“Abbiamo gli alieni dentro al naso”. Però non puzzano

27/01/2010 - L’UOMO CHE ASCOLTA L’UNIVERSO- Ieri, nel corso del secondo giorno di conferenza, uno dei più noti cacciatori di alieni del mondo, il  Dr Frank Drake,  oramai settantanovenne astrofisico ed astronomo cui si deve la fondazione del  già citato SETI (

"Abbiamo gli alieni dentro al naso". Però non puzzano
     
 

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Casina a forma di uovo

Progettata da un architetto belga questo è 'blob VB3', non proprio una "casina" ma un'unità mobile per l'ufficio...

L’UOMO CHE ASCOLTA L’UNIVERSO- Ieri, nel corso del secondo giorno di conferenza, uno dei più noti cacciatori di alieni del mondo, il  Dr Frank Drake,  oramai settantanovenne astrofisico ed astronomo cui si deve la fondazione del  già citato SETI ( Search for Extra-Terrestrial Intelligence), dopo aver riferito della sua continua ricerca di esseri provenienti da un altro “regno”,  ha forse voluto dare sfogo al suo cruccio. Non essendo riuscito a trovarli,  nonostante  i suoi cinquantanni di assiduo lavoro,  confidava quanto meno che prima o poi loro trovassero lui. Stava lavorando tanto in tal senso, ci era quasi vicino- immaginiamo.  Poi è arrivata la rivoluzione digitale e gli ha rovinato tutti i piani. “Se continuiamo di questo passo per loro,  quelle forme di vita che popolano altri posti nell’Universo,  la Terra diverrà inosservabile, come invisibile”. Questo l’ha detto, davvero. Ha spiegato: ” il nostro Pianeta, che era solito lanciare lontano da noi onde radio, segnali televisivi ed altri tipi di radiazioni, è stato come messo a tacere proprio dai progressi della tecnologia. Il passaggio dalla tv analogica a quella digitale, e il fatto che la maggior parte delle comunicazioni, ora, siano gestite da satelliti  e fibre ottiche, limita la loro diffusione in altri “posti” lontani da noi. Presto saremo irrintracciabili -ha allarmato-E se simili cambiamenti stanno avvenendo anche in altre società nell’universo tecnologicamente avanzate,  allora il nostro tentare di trovarle risulterà molto più difficile di quanto noi si possa immaginare”. Non fa una piega. È passato mezzo secolo da quanto giovanissimo, posizionò un radio telescopio nel West Virginia e lo orientò verso una stella simile al sole denominata Tau Cei, 66 trilioni di miglia lontano da noi, per “vedere” se riusciva ad ascoltare qualcosa.

Alien, di Miquito

Alien, di Miquito

SALUTI STELLARI- È passato tanto tempo ma lui sembra ancora fermamente convinto che la sua idea fosse “quella” giusta. Così, nel corso del convegno, ha anche confidato ai colleghi che lui e i suoi collaboratori sarebbero entusiasti  della possibilità di usare i lasers per spedire dei flash di luce super brillante nello spazio per una minima frazione di secondo. Quei flash potrebbero teoricamente esser visti da una civiltà avanzata mille anni luce lontana dalla Terra. Ma-ha  rifletutto- l’esperimento potrebbe funzionare solo se a carpire il segnale ci fosse qualcuno che vuole  mettersi in contatto con noi e  che poi ci risponde. E la cosa non è scontata. Intanto, nell’attesa che lassù, oltre le stelle, qualcuno ci voglia salutare e riesca persino  farsi intercettare e comprendere,  noi chiudiamo questo pezzo  poco serio  con un saluto, per così dire, “alieno”. Prendiamo in prestito una originale animazione di un creativo digitale svedese freelance che si chiama Miquito (speriamo possa fargli piacere)  Nemmeno a lui  manca certo la fantasia nel pensare agli extraterrestri. Vero?

     
 

11 Commenti

  1. maria teresa scrive:

    Fenomenale :D

  2. Alessandro scrive:

    Bello. Mandiamo i segnali laser. Chissà che, fra mille o più anni, qualche ET su un pianeta lontano abbia il culo di vederli e la stupidità per rispondere (considerato che la risposta impiegherebbe almeno altrettanto tempo ad arrivarci).

    P.S. più seri questi, comunque, del tizio che si fa pagare per andare in una trasmissione RAI a dire che lui “parla con gli angeli”…

    • Signor Frank scrive:

      Drake è un genio folle, magari il ramo di ricerche che ha inaugurato non porterà direttamente a risultati concreti in breve tempo, anche se già il Seti@Home ha rappresentato una mini-rivoluzione nell’informatica. In generale ho sempre pensato che di personaggi così a cavallo tra scienza e fantascienza c’è sempre bisogno, perché possono avere intuizioni che magari verranno comprese appieno o applicate tra secoli.
      Il paragone con i tizi che dicono di parlare con gli angeli (chi è, Bongiovanni?) o di essere stati rapiti con gli alieni è quantomeno offensivo :D

  3. Comicomix scrive:

    Sono sicuro che non siamo soli nell’univarso (se non altro perché è infinito) ma temo che difficilmente incontreremo degli alieni extra terrestri.
    Accontentiamoci dei non pochi alieni intra terrestri che popolano le nostre giornate e che si affollano sui nostri (tele)schermi.

    UN sorriso alienato ma non troppo

    C.

    P.s. (Per Frank e Cocci): Ma Giornalettismo è scienza o fantascienza, secondo voi? :-)

  4. Lucia scrive:

    “Ma-ha rifletutto- l’esperimento potrebbe funzionare solo se a carpire il segnale ci fosse qualcuno che vuole mettersi in contatto con noi e che poi ci risponde”

    Se non erro gli alieni risultano essere degli “esseri” di un intelligenza insuperabile…a quale pro, quindi, contattare noi poveri e stupidi umani?? non avrebbe senso! :) :) :)

    Bel pezzo Cocci!

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