In voce di Neda Soltan

26/01/2010 - Nel weekend appena trascorso in più posti è stato celebrato il compleanno dell’”Angelo dell’Iran”. Metaforicamente viva è la sua “voce”, ancora e soprattutto. La possiamo ascoltare anche nelle parole del suo ex fidanzato, Caspian Makan, con il quale abbiamo scambiato

     
 

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Nel weekend appena trascorso in più posti è stato celebrato il compleanno dell’”Angelo dell’Iran”. Metaforicamente viva è la sua “voce”, ancora e soprattutto. La possiamo ascoltare anche nelle parole del suo ex fidanzato, Caspian Makan, con il quale abbiamo scambiato qualche confidenza.

Il ventitré gennaio avrebbe compiuto ventisette anni, ma Neda Salehi Agha-Soltan, studentessa iraniana di filosofia, ora non c’è più. Lo sappiamo. Uccisa a Teheran il 20 giugno del 2009 nel corso delle rappresaglie della polizia contro i manifestanti, è oramai divenuta il simbolo della protesta del popolo iraniano in nome della libertà. Un destino quasi scritto nel nome, il suo. Neda in persiano significa “voce“. Che ancora echeggia nel cuore e nello spirito dei ragazzi dell’onda verde. E che in tanti hanno celebrato questo weekeend, nel mondo, a Teheran, come a Roma, come a Londra. Tanti i video a lei dedicati uplodati in rete negli ultimi giorni. Qualcuno per lei ha anche scritto una canzone. Non solo…

Neda, angel of Iran, scultura di Paula Slauter

Neda, angel of Iran, scultura di Paula Slauter

LA SCULTURA- A Toronto una commemorazione speciale due giorni fa, alla quale hanno preso parte personaggi di spicco per l’impegno sociale e politico in Iran. Un’artista canadese, Paula B. Slater , è intervenuta telefonicamente all’evento per inviare un toccante messaggio di solidarietà alla famiglia di Neda, al popolo iraniano, al suo (ex) fidanzato, Caspian Makan. È a lui che ha fatto dono di una delle sculture in marmo raffiguranti la giovane donna in due delle foto che la ritraggono e che hanno fatto il giro del mondo: Neda, Angel of Iran e Neda, Angel of Freedom .Perché possa essergli di conforto“, spiega. Ne sta disegnando (e sembra abbia già definito in parte il suo progetto) anche in bronzo, di Neda e di altri martiri morti in nome della Libertà in Paesi a regime dittatoriale. In bronzo, perché il bronzo dura per sempre, scrive. Come l‘ideale che anima gli eroi, anche quelli involontari talvolta. Come il dolore di chi perde un vero affetto.

L’(EX) FIDANZATO- Forse sarà così anche per Caspian. Alla commemorazione l’uomo era visibilmente emozionato mentre teneva al pubblico adunato in sala il suo discorso. Senza rabbia. Perché Neda non l’avrebbe voluto vedere rabbioso. Senza verbi di vendetta, perché la sua ragazza non l’avrebbe desiderato. Ha spiegato questo suo atteggiamento in un’intervista rilasciata qualche giorno fa all’emittente “Channel4” “Ho cercato di farlo capire alle persone che si sarebbero aspettati modi diversi  da parte mia: se noi imbocchiamo la strada dell’odio vuol dire che non siamo poi così diversi dai leaders della Repubblica Islamica. Neda non voleva questo”. Ma ha detto anche “la rivoluzione non dovrebbe essere messa a tacere fino a quando non giungerà l’alba della vittoria del popolo”.

CASPIAN SU FB- Nemmeno con me Caspian ha mai usato parole “cattive”. Mai ha parlato come una vittima addolorata. Eppure avrebbe potuto. Hanno ucciso il suo amore, è stato costretto ad abbandonare la sua Terra, ed io sono solo una ficcanaso che di tanto in tanto gli ha solo rubato del tempo. E invece no. È fuggito dall’Iran ma non da se stesso, evidentemente. Ora è a Toronto. “Se torno il regime mi uccide“-mi confida su facebook. Me l’ha detto anche altre volte, quando l’ho importunato per un “saluto veloce”, trovandolo sempre lontano dall‘Iran. Non ci tornerà mai più. Pensa questo.

Neda Agha Soltan e Caspian Makan

Neda Agha Soltan e Caspian Makan

INCOMPRENSIONI- Mi ha spiegato anche qualche dettaglio, ma no l’ho inteso. Ho dubitato di quest’uomo mesi fa, proprio perché non comprendevo. La sua è una condizione difficile. Gli avevo chiesto un’intervista e mi aveva fornito l’indirizzo mail di un intermediario, un suo agente. D’altronde è un artista. Si descrive come un poeta, un autore, un regista. Può essere normale che ne abbia uno. L’ ho capito poi, però. E soprattutto non avevo tenuto in conto che, come me, potesse avere dei problemi a chattare in una lingua diversa dalla sua. Gli avevo chiesto di chi e del perché avesse ucciso prima e profanato poi la tomba della sua fidanzata. “La Repubblica islamica- mi aveva risposto- aveva già puntato le pistole su Neda in diverse occasioni. Allora, a minacciarla, e, poi, ad offendere le sue ceneri, non possono esser stati altri che i Basij- il braccio armato del regime, le forze paramilitari cui tocca il lavoro sporco- “Poiché mancano per loro i moventi per tutto questo si ostinano tutt’ora a dare la colpa ad altri. Tutto ciò non fa altro che svelare il vero volto della leadership della Repubblica Islamica”. L’aveva poi scritto anche sulla sua bacheca sul SN, che da qualche tempo aggiorna con costanza, raccogliendo ogni giorno la solidarietà di chi in nome di Neda continua a lottare, di chi cerca, forse, di trovare in lui qualcosa di lei. È capitato che un ragazzo gli abbia chiesto chiarimenti in merito alle voci sulla non veridicità del video della morte della sua amata. Non so se poi gli ha risposto. A me no, quando gli ho fatto una domanda del genere. Forse perché gliel’ho fatta male, forse perché l’insolenza e la mancanza di rispetto non meritano attenzione alcuna.

In questo video  il suo discorso a Toronto

     
 

5 Commenti

  1. AngelDevil scrive:

    Ammiro davvero la forza e la calma di questo ragazzo, non è facile affermare da parte di chi ha perso il suo amore:”se noi imbocchiamo la strada dell’odio vuol dire che non siamo poi così diversi dai leaders della Repubblica Islamica. Neda non voleva questo”, ma forse l’amore quando è così forte porta proprio a questo, a voler cercare di migliorare le cose, per noi e per il mondo e non creando altro inutile odio. E’importante anche quello che aggiunge dopo e che avrebbe voluto anche Neda: “la rivoluzione non dovrebbe essere messa a tacere fino a quando non giungerà l’alba della vittoria del popolo”.
    Bell’articolo :)

  2. Comicomix scrive:

    E’ durissimo combattere una guerra in nome e per conto di chi ti ha lasciato una ferita aperta dentro.

    Un sorriso per Neda
    C.

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