Economia

Così Alemanno regalerà l’Acea a Caltagirone

IL GIANNI BIFRONTE – “Attuazione del decreto Ronchi e privatizzazione del 20% di Acea in tempi rapidi. Valuteremo di avviare il processo entro l’anno”. Così il sindaco Gianni Alemanno ha delineato la sua strategia per l’anno in corso. Smentendo, in sostanza, quanto sosteneva solo poche settimane prima. A chi fa gola Acea? Il sindaco Alemanno, sempre al Sole 24 Ore, ribadisce di voler individuare “partner legati al territorio, fondazioni, imprenditori. Punteremo a fare in modo che ci sia una platea più ampia possibile, per non avere un socio privato prevalente”. L’identikit è fin troppo chiaro. Francesco Caltagirone, il costruttore romano che, nel frattempo, ha messo gli occhi pure sul più grande acquedotto d’Europa, quello pugliese. La politica, in questi casi, è una leva inesauribile per combinare affari. In molti, nei giorni scorsi, avevano visto nella possibile alleanza tra D’Alema e Casini e quindi tra il Pd e l’Udc in Puglia, la realizzazione pratica di questo progetto. Poi ci sono state le primarie, la vittoria di Vendola e il definitivo (per il momento) naufragio di questo disegno. Nel Lazio, invece, Casini ha puntato fin da subito sull’alleanza strategica con Renata Polverini e “l’odiato-amato” centro-destra. Qui la “presa di Acea”, del resto, appare già a buon punto. Caltagirone è senza dubbio favorito anche perché il presidente di Acea è Giancarlo Cremonesi, caro amico e potente ex dell’Associazione dei costruttori romani mentre l’amministratore delegato, è Marco Staderini, ex in quota Udc, nel CdA della Rai. Tutto torna, quindi. Le conseguenze di queste alleanze politico-affaristiche, tuttavia, come è facile immaginare, finiranno in conto ai cittadini consumatori. Dove già è avvenuta, la gestione privata dell’acqua ha portato più che altro aumenti, spesso ingiustificati, delle bollette, malfunzionamenti e disservizi vari. Nel Lazio, dove Acea, già opera in sostanziale monopolio, il consumo dell’acqua è aumentato e le riserve pro capite sono diminuite di un terzo, mentre pure le tariffe sono aumentate. Mancano all’appello, tuttavia, gli investimenti a suo tempo promessi dagli stessi vertici aziendali per rinnovare la rete idrica. Dei tanti investimenti sbagliati, in questi anni, come già ricordato da Luca Conforti nella sua inchiesta, ne abbiamo già parlato.

IL NIET DI ZINGARETTI – Il varco alla possibile privatizzazione di Acea, per la verità, l’avevano aperto le normative, diciamo così, zelanti varate dalla passata amministrazione Veltroni. Alemanno, quindi, sia pure nella sua solita ambiguità – da ministro del governo Berlusconi era contrario agli inceneritori, oggi ne vuole piazzare uno, sempre tramite Acea che fa parte del Coema, un consorzio misto pubblico-privato, ad Albano – si è semplicemente infilato dentro. Decisamente contro si è detta l’Amministrazione provinciale di Roma, guidata da Nicola Zingaretti che, per bocca dell’assessore provinciale al Bilancio, Antonio Rosati, fa sapere “leggo con preoccupazione le dichiarazioni del sindaco Alemanno che in un’intervista al Sole 24 Ore afferma la volontà di privatizzare il 20% di Acea entro l’anno. Più volte abbiamo spiegato le ragioni per le quali è sbagliato privatizzare un monopolio naturale come l’acqua, optando, peraltro, per la strada opposta a quella scelta da tutta Europa e da tutto il mondo. Mi permetto di esprimere forti perplessità circa le modalità con cui si vuole avviare questa operazione”. Rosati, poi, rincara la dose: “E’ inevitabile, dunque, che lo scenario futuro porterà ad un sensibile aumento delle tariffe. Siccome è risaputo che dalla gatta frettolosa nascono i figli cechi sarebbe opportuno avviare un trasparente confronto sia in Consiglio comunale che con l’Amministrazione provinciale, visto che il presidente Zingaretti è anche presidente di Ato2, il bacino in cui circa 80 Comuni hanno scelto Acea per la gestione del servizio idrico”. Forse, siamo alla vigilia di uno scontro politico (ma, come detto, anche affaristico) dai risvolti tutt’altro che certi e prevedibili.

18 commenti a Così Alemanno regalerà l’Acea a Caltagirone

  1. Tess

    bè, io adesso non vorrei suggerire, ma credo che faranno lo stesso in Puglia

    • calta, calta, calta, giron giron giron

      (sì, d’alema stava già appattato, ecco perché adesso tifa per la Poli)

      • Già poi però ci saremmo dovuti sorbire le primarie ed i referendum consultivi sulla privatizzazione ecc. con vendoliani&veltroniani in prima fila e si sarebbe, al solito, bloccato tutto.

        Io amo il genio quell’uomo coi baffetti da sparviero! :D

        PS notevole pure quel “Gianni bifronte” :) l

        • invece con D’Alema gliela ammollavano a Calta senza nemmeno la gara e il giorno dopo lo avrebbe definito “capitano coraggioso” in un’intervista al Corriere. Sai che chiulo.

  2. Tess

    L’ipotesi di D’Alema che tramava con Casini è come al solito opinabile. Ma essere puri e duri a volte ti porta ad ingoiare discariche sotto il naso, acqua privatizzata e centrale nucleare in giardino. Il popolo del No dovrebbe averci fatto il callo :D

  3. lelith

    mah per uno come alemanno che ha ancora addosso la puzza della fogna fascista da cui è saltato fuori dubito che ci siano problemi ad applicare il principio del pecunia non olet.
    tra l’altro sbaglio o le gestioni private dell’acqua fatte in varie città d’europa hanno dato un sacco di problemi con aumenti colossali delle tariffe e disfunzioni varie?

  4. Tetsuo

    Ecco ora ci dimenticheremo le belle fontanelle romane…scommetto che se privatizzano la gestione dell’acqua a roma, i Nasoni rimangono a secco… e pure noi :D

    P.s. Tess ma sei proprio infatuata di Massimino :D

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  6. rebyjaco

    Somigliate a coloro che guardando l’impiccato, discutono se ha la lingua più lunga di quello precedente. Siamo di fronte ad un “”Paese”" che sprofonda sempre più nell’ingiustizia e nella corruzione senza che “”Nessuno”" sia in grado di arrestare questa deriva. La teorica opposizione del PD. (attuale e/o precedente), non solo è “”Teorica”", ma è pure offensiva per i sentimenti di coloro che sono indifesi di fronte a questa “DITTATURA politica”". Cercate di mantenere la “serietà” di fronte a queste vicende e farete un servizio al Paese.

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  12. allarmato

    Io non cambio canale quando parla in tv,anzi lo ascolto con interesse;
    ma quando voto , agisco solo secondo coscienza,
    e la coscienza mi dice:
    no alla privatizzazione dei beni essenziali per la vita.

  13. giornalai leccalecca

    Caltagirone domani alle 15 saprà del definitivo “scoppolone”: suo, di Berlusconi, di Casini e dei suoi devoti giornala(cc)i.

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