Sacconi e Tremonti, botte da orbi nel governo dell’amore

27/01/2010 - Col “collegato lavoro” alla Finanziaria emergono le falle nella maggioranza e nel governo. Prima della terza (e nemmeno definitiva) votazione, ministero dell’Economia e Ragioneria dello Stato contestano quasi tutto il lavoro svolto dagli uomini del Welfare in commissione Lavoro In

     
 

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Col “collegato lavoro” alla Finanziaria emergono le falle nella maggioranza e nel governo. Prima della terza (e nemmeno definitiva) votazione, ministero dell’Economia e Ragioneria dello Stato contestano quasi tutto il lavoro svolto dagli uomini del Welfare in commissione Lavoro

In un normale pomeriggio di martedì alla Camera si verifica l’ennesimo pasticcio del governo e dei suoi uomini. Dopo mesi di lavoro e dopo il dibattito sulle linee generali di lunedì era finalmente pronto per essere esaminato in aula il “collegato lavoro” alla Finanziaria, salvo poi divenire improvvisamente e tristemente oggetto di una contesa tra ministero del Welfare, ministero dell’Economia e quel cruciale dipartimento che è la Ragioneria dello Stato, che ne ha di fatto bloccato l’iter.

ITER BLOCCATO - Dopo essere stato approvato alla Camera in prima lettura nell’ottobre 2008, e da lì poi immediatamente rispedito al Senato, dove è stato trattenuto per oltre un anno (e accuratamente fatto ingrassare dai 28 articoli iniziali agli oltre 50), il provvedimento era giunto di nuovo a Montecitorio meno di due mesi fa. Ieri – dicevamo – finalmente sarebbe dovuta cominciare l’ennesima votazione al testo. Votazione, però, che, prevista per le 15 e 30, non ha avuto mai inizio ed è stata rinviata ai giorni a venire. Gli articoli, causa mancanza di copertura finanziaria, son rimasti bloccati nelle mani della Commissione bilancio per un bel po’ in attesa che venisse reso pubblico il parere della Ragioneria dello Stato. I bene informati parlano di un lungo tira e molla e divergenze profonde tra i due sottosegretari Giancarlo Giorgetti (al Welfare, Lega Nord) e Pasquale Viespoli (all’Economia, Pdl), uno a difendere le ragioni di Maurizio Sacconi, l’altro quelle di Giulio Tremonti.

WELFARE VS ECONOMIA – Diversi i punti di divergenza oggi sul piatto della bilancia. Mentre dalle parti di Sacconi, ad esempio, hanno intenzione di riconoscere il valore sociale della maternità, mantenendo il diritto della donna di riscattare per la pensione il periodo in cui è stata in maternitàanche se in quei mesi disoccupata, dalle parti di Tremonti si oppongono, chiedendo di reintrodurre il divieto al riscatto che era stato sancito in seconda lettura al Senato. La finanza pubblica è quella che è – spiegano – e i conti dell’Inps riceverebbero ossigeno prezioso da quella minore uscita. Problemi finanziari, sebbene in questo caso la Commissione Bilancio non si è espressamente opposta al progetto, pure per le nuove norme sul percorso formativo dei ragazzi. Le nuove norme vorrebbero introdurre la possibilità per i ragazzi che hanno conseguito il diploma di scuola media inferiore di portare a termine il periodo di obbligo scolastico solo in parte a scuola, come consueto, e, per la restante parte, seguendo un percorso di apprendistato. Ma mentre per la Commissione Lavoro sarebbe stato giusto dare la possibilità di fare formazione in azienda sottoforma di apprendistato, la Ragioneria dello Stato, su una questione sollevata dall’opposizione fa sapere che non ci sarebbe adeguata copertura. I contributi, anche in questo caso, sarebbero solo ed esclusivamente a carico dello Stato.

VIETATO SPENDERE – L’elenco è lungo e vario. Arriva un no anche all’innalzamento del limite di contributi figurativi per chi si ammala. Fino ad oggi è possibile essere “coperti” se si è inabili al lavoro a causa di malattia anche per 22 mesi. La Commissione Lavoro vorrebbe innalzare questo “tetto”, in particolarità per chi subisce inabilità a causa di un infortunio sul lavoro. Ma vige ancora il no dalla Ragioneria dello Stato: la stella polare è quella del rigore finanziario e poco importa se si tratta di estensione di diritti condivisa anche dai rappresentanti dell’opposizione. Risorse scarse, inoltre, costringono i rappresentanti di via XX Settembre al veto anche sull’incremento di spesa (55 milioni nel 2009 e 2010) destinati all’indennizzo dei soggetti danneggiati da vaccinazioni obbligatorie.

CONTRADDIZIONI – Poi ci sono, oltre alle rilevazioni di carattere finanziario, quelle politiche. Il collegato lavoro alza a 70 anni l’età pensionabile dei dirigenti della Sanità (oggi è di 65, con lo scivolo di 2 anni), senza considerare – rileva ancora la Ragioneria dello Stato – l’asistematicità che si creerebbe con tutti gli altri lavoratori. E senza considerare che nelle altre proposte della maggioranza al vaglio delle commissioni, come il cosiddetto “governo clinico”, il complesso di norme che regolano l’organizzazione della sanità, di competenza della Commissione Affari Sociali, viene messa nero su bianco l’intenzione della maggioranza (e si presume del governo) di mantenere l’età pensionabile ferma a 65 anni.

TREMONTI VS SACCONI - Il punto è, dunque: la maggioranza lavora per mesi, anni, ad un testo condiviso in molte parti anche dall’opposizione per poi ritrovarsi all’ultimo momento di fronte ai “niet” dei compagni di banco, di partito e di governo. Un vero e proprio “scollamento” tra ministeri e ministri. Sacconi e Tremonti, insomma, dimostrano che in “materia di lavori usuranti, di riorganizzazione di enti, di congedi, aspettative e permessi, di ammortizzatori sociali, di servizi per l’impiego, di incentivi all’occupazione femminile, nonché misure contro il lavoro sommerso e disposizioni in tema di lavoro pubblico e di controversie di lavoro” – a quanto pare – non si son mai scambiati una parola. O, quantomeno, non lo hanno mai fatto in maniera costruttiva. Circostanza ancora più grave se si pensa che si tratta di un disegno di legge del Governo, firmato, oltre che dai ministri Claudio Scajola, Renato Brunetta, Angelino Alfano e Roberto Calderoli, anche dai diretti interessati Tremonti e Sacconi.

     
 

4 Commenti

  1. Gregorj scrive:

    apperò, sto cazzo di de sena che bravo :-)

  2. ah sacco’ che te ridi tanto Tremonti te lo mette in quel posto :-)

  3. Comicomix scrive:

    E’ sintomatico come tutti facciano finta di non vedere le profonde divisioni che ci sono su diverse materie – e la politica economica è tra questa – dentro la blindatissima compagine governativa, che non a caso va avanti a colpi di fiduci nonostante il perlamento sia di nominati e non di eletti.

    nel merito, si sconta su tutto la scelta scellerata di qusto governo, che puntando su un galleggiamento senza riforma si trova davanti – in tempi obiettivamente difficili – a ragionare sempre e solo con la calcolatrice e mai con le “scelte politiche”.

    Certo, bastava proseguire – anzi, incentivare – la lotta all’evasione, e i soldi ci sarebbero stati. Ma evidentemente era meglio far demagogia, sperando in una ripresa che non ci sarà o sarà debolissima.

    Ah, mi associo al direttore: bravissimo.
    C.

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