Povera Haiti, dopo la tragedia anche la Bertolaso S.p.a.
25/01/2010 - Il responsabile della Protezione civile va nell’isola per criticare gli Usa e l’Onu. E si becca le rispostacce del Palazzo di Vetro e le reprimende del governo. «Bertolaso ha fatto proposte importanti al governo e al presidente di Haiti sulla
Il responsabile della Protezione civile va nell’isola per criticare gli Usa e l’Onu. E si becca le rispostacce del Palazzo di Vetro e le reprimende del governo.
«Bertolaso ha fatto proposte importanti al governo e al presidente di Haiti sulla sorte di tanti bambini e sulle linee di evacuazione. Poi qualcuno gli ha chiesto di parlare da giornalista e lui ha attaccato frontalmente l’America e le organizzazioni internazionali. In queste ultime dichiarazioni il governo italiano non si riconosce». Così parlò il ministro degli esteri Franco Frattini a proposito delle critiche mosse dal capo della Protezione civile, Guido Bertolaso, ai soccorsi prestati ad Haiti dagli Stati Uniti e dalle organizzazioni internazionali.
PAROLE, PAROLE, PAROLE – Che aveva detto, Bertolaso? Nulla di così sorprendente: si era semplicemente, da italiano, fatto riconoscere. Collegato dalla capitale haitiana con la trasmissione In mezz’ora di RaiTre, aveva parlato di situazione “patetica“, che “si sarebbe potuta gestire molto meglio. Una volta arrivati sul luogo di un disastro, si pensa subito a mettere un grande manifesto con lo stemma della propria organizzazione, a fare bella figura davanti alle telecamere, piuttosto che mettersi a lavorare per portare soccorso a chi ha bisogno“. Insomma, secondo la logica di Guido, arrivare sul luogo del disastro per farsi vedere dai fotografi è male; fare la stessa cosa in collegamento con la tv italiana, invece, è roba da encomio. Una logica tutta sua.
ANCHE L’ONU SI ARRABBIA - Che ieri era stata esecrata anche dall’Onu: “Non condivido assolutamente quello che dice Bertolaso” a proposito della situazione degli aiuti trovata ad Haiti definita “patetica“, ha detto Roberto Dormino, uno dei capi della logistica Onu ad Haiti, a Radio Capital. E poi è anche sceso nel tecnico, per spiegare quali sono le differenze con le altre tragedie: “Col terremoto dell’Aquila sono potuti confluire centinaia e centinaia di migliaia di militari, potevano essere requisiti tutti i mezzi pubblici“, ha ricordato Dorminio ai microfoni di Radio Capital. “Qui che cosa facciamo confluire? A Port-Au-Prince non c’è nulla. Non ci sono né strutture né mezzi. Qui non c’è un parco veicoli che può essere utilizzato. Non c’è un taxi, né una macchina o un camion. Più di tanto non si può fare. Il governo non esiste, le frontiere sono aperte. E’ tanto facile dire è ‘patetico’. Se le Nazioni Unite fossero state in Italia quando c’è stato il terremoto avremmo fatto la stessa cosa che ha fatto Bertolaso. Qui invece arrivano solo persone ma mancano le macchine”, ha sottolineato Dormino. E sulla proposta di un vertice dell’Onu per gestire quest’emergenza nel mondo uno dei capi della logistica Onu sull’isola ha detto che “potrebbe essere una proposta giusta se tutti questi aiuti fossero stati coordinati prima di arrivare. Ma bisogna vedere le condizioni del Paese in cui stiamo“.
MA NON ERA UN ESPERTO? – Le parole di Dormino fanno riflettere. Perché spiegano con dovizia di particolari che quello che vorrebbe fare Bertolaso, ad Haiti, non è possibile. Per questioni tecniche. Ovvero, quelle questioni di cui uno come il responsabile della Protezione Civile italiana dovrebbe essere esperto. Bertolaso vorrebbe fare il “coordinatore del mondo”, come dice di lui Frattini al Corriere. Così, rischia di essere soltanto un’attention whore.













L’infettologo Napoleone Bertolaso non si è ricordato un paio di cose nella sua prosopopea. Le immagini mediatiche di Haiti, che lui accusa, non sono minimamente paragonabili a quelle del suo sommo capo, e sue, in quel dell’Aquila (se lo ricorda che entro il 18 maggio (ma di quale anno?) il 75% delle case del centro storico sarebbero state rese abitabili?).
La seconda cosa è come può giustificare il fallimento della sua Protezione Civile a Messina? Lì il computer della Protezione dava tutto regolare, mentre la collina franava sulle case.
Ci sarebbe anche da dire che forse un giorno il Napoleone Bertolaso potrebbe finire nella polvere, se solo salterà fuori (e qualcosa si sa già) dove è finita la spazzatura di Napoli (pare ad inquinare i terreni). Per lui il fine giustifica i mezzi, anche se i mezzi sono piuttosto sporchi.
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