare a chiamarci puttane quando esercitiamo la nostra libertà sessuale,a sostenere che il sesso è plausibile solo se si accoppia all’amore,e chiamano amore il tipo di rapporto che conosce una loro qualche forma di codificazione.E fanno mettere i mutandoni alle giocatrici di pallacanestro ,perchè altrimenti gli uomini guardano loro il culo,e protestano con le ballerine che in tv lo sciorinano in abbondanza a tutte le ore,perchè il nudo è osceno e bla bla bla.Quando in questa logica si collocano gli uomini,tutto è regolare,ma spesso siamo noi a cadere in questo tranello perverso e abbiamo smesso ormai da tempo di urlare ad alta voce “IO SONO MIA!”

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