Esteri

L’11 settembre 2001 in breve

L’ATTACCO – I dirottatori entrarono in azione dopo il decollo, quando l’aereo si trovava alla quota di crociera assegnata: i muscle hijacker, armati di coltelli con lama di dimensioni consentite (all’epoca) uccisero i piloti veri e spinsero equipaggi e passeggeri verso la coda degli aerei; i piloti kamikaze presero i comandi dei velivoli. Alle 8:20 circa, il volo AA11 decollato da Boston sparì dagli schermi del controllo aereo confondendosi con le centinaia di altri aerei in volo: Mohammed Atta aveva spento il transponder, un apparecchio che consente di individuare un singolo velivolo e di distinguerlo tra tutti gli altri in volo (circa quattromila aerei erano in volo sugli USA quella mattina). Prima che i controllori si rendessero pienamente conto di ciò che stava accadendo, il volo American 11 si schiantava contro la North Tower, alle 8:46. Nel frattempo il volo United 175, anch’esso decollato da Boston, lasciava la rotta programmata. Il velivolo, pilotato da Marwan Al-Shehhi, si schiantava contro la South Tower alle 9:03. Solo allora fu chiaro che il primo impatto non era stato un incidente ed entrambi i voli erano stati schiantati dai piloti che li avevano dirottati. Venti minuti dopo una coppia di caccia militari raggiungeva New York per proteggere la città da ulteriori attacchi. Ma mentre tutti si concentravano sull’emergenza a New York, la tragedia si stava ripetendo a Washington: alle 8:56 il trasponder del volo American 77 decollato da Dulles viene spento e l’aereo scompare dagli schermi del controllo aereo locale. Alle 9:37 Hani Hanjour schiantava il velivolo contro il Pentagono, l’equivalente del nostro Ministero della Difesa. Una ventina di minuti dopo, i caccia militari raggiungevano Washington per proteggerla da ulteriori attacchi.

UNITED 93 – Difatti c’era un quarto velivolo dirottato e ancora in volo: lo United 93. L’aereo però era decollato con circa quaranta minuti di ritardo e i passeggeri, utilizzando i telefoni di bordo, appresero ciò che era accaduto a New York e decisero di assalire i dirottatori per riprendere il controllo del velivolo. L’aereo avrebbe dovuto colpire il Campidoglio, sede del Congresso americano, ma Ziad Jarrah decise di schiantarlo su una campagna di Shanksville quando si rese conto che i passeggeri stavano per irrompere nella cabina di pilotaggio. Passeggeri e assistenti di volo riuscirono a fare numerose telefonate dai quattro voli, utilizzando i telefoni di bordo. Grazie a queste telefonate, alcune delle quali registrate, conosciamo ciò che successe sugli aerei.

I COLLASSI – Intorno alle dieci del mattino, poco prima che United 93 si schiantasse, la South Tower crollava, seguita mezz’ora più tardi dalla North Tower. I due giganti di 110 piani, gravemente danneggiati dai tremendi impatti, avevano ceduto a causa del calore degli incendi controllati che indebolirono la resistenza di quegli elementi strutturali che erano sopravvissuti all’urto iniziale. I crolli devastarono tutta l’area e provocarono migliaia di vittime, compresi centinaia di soccorritori. Tuttavia decine di migliaia di persone erano state evacuate con successo prima dei collassi. Nel pomeriggio un terzo grattacielo, il WTC7, danneggiato e incendiato dalle macerie che l’avevano colpito e già completamente evacuato, collassò a sua volta.

GLI ARRESTI – Un anno più tardi, Khalid Sheikh Mohammed fu intervistato dal giornalista arabo Yosri Fouda di Al Jazeera e gli raccontò i particolari dell’organizzazione degli attacchi. Nel 2003 fu arrestato in Pakistan ed estradato negli Stati Uniti: oggi si trova a Guantanamo dove è sottoposto a processo penale militare. Zacarias Moussaoui ha confessato la sua complicità nella fase preparatoria degli attacchi, è stato giudicato e condannato all’ergastolo da un tribunale federale americano. Ramzi Binalshibh, che curò l’arruolamento di Atta, Al-Shehhi e Jarrah in Amburgo, è stato catturato nel 2002 in Pakistan ed è oggi detenuto a Guantanamo, anch’egli sottoposto a processo militare. Mohamed al-Kahtani, il ventesimo dirottatore che non riuscì ad entrare in USA, è stato catturato nel corso delle operazioni militari in Afghanistan. Trasferito a Guantanamo, non sarà processato per gli attacchi in quanto non risulta che fosse stato informato della natura esatta della sua missione suicida. Nel corso degli anni Al-Qaeda ha rilasciato numerosi filmati di rivendicazione degli attacchi, compresi quelli che mostrano i dirottatori mentre leggono il proprio testamento spirituale. Osama Bin Laden è ancora ricercato.

4 commenti a L’11 settembre 2001 in breve

  1. hijacker

    in meno di diecimila battute sei riuscito BENE a raccontare l’11/9 (citare le fonti sarebbe stato meglio ma capisco l’esigenza editoriale);

    riusciresti a fare lo stesso descrivendo i punti della vicenda che PER TE NON son stati ancora chiariti? particolari, dettagli o altro?

    Sarebbe un modo scientifico e razionale per analizzare questa catastrofe. Andrebbe bene anche un semplice elenco delle cose che NON tornano con eventuale spiegazione.

    Altro che la GRANDE GUERRA tra complottisti e debunkers che francamente ci sta sfiancando,
    come i battibecchi tra sandra mondaini e raimondo vianello.

  2. tra Sandra Mondaini e Albert Einstein, più che altro.

  3. Hijacker, per le fonti conviene visitare il sito Crono911.org dove sono raccolte praticamente tutte le fonti e le documentazioni.

    Non posso invece elencare le cose che NON tornano, semplicemente perchè torna tutto.
    Non c’è alcun dettaglio che non sia chiaro, una volta che si è studiata TUTTA la documentazione, le testimonianze, ecc…

    Sono sicurissimo che negli anni si continuerà sempre a sostenere che ci sono “punti mai chiariti”, e sarà la maggior parte della gente – anche qualificata – a sostenerlo: penso che poche persone si siano prese la briga di studiarsi decine di migliaia di pagine, registrazioni ecc…
    Io l’ho fatto, e sono condannato a restare nell’esigua minoranza che non ha dubbi sulla vicenda.

  4. gregorj

    consiglio questo per la verità sull’11 settembre

    http://ne0quidnimis.blogspot.com/2007/08/sotto-zero.html :D

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