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pubblicato il 29 gennaio 2010 alle 14:00 dallo stesso autore - torna alla home

 Il Presidente americano non ha sottoscritto il Trattato di Ottawa, la moratoria che vieta la produzione, l’utilizzo e la vendita dei micidiali ordigni nel mondo.

Qualche giorno fa abbiamo raccontato la storia del concorso Miss Landmine, una controversa iniziativa organizzata da una ong norvegese prima in Angola e poi in Cambogia per 3395110342 451235d66c o La viltà di Obama sullo scandalo delle mine antiuomosensibilizzare il mondo sul problema delle mine antiuomo. Oggi cercheremo di affrontare il problema delle mine a livello globale. Secondo le stime diffuse dall’ICBL (International Campaign to Ban Landmines, Campagna Internazionale per la Proibizione delle Mine, organizzazione non governativa vincitrice del premio Nobel per la pace nel 1997), nel solo 2009 nel mondo le mine antiuomo hanno causato 5.197 morti, in grandissima parte civili, un terzo dei quali bambini. Carol Bellamy, direttrice esecutiva dell’Unicef, ha spiegato che le mine costituiscono “un’attrazione fatale per i bambini”, adescati a toccare quegli strani oggetti dalla loro innata curiosita’ e dal loro bisogno di giocare. Ma i morti sono solo la punta dell’iceberg. Le mine sono disseminate nei paesi piu’ poveri del mondo e per ogni persona che muore pestando una mina, molti altri rimangono mutilati, diventando spesso un peso per le loro famiglie e per tutta la comunita’. Le mine sparse nel terreno rendono la coltivazione, l’irrigazione e l’allevamento di animali difficile o impossibile, danneggiando quelle che spesso costituiscono le uniche fonti di sostentamento per le comunita’ piu’ povere. Anche gli aiuti umanitari vengono rallentati, in quanto le mine non consentono agli operatori umanitari di raggiungere alcune zone, magari le piu’ bisognose. La tragica ironia e’che uno studio del 1996 ha dimostrato che le mine non costituiscono un’arma efficace e nemmeno necessaria nella strategia militare di un esercito o di una guerriglia, tanto che un numero sempre maggiore di esperti militari propongono di abbandonare la produzione e l’utilizzo di tale arma.

OBAMA NON HA FIRMATO - Dopo la premessa, andiamo al punto. Chi produce le mine? Birmania, Cuba, India, Iran, Nepal, Corea del Nord, Pakistan, Russia, Singapore, Vietnam. Danimarca, Stati Uniti, Peru, Corea del Sud e Cina hanno smesso di produrle negli ultimissimi anni. Cosa si puo’ fare? Per anni attivisti politici di mezzo mondo hanno proposto una moratoria globale. Per questa soluzione si adopero’ con particolare visibilita’ ed efficacia Lady Diana, che con estremo coraggio per provocazione arrivo’ persino a camminare su un campo minato. Gli attivisti anti-mine vinsero la loro battaglia quando questa moratoria diventò realta’. Fu una grande vittoria di Lady Diana, anche se postuma. Al contrario, un altro “eroe” dei nostri tempi, anch’esso affascinante, fotogenico e popolarissimo, non ha ritenuto opportuno unirsi alla battaglia. Stiamo parlando di Barack Hussein Obama, vincitore dell’ultimo, discusso, premio Nobel per la pace. L’atto piu’ vigliacco e detestabile dell’uomo che ricopre la carica di Presidente degli Stati Uniti e’ stato proprio la decisione di non firmare il trattato internazionale che vieta la produzione, l’utilizzo e la vendita di mine antiuomo. Il “Mine Ban Treaty” o “Trattato di Ottawa”, che impone ai paesi che vi aderiscono anche la distruzione degli arsenali di questo tipo di armi, e’ stato siglato da 156 paesi in tutto il mondo nel 1998 ed e’ entrato in vigore il primo marzo del 1999. Da quella data, ogni anno si svolge un summit in cui si analizzano i risultati, si dona assistenza e si invitano altri paesi ad aderire, perseguendo l’obiettivo di creare un mondo libero dalle mine. Tra i 37 NON firmatari spiccano le superpotenze globali vecchie e nuove – Stati Uniti d’America, Russia, Cina e India – oltre a Israele, Iran, Pakistan, Cuba, Libia, Arabia Saudita, le due Coree e altri paesi minori.

SCHIAFFO AI MUTILATI - All’ultimo summit del dicembre 2009 a Cartagena, in Colombia, l’amministrazione Obama ha inteso continuare la linea di Bush e ancor prima di cluster bomb victim La viltà di Obama sullo scandalo delle mine antiuomoClinton di non ratificare questo trattato. L’ICBL ha “condannato con forza” la decisione di Washington, definendola semplicemente “scioccante” e “vergognosa”. “Non riusciamo a capire questa vergognosa decisione, non si capisce perche’ il Presidente Obama voglia continuare le politiche di Bush”, ha dichiarato al Los Angeles Times Jody Williams, fondatore di ICBL e co-laureato premio Nobel per la Pace 1997. “La decisione e’ uno schiaffo in faccia ai mutilati, alle loro famiglie e alla comunita’ piu’ gravemente colpite nel mondo“. Clancy Sigal sul londinese The Guardian ha titolato: ”L’ultimo tradimento di Obama”, considerando questa decisione la “peggiore fra le promesse non mantenute” del presidente.Pesanti critiche sono giunte anche dai ranghi dei democrats: “Gli Stati Uniti sono la nazione piu’ potente del mondo, percio’ non abbiamo bisogno di utilizzare queste armi. Inoltre la maggior parte dei nostri alleati le ha abbandonate da tempo“, ha affermato il senatore democratico Leahy.”Dunque [la decisione di Obama di continuare a non ratificare il Trattato] e’ un’occasione persa per gli Stati Uniti e l’amministrazione Obama per mostrare doti di leadership invece di accodarsi a Cina e Russia e impedire il progresso“.

UN MONDO SENZA MINE - La sconsiderata posizione di Obama pone per l’ennesima volta la questione di quanto i suoi discorsi illuminati riguardo a multilateralismo, rispetto del diritto umanitario internazionale e disarmo siano realmente credibili.