La proposta di federalismo fiscale di Calderoli dopo la presentazione al Consiglio dei Ministri. Incontri e mediazioni estive nella maggioranza di centro destra hanno lasciato i difetti applicativi a aggiunto qualche “annacquamento” di troppo. Bossi canta vittoria, ma sarà vera gloria o un altra puntata del federalismo tradito?
Dopo l’ok del CdM, il testo del ddl Calderoli mantiene la sua impostazione di fondo, con i suoi pregi: abbandono graduale della “spesa storica” per un meccanismo che lega entrate tributarie del territorio alle spese da finanziare, responsabilizzando sindaci e presidenti di regione, con una perequazione forte che tempera la arcinota differenza di entrate fiscali tra nord e sud per alcune funzioni fondamentali, la sanità e
l’assistenza e l’istruzione, ed una più attenuata per le altre funzioni (turismo, formazione professionale, aiuti alle imprese), accettando quindi per queste ultime delle differenze di trattamento tra cittadini in base al luogo di residenza.
I DIFETTI ORIGINARI - Il testo mantiene anche i suoi difetti originari: la scelta di perequare al costo standard presuppone che chi spende di più è meno efficiente: spesso è così, ma occorrerà valutare se questo non dipenda da una migliore qualità dei servizi offerti. Sarebbe strano “penalizzare” la Liguria per il suo alto livello di spesa pro capite per la sanità pediatrica (in Liguria c’è l’Ospedale Gaslini), rispetto a quella fornita da Umbria o Basilicata. Il rischio di una corsa al ribasso dei servizi offerti c’è, e tutto dipenderà – come si è già detto – dalla definizione dei livelli essenziali di assistenza. Resta poi il problema dell’applicazione nel tempo di questi meccanismi complicati, perché le entrate fiscali possono crescere in modo disomogeneo (le regioni non crescono tutte con la stessa velocità) e lo stesso può capitare alle spese (regioni e comuni che recuperano efficienza più velocemente di altri): il meccanismo e i livelli di aliquote e perequazioni andranno rivisti spesso. Il ddl Calderoli si pone questo problema, introducendo (ed è una novità) la Commissione permanente per il coordinamento della finanza pubblica (art.4). Ma il rischio di contenziosi, disaccordi, inefficienze legate a revisioni non tempestive del meccanismo resta alto.
LE SPIACEVOLI NOVITA’ – Il testo originario era un buon compromesso tra chi desiderava un federalismo più spinto e chi non lo voleva affatto. Ora prevalgono gli “annacquamenti”. Qualche esempio, senza entrare in eccessivi tecnicismi. All’art.2, nei principi generali, il principio di corrispondenza tra
autonomia impositiva e autonomia di gestione delle proprie risorse umane e strumentali diventa tendenziale, mentre prima era assoluto. Brutto segnale. All’art. 7, quello che definisce il Fondo perequativo, è stato aggiunto l’aggettivo “statale”. Sembra una sciocchezza, ma invece è un aggettivo importante. Significa che la perequazione non avverrà tra regioni (perequazione orizzontale, come volevano Lombardia e Veneto), ma sarà fissata dallo Stato (perequazione verticale, come chiedevano le regioni meridionali). E’ facile comprendere che significa: il “proprietario” della perequazione è esclusivamente il governo nazionale. Si tratta di una scelta per certi aspetti ragionevole, ma non è un caso che Galan e Formigoni su questo punto rosicano, mentre Fitto esulta.
LA FINANZA LOCALE – Ampiamente rimaneggiata la parte relativa a Comuni, Province e Città metropolitane. In questa versione (definitiva?) non c’è più l’esplicito riferimento alla tassa comunale sugli immobili destinata ai Comuni, che aveva fatto gridare al ritorno all’ICI, e non c’è più l’assegnazione del bollo auto alle Province. La formulazione è sfumata: prevede per Comuni e Province l’introduzione di un Paniere di tributi propri che consegue all’attribuzione agli stessi di tributi o parti di tributi già erariali o di addizionali per il finanziamento delle loro funzioni, oltre alle tasse di scopo. La partita quindi è rinviata ai Decreti di attuazione: il ritorno dell’ICI è possibile, ma non è più sicuro. Mentre l’abolizione delle
province, grande promessa in campagna elettorale, è certamente sparita. Peccato, perché era un’ottima idea. Un ruolo rilevante viene dato a Roma capitale: oltre a quanto previsto per i Comuni, a Roma verranno assicurate specifiche quote aggiuntive di tributi erariali, legate alla sua funzione “speciale” di capitale d’Italia. Si può essere pure d’accordo, ma perché è sparito il riferimento, prima presente, “previa determinazione degli oneri derivanti dallo svolgimento delle attività collegate al ruolo di capitale”. Ora come si stabilisce quanto spetta a Roma per queste funzioni, e su quali basi? Per la Lega sembra davvero finito il tempo di “Roma ladrona”!


























Mi sa di altra puntata mancata. Sono contento che Galan e Formigoni rosichino.
E comunque a ’sto punto, annacquare per annacquare, non capisco perché non facciano un tentativo serio di coinvolgere il PD (la Lega può prendere anche il 20% ma se poi a casa non porta mai niente…).
@prostata:
Ci sono diverse cose di questo testo calderoli che andrebbero salvate. Anche perchè furono in parte già proposte dal centro sinistra, e lui ne ha (correttamente) tenuto conto. In particolare, il passaggio dal criterio della cosiddetta spesa storica a quello della spesa standard.
La mia sensazione è che la Lega voglia il successo “politico” (e l’avrà) ma non spinga più di tanto (per ora) su quello concreto dei provvedimenti di attuazione. Con buona pace del federalismo. In un certo senso, me ne spiace.
Il rosicare di Galan e Formigoni invece mi fa piacere, ma certo se penso al contraltare, il “gioire” di Lombardo, il mio entusisasmo sinceramente si annacqua (anche lui?)
Ciao!!! ^_^
secondo me Galan e Formigoni rosicano più per questioni politiche che per questioni amministrative. Strumentalmente, direi. Non che non abbiano argomenti, eh?
@Gregorj:
Si credo anch’io che dipenda dal loro “posizionarsi” in vista delle elezioni regionali. Impugnare la bandiera del federalismo “annacquato” dal Governo “romano”, può ostacolare le mire leghiste su lombardia e Veneto.
Di argomenti ne hanno. Mi dicono che Galan a Gubbio era su tutte le furie per il “regalo” sull’accisa oli minerali alla Sicilia. E 24 (o 12?) mesi prima di vedere i provvedimenti “veri”, quelli dai quali parte il vero conto alla rovescia per la messa a regime (comunque non breve) verso un federalismo non solo di carta, non sono pochi.
Un sorriso Will see…
Il tutto mi puzza tanto di area metropolitana: avete presente quella cosa che avrebbe cosato le province cosando tutte le loro cose solo che non si è mai cosato alla fine cosa è.
Il regalo fatto alla sicilia.
Vorrei fare notare che in sicilia si raffina
la maggior parte del petrolio che si raffina in
italia come già riferito nell\\\\\\\\\\\\\\\’articolo, con tutte
le conseguenze ( inquinamento, traffico di navi
e mezzi, pericolo di inquinamento a mare ecc. )
Però la benzina in sicilia ha lo stesso costo
che a Milano o vercelli e forse anche di più,
costa molto meno in val d\\\\\\\\\\\\\\\’aosta circa la metà
perchè regione a statuto speciale.
Quindi in sicilia si raffina e si estrae petrolio
e le tasse e il profitto vengono incamerati da
altre regioni. Questo me lo chiamate regalo???
Vorrei che l\\\\\\\\\\\\\\\’autore di questo articolo me lo
spiegasse bene. IO sono convinto che per la sicilia conviene solo l\\\\\\\\\\\\\\\’indipendenza altro che
federalismo, noi abbiamo sempre perso per aver
fatto paRte dell\\\\\\\\\\\\\\\’italia, ma non è mai troppo
tardi.
Proprio vero Alfredo! E pensa che invece da noi si alleva la maggior parte dei maiali italiani. Ma il prosciuttino lo mangiate anche voi siculi mentre noi dobbiamo sopportare tutta la cacca che fanno i maiali. Ma la sai la puzza che fa una porcilaia sopra vento il 10 di agosto? Vuoi mettere quello che emette il culo di un porco coll’asettica ciminiera di raffineria adesso che ci sono tutte quelle leggi contro le emissioni ecc ecc.
Eh no mica giusto! Vogliamo anche noi l’indipendenza! Viva Maria Luigia! Viva gli Este! Abbasso i Savoia!
E non finisce qui, si annacquerà sempre di piu’, prima all’incontro con le Regioni, poi quando andra’ in Aula. Devo dire sinceramente che pero’ sono contento che Calderoli abbia messo nero su bianco la sua proposta di federalismo fiscale. Almeno si e’ cominciato un discorso “reale” sul federalismo, si scrive qualcosa, e c’e’ qualcosa di cui discutere, lo si puo’ giudicare, criticare, lo si migliora, lo si peggiora, lo si approva, lo si respinge. Pero’ almeno e’ nero su bianco, non piu’ una propaganda inconsistente. Questo pero’ porta un rischio, se non dovesse piacere al “popolo della Lega” potrebbe riattivare le spinte “seccessioniste” che la speranza federalista aveva assopito.
Sulla Sicilia stendiamo un velo pietoso, e’ la Regione che riceve di piu’, anche senza federalismo fiscale, altre Regioni ugualmente a statuto speciale ricevono molto ma molto meno.
@AG:
Grazie, colgo l’occasione per farti i miei complimenti “cosanti”
@Alfredo.
E’ un “regalo” perchè come ho scritto, l’imposta si paga sul Consumo. Quindi, in un’ottica federale, e seguendo i proclami leghisti (Pago nel territroio perchè controllo l’operato dei Governanti nel territorio) in questo caso hai una tassa che viene pagata da residenti di tutte le regioni italiane il cui gettito finisce in una sola regione.
In uno stato “centrale” può essere una scelta, in un impianto federalista è un vero “regalo”.
A me questa norma ha dato fastidio, e io amo la sicilia e non sono certo leghista. Vedi tu.
Ciao, un sorriso sconnesso a tutti!!!
QLkv:
Tutto giusto. Mi permetto quest’osservazione:
Almeno si e’ cominciato un discorso “reale” sul federalismo, si scrive qualcosa, e c’e’ qualcosa di cui discutere, lo si puo’ giudicare, criticare, lo si migliora, lo si peggiora, lo si approva, lo si respinge.
In realtà, questo è il terzo tentativo:
Il Governo D’Alema arrivò addirittura al D.Lgs (l’attuazione) con il D.lgfs 56/2000, sommerso da una valanga di ricorsi alla corte costituzionale dopo il primo anno di applicazione (era un meccanismo più “spinto” di quello di Calderoli, ma se ne parlò solo tra addetti ai lavori), mentre la proposta di prodi (pubblicata in GU, coem proposta, appunto) fu ignorata anche dagli addetti ai lavori.
Come hai detto tu, il merito è che almeno stavolta se ne parla.
Ciaooo!
Finalmente i lupi affamati della Padania sono stati scoperti, il loro federalismo non è altro che volere la botte piena e la moglie ubriaca. W l’Italia che non permetterà a chi semina divisione di: razza, di cultura, di politica, di religione e di rosorse economiche.
” SEMPRE NEI LIMITI DEI RISPETTIVI STATUTI.”
Ebbene, (nella notizia riportata) non si tiene
conto dell’art.37 dello Statuto Siciliano, che
prevede per le imprese industriali e commerciali
che hanno sede centrale fuori dal territorio
della regione, ma che in essa hanno stabilimenti
ed impianti, nell’accertamento dei redditi,viene
determinata la quota del reddito da attribuire
agli stabilimenti ed impianti medesimi.
L’imposta relativa a detta quota compete alla
regione.
Alla faccia del regalo!E’scritto nero su
bianco e qualcuno dovrà ingoiare questa pillola.
In Val d’Aosta, dove non viene prodotta una
sola goccia di petrolio e men che meno viene
raffinato, godono del privilegio di pagare i
carburanti la meta’del prezzo pagato dai siciliani, il nostro Statuto cos’è carta straccia?
Lo stato italiano ha destinato da sempre
al sud meno risorse, come del resto fa con tutto per soddisfare prima di tutto gli interessi
dei gruppi finanziari del nord.
L’autostrada Messina-Palermo per esempio è
stata ultimata da poco, linee ferrate ancora
con un solo binario ecc.
L’unica soluzione è l’indipendenza dall’italia.Si deve finire di avere a che fare con la pericolosa e egoistica imbecillità di alcuni padani,(non pochi per la verità) figlia evidente di una deliberata disinformazione e di una preconfezionata cultura non solo politica.
“Lo stato italiano ha destinato da sempre
al sud meno risorse”
permettimi di sorridere.
Per Gregoj.
Sono convinto che non ti farebbe male andare
sui siti “L’unità truffaldina di Nicola Zitara”
o ” L’origine politica del capitalismo padano”
o ancora ” Fora i padri della patria di Andrea
Balia. Buona lettura.
Linea ferrata Bologna-Verona (quella che porta al Brennero e di lì in Austria-Germania) portata a 2 binari giusto qualche mese fa.
Vogliamo parlare del passante di Mestre? O del raddoppio dell’A1 fra Bologna e Firenze?
A Alfrè, parla cazzarola delle banche che non ne avete più una al sud e di come il nord vi fotta il risparmio per poi investirlo altrove senza andare all’unità d’Italia (dove hai ragione, ma son cose di 150 anni fa).
anche perché sono 150 anni che la politica vi compra il consenso con i soldi, e voi ve lo fate comprare.
Si, sono 147 anni per l’esattezza che i padani
hanno cancellato dalla storia le nefandezze
che hanno commesso nel meridione rubando e depredando.
Ci hanno propinato per anni una storia falsa
appresa nelle scuole fin da bambini. Gli eroi
della patria.
A Norimberga, truci assassini nazisti furono
condannati con la pesante accusa di stragi e
sterminio.
In italia è successo l’incontrario. Gli sterminatori sono stati acclamati, considerati eroi e a loro sono state intitolate strade e
piazze ospedali ecc.
ORA CHE FINALMENTE APPRENDIAMO LA VERITA’
dobbiamo minimizzare perchè è successo 147
anni addietro??? Noi ne portiamo le conseguenze ancora oggi e non dimentichiamo.
In quanto al resto voi pensate di navigare
in una barca diversa ?? Illusi.
Io personalmente non mi sento neanche italiano
se devo fare un viaggio preferisco andare
all’estero, mi trovo più a mio agio.
VIVA ‘O RE
Alfredo parlare di cose successe 147 anni fa non è inutile, fai un figurone coi turisti come i fan borbomici che gestiscono l’ultima fortezza borbonica a cadere nel Piceno abruzzese. Due foto per i turisti coi costumi dell’epoca, due libri di quanto era bello e buono o’re, mica quel buzzuro coi baffi piemontese che manco sapeva l’italiano.
Tutto molto divertente ma poi?
Per quanto riguarda l’estero poi ogni posto ai suoi, chiedere ai Gallesi e agli Scozzesi (meglio di no agli Irlandesi perchè ti menano tanto li hanno sfruttati). Vuoi fare un giro in Belgio per godfere dell’amore fra Vallone e Fiamminghi?
Dai su… fammi’o'piacere.
@Vincenzo:
Io penso (e non sono leghista, sono di sinistra!) che una maggiore responsabilizzazione del livello regionale e locale faccia bene all’Italia. Ovviamente, nelle forme e nei modi dovuti. Non mi sono mai piaciute le dichiarazioni della Lega, ma non mi piace neppure chi pensa che si possa continuare in questo modo. Purtroppo, gratta gratta, le dichiarazioni della Lega sono, appunto, dichiarazioni. Alla prova dei fatti, non hanno la forza per imporre il loro progetto.
@Alfredo:
Tocchi molti punti nei tuoi commenti, su alcune cose hai ragione, su altre meno.
Il sud è destinatario da sempre di fondi copiscui. Il fatto che siano stati spesi malissimo è anche colpa delle classi dirigenti meridionali, dei legami con le mafie, ecc… (non mi dilungo, sul tema sono stati scritti trattati). Che ci sia dall’unità d’Italia ad oggi un flusso di risorse ingentissime verso il sud mi sembra un dato incontestabile. Che l’inversione di rotta si debba avere con il federalismo è opinabile. (comprendo perfettamente questo tuo punto di vista)
Ma sul fatto che se si fa il federalismo certi privilegi debbano finire, sinceramente a me sembra pacifico. Per la valle d’Aosta, e per la Sicilia.
Che - e questo si intendeva dire - si rischi uno sfilacciamento del progetto federalista (buono o cattivo che sia) in nome di mediazioni non proprio di alto profilo tra forze della maggioranza che hanno interessi divergenti non mi sembra un bene. O si fa un federalismo (equilibrato, ma coerente) o sennò è meglio lasciar perdere. Ma questo non significherebbe in ogni caso che le cose restino come sono. ^_^
@Principe piropallo di capracotta:
E pure la regina!
@Gregorj & AG.
Grazie a voi, non ho nulla da aggiungere…:-)
@tutti:
Un sorriso tuttora sconnesso