Chi lascia la via vecchia per la nuova sa quello che perde ma non le risate che trova!
Spiace un po’ sacrificare la tradizionale attenzione che questa rubrica ha sempre dedicato a Repubblica e Corriere della Sera – attenzione peraltro costantemente ricompensata con decine di articoli memorabili – ma ancora una volta il palcoscenico è tutto per Il Giornale, che nell’era Feltri sta diventando una vera e propria miniera, molto più dei vari Burchia e
Marchetti, molto più di Adriano Celentano, perfino più di Francesco Alberoni.
BAMBOCCIONI – Il noto sociologo, ricorderete, si era reso protagonista dell’appuntamento di due settimane fa con l’immortale saggio breve sui trentenni che restano in casa dei genitori perché la mamma fa la pastasciutta e le case sono molto ben tenute, mentre in America vivono nei frigoriferi, o qualcosa di simile. Questa volta a cimentarsi con l’argomento è un altro illustre pensatore: Vittorio Feltri. Lui, però, vuole andare controcorrente. “Come si fa a chiamare bamboccione uno che preferisce vivere bene coi genitori che male per conto suo? Semmai è masochista chi, per un malinteso senso della libertà, rinuncia a un comodo appartamento, ben riscaldato, bene arredato, nel quale la mamma provvede a tutto, pulire, lavare, stirare, cucinare, e va ad abitare solo come un cane in un bilocale mansardato, travi a vista contro cui sbattere la testa tre volte al dì, bagno angusto, fumare due sigarette di fila significa provocare l’effetto camera a gas, la sera gli tocca lavarsi le mutande, cene in piedi davanti al frigo spalancato recuperando mozzarelle scadute, prosciutto secco, sardine sottolio tipo rancio di caserma”. Suppongo che esistano delle vie di mezzo, ma non è questo il punto. Il buon Vittorio passa quindi a descrivere la sua esperienza, o meglio, quella dei suoi figli, con la sua proverbiale delicatezza: “A proposito di fidanzate (fidanzati) fisse e avventizie, nessuno vieta al presunto bamboccione […] di portarsele a casa onde risparmiare i soldi del motel […]. Parlo per esperienza di padre, non di figlio. Prima che si sposassero, i miei pargoli ne hanno combinate di tutti i colori. Una a forza di invitare il ragazzo, e di ritirarsi con lui nella propria stanza, è rimasta leggermente incinta. Un’altra, pur non essendo stata ingravidata, si comportava col suo bello alla stessa maniera. Il maschio no, per quanto ricordi; probabilmente si recava tra le mura domestiche di un disgraziato come me a fare con la di lui figlia ciò che le mie facevano chez moi”. Finale strappalacrime: “Tutto ciò premesso e valutato, oserei affermare che i veri bamboccioni sono coloro che danno di bamboccioni ai nostri adorati figli. I quali, a differenza di noi alla loro età, sono contenti di stare con i genitori. Forse ci vogliono bene, certamente sono ricambiati”. La vecchiaia è davvero dura per tutti.
DA LEI NON ME L’ASPETTAVO – L’altro gioiello è il pezzo di Andrea
Morigi, sempre sul Giornale su Libero, sulla candidatura di Emma Bonino nel Lazio. A quanto pare – tenetevi forte – Emma Bonino è in realtà un’abortista. Voi magari credevate che fosse una suora o quantomeno una catechista, e invece al Giornale hanno lo scoop: nei lontani anni ’70 “la candidata del Pd nel Lazio praticava aborti e se ne vantava”. La mente vacilla. “Da militante radicale, agiva, infilando il tubo di una pompa da bicicletta nell’utero delle donne che si rivolgevano a lei per uccidere il figlio che portavano in grembo. Era l’attuale vicepresidente del Senato ad aspirare personalmente il «contenuto dell’utero». Poi lo depositava in un vaso da marmellata”. Invece che in un apposito vaso da feti, suppongo. “È lei stessa a ricostruire il macabro procedimento, tralasciando soltanto un particolare: i feti finivano fra i rifiuti”. E un altro macabro particolare: non erano nemmeno differenziati. Per il resto, da sottolineare la triste figura rimediata da Repubblica.it, che qualche giorno fa ha pubblicato una galleria di immagini provenienti – secondo loro – “dal lago di Huron di Mackinaw City, nel Michigan”, che mostravano lo straordinario quanto completamente folle fenomeno di “un’onda imponente che si ghiaccia ancora prima di infrangersi”, per via della gelida temperatura. Come qualcuno abbia potuto pensare che una cosa del genere fosse possibile, non è dato sapere. La galleria è stata prontamente rimossa, ma se ne trova ancora traccia nella cache di Google.




Oh my God, io non vedo l’ora che le mie figlie prendano il volo. Spero non si trovino troppo bene allora.
Grazie per la pubblicità, ma il quotidiano che ha ospitato il mio articolo è Libero.
Cordialmente
Andrea Morigi
corretto, grazie!
Pardon, devo essermi distratto.
A me le sardine sott’olio piacciono molto.
ma se la figlia di Feltri è rimasta leggermente incinta poi come ha fatto a non esserlo più? non avrà mica abortito