Dopo lo “scoop” di stamattina, la procura di Bari smentisce il settimanale Panorama. Ma il direttore Mulé non se ne dà per inteso e rilancia.
L’affaire si rimpicciolisce. Dopo lo sgùb di stamattina, la giornata di oggi è stata caratterizzata da un divertententissimo susseguirsi di eventi, che danno la vera dimensione del complotto della D’Addario e di magistrati, giornalisti e politici che, secondo il settimanale Panorama, avrebbe colpito il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi in occasione dello scandalo delle escort.
EXCUSATIO NON PETITA - “Non ho letto nessun comunicato del procuratore a smentita di quanto abbiamo scritto. Il lancio d’agenzia di ieri sera non sposta di un millimetro la nostra notizia. Quando leggerò una presa di posizione ufficiale della procura di Bari, a quel punto potrò replicare“, aveva affermato alle 3 e mezza di oggi Giorgio Mulè, direttore di Panorama, dopo che il settimanale della Mondadori aveva rivelato l’esistenza di una presunta inchiesta riservata della Procura di Bari su un presuntissimo complotto contro il premier. Le persone indagate, aveva scritto Panorama, sono almeno una dozzina e fra queste c’è anche Patrizia D’Addario. Anzi, la escort sarebbe un «personaggio chiave» nella vicenda. A seguito delle anticipazioni diffuse ieri dal settimanale della Mondadori, un’agenzia di stampa, citando fonti giudiziarie baresi, aveva smentito che alla procura di Bari fossero in corso indagini sull’esistenza di un complotto per screditare il presidente del Consiglio. “C’è un ufficio della procura -spiegava Mulè contattato dall’ADNKRONOS- che, a 24 ore di distanza dalla diffusione delle anticipazioni, non ha sentito la necessità di intervenire ufficialmente. Significherà qualcosa», aggiungeva bullandosi e quindi facendo capire che l’inchiesta c’era e aveva ragione lui. Secondo Panorama, la D’Addario, “prostituta ben nota alle forze dell’ordine (per le continue risse e per le schermaglie legali con il suo protettore), esperta di registrazioni e di videoriprese, sarebbe stata selezionata e successivamente ‘consegnatà a Tarantini“. A questo punto le indagini, su cui lavorano il capo procuratore Antonio Laudati e i sostituti procuratori Giuseppe Dentamaro e Teresa Iodice, si stavano concentrando su chi aveva selezionato la escort.
LA SMENTITA DELLA PROCURA - Passano esattamente due minuti
dall’ultima agenzia dettata da Mulé, e arriva la smentita ufficiale della Procura: “In merito alla notizia di stampa apparsa oggi sul settimanale Panorama e relativa alla pretesa ipotesi di accordi fraudolenti miranti ad una calunniosa rappresentazione processuale, con conseguente iscrizione nel registro degli indagati di magistrati, politici, giornalisti o professionisti, questa Procura della Repubblica smentisce che vi siano iscrizioni di notizie di reato aventi tale contenuto“. A questo punto, dovrebbere essere finita no? Prima Mulé dichiarava che l’assenza di una smentita era sintomatica della verità di quanto affermavano, adesso è arrivata la smentita, e se la logica non è un’opinione… E invece no. Dopo un paio d’ore il settimanale Mondadori incassa e rilancia: “Il settimanale Panorama ha svolto tutte le verifiche indispensabili» prima di scrivere dell’inchiesta su un presunto complotto ai danni del presidente del consiglio Silvio Berlusconi legato alla vicenda delle escort e ha ricevuto riscontri autorevoli e conferme granitiche“, afferma, in una nota, la direzione di Panorama, in replica alla smentita della Procura di Bari. “Comprendiamo - si legge nella nota del settimanale – l’imbarazzo e l’irritazione della procura di Bari dopo le rivelazioni di Panorama su un’inchiesta così delicata in corso che, ribadiamo, muove da una precisa ipotesi investigativa legata a un complotto ai danni del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. La direzione di Panorama ribadisce di aver svolto tutte le verifiche indispensabili prima di pubblicare l’articolo e di non aver avanzato autonomamente alcuna ipotesi limitandosi a riportare notizie raccolte a Bari. Notizie rispetto alle quali ha ricevuto riscontri autorevoli e conferme granitiche». La direzione di Panorama precisa, inoltre, che “in nessuna parte dell’articolo si sostiene – contrariamente a quanto si può desumere dalla lettura del comunicato della Procura – l’avvenuta iscrizione nel registro degli indagati di magistrati, politici o giornalisti. Si sostiene e si ribadisce, invece, che magistrati, politici e giornalisti ‘compaiono a vario titolo nell’inchiesta così come autorevolmente riferito a Panorama“. Insomma, adesso prima l’assenza di smentita confermava le circostanze; adesso la smentita le conferma comunque. E nel frattempo si cerca di far passare l’idea che non si parlava di indagati: forse erano stati semplicemente “attenzionati” alla maniera di Boffo, i vari giornalisti, magistrati e politici che Panorama chiamava in causa senza farne il nome. Che spettacolo: a questo punto non rimane che aspettare la seconda puntata.























Ma Mulè non è un magistrato? E come ci si può aspettare che un magistrato (e in quanto tale, quindi, ROSSO) possa NON COMPLOTTARE contro il povero Silviuzzo nostro?!?! ( l’aggettivo possessivo è riferito ad Angelino SUO)
CHE LERCIA PROPAGANDA PER INFINOCCHIARE I GONZI! Ciao. Antonio
Infatti, il sol fatto di non citare nomi di giornalisti, politici e magistrati, la dice lunga sulla credibilità stessa di Panorama!
ce l’ho io lo scoop….sentite un pò….
MULE’ E’ PAGATO DA BERLUSCONI!!!!!!!
uuuuuuuuoooooooooooooohhhhhhhhhhhhh
ehehehehe vi ho sorpreso è???
Dura la vita dei leccapiedi prezzolati.
Il sig. mulè farebbe bene ad indagare sulla veridicità dell’aggressione di Tartaglia. La si che qualcosa non quadra.
Si vede che il presidente del coniglio non deve essere molto sicuro dei sondaggi sulle regionali (nonostante i calci sulle palle che si dà il Pd), visto che, a quanto pare, arrivano le nuove bufale. Certo che viene da ridere pensare a un complotto contro il coniglio, tirando dentro magistrati, giornalisti e escort, proprio quando la escort l’avevano persino candidata alle comunali, e ci mancava poco che andassero pure oltre.
Per tornare seri, Panorama non fa altro che rimettere in circolo le porcherie ad uso disinformazione. Il vero complotto sta in quel processo sui dossier contro i “nemici” del coniglio trovati nell’ufficio dell’agente del (ex) Sismi Pio Pompa, che il capo di costui, Pollari, vuole bloccare adducendo il segreto. C’è da scommettere che l’invito è arrivato dal coniglio.
Alla fine, oltre al fumo che di giornalistico ha ben poco, Panorama non fa che avallare Repubblica che , nelle sue 10 domande, aveva appunto ipotizzato che il premier fosse ricattabile da loschi figuri per i suoi gusti sessuali (e dunque inadatto al governo)
L’unica cosa che si ingrossa, speriamo sia l’affare, che a qualcuno riesca a metterlo lì, dove non batte il sole, al sultano di Arcore
nell’era dei cialtroni dell’informazione panorama ha vinto il primo premio insieme al servo belpietro che di libero nel suo mucchio di carta stampata ha solo il nome;comunque la faccenda si è davvero ingrossata, quella serva del potere della setta ne ha fatto argomento di pinta del suo fatto del giorno,ma che ce ne frega anoi dico io, se il nano di arcore raccoglie biancaneve da salotto/camera da letto un pò dapèpertutto e poi fa lo scandalizzato vuol dire che il travettino gli funziona,viagra o no, e allora su su sempre più in alto,verso le vette del pigliare per i fondelli gli italiani