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pubblicato il 28 gennaio 2010 alle 10:30 dallo stesso autore - torna alla home

Il sindaco di Roma ha deciso di privatizzare l’azienda di multiservizi entro l’anno. E di affidarla a “imprenditori capaci”: un identikit che non lascia dubbi. E riconduce all’imprenditore suocero di Casini. Che appoggerà la Polverini nella corsa alla Regione.

“Bisogna abolire la mercificazione dell’acqua”. Così lo scorso novembre il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, proprio all’assemblea della FAO – l’organizzazione sotto egida dell’Onu che alemanno Così Alemanno regalerà lAcea a Caltagironesi occupa del cibo e dell’agricoltura, con particolare enfasi verso il sostegno ai paesi in via di sviluppo – solennemente prendeva l’impegno di opporsi ad ogni forma di privatizzazione di quello che oggi, in molti, già definiscono “l’oro blu”. Da allora sono passanti poco più di due mesi, eppure, per il sindaco di Roma deve essere passata una vera e propria era geologica. Infatti, nei giorni scorsi, Gianni Alemanno ha rilasciato all’edizione romana de “Il Sole 24 Ore” un’intervista in cui si legge: “valuteremo di avviare il processo di privatizzazione entro l’anno”. Cosa sarà successo in queste poche settimane per far cambiare idea così radicalmente al sindaco capitolino? Sostanzialmente due cose. Innanzitutto, la conversione in legge del cosiddetto decreto Ronchi (Dlg 135/09) che prevede, in sostanza, la privatizzazione di un “bene pubblico” per antonomasia come l’acqua e il definitivo passaggio della gestione dei servizi pubblici locali, compreso il servizio idrico, alle società private. Inoltre, proprio in questi giorni, c’è stata la “discesa in campo” per la corsa a Governatore della regione Lazio di Renata Polverini, la leader indiscussa del sindacato di “destra”, Ugl. La Polverini, grazie alla forte sponsorizzazione del presidente della Camera, Gianfranco Fini, è riuscita a coagulare intorno alla sua candidatura tutto il “centro-destra”, così come l’avevamo conosciuto fino al 2006. In pratica, l’Udc di Pier Ferdinando Casini, almeno nel Lazio, è tornata alle origini. Merito della “pasionaria” finiana? Non si direbbe. Infatti, Casini è il genero di Francesco Caltagirone, il potentissimo imprenditore che conta nel suo “core business”, tra l’altro, proprio la “gestione delle risorse” idriche. La repentina svolta di Alemanno, a più di un osservatore, quindi, non è apparsa casuale.

ACQUA PESANTE – Procediamo con ordine. Cosa prevede il decreto Ronchi? La gestione dei servizi pubblici locali, compreso il servizio idrico, è da affidare ai privati. La legge deadline Così Alemanno regalerà lAcea a Caltagironeprevede che la gestione dei servizi pubblici locali sarà conferita “in via ordinaria” attraverso gare pubbliche e la gestione in house sarà consentita soltanto in deroga e “per situazioni eccezionali”, che infatti cesseranno di esistere entro il 31 dicembre 2010. Mentre per le società a partecipazione mista la quota minima obbligatoria di partecipazione dei privati nelle società che gestiscono il servizio idrico integrato non potrà essere inferiore al 40%. Diverso il discorso per quanto riguarda le società quotate, che hanno tre anni in più per adeguarsi a patto che abbiano almeno il 40% di quota di partecipazione pubblica al 30 giugno 2013, quota che scende al 30% al 2015. Si fissano poi anche scadenze abbastanza stringenti entro le quali la partecipazione dei privati dovrà diventare significativa: per esempio per le società municipalizzate, cioè di proprietà completamente pubblica, il termine è fissato al 31 dicembre 2011. Chiaramente ciò che preoccupa di più i cittadini sono le conseguenze “economiche” in termini di più che probabili aumenti di tariffe. ACEA, è l’acronimo di Azienda comunale elettricità e acqua, sigla poi successivamente modificata in Azienda comunale energia e ambiente, riassume un secolo di storia delle municipalizzate italiane, ma costituisce soprattutto un capitolo determinante della storia di Roma città. In essa si riflettono, infatti, la crescita tumultuosa e disordinata della capitale e le alterne vicende dei servizi pubblici nella capitale. Ce ne siamo già occupati in passato in particolare, ricordando tutta una lunga sequela di “opportunità gettate al vento” dalla “mala-gestione” politica ed economica di questi anni.