Il responsabile della Protezione civile va nell’isola per criticare gli Usa e l’Onu. E si becca le rispostacce del Palazzo di Vetro e le reprimende del governo.
«Bertolaso ha fatto proposte importanti al governo e al presidente di Haiti sulla sorte di tanti bambini e sulle linee di evacuazione. Poi qualcuno gli ha chiesto di parlare da giornalista e lui ha attaccato frontalmente l’America e le organizzazioni internazionali. In queste ultime dichiarazioni il governo italiano non si riconosce». Così parlò il ministro degli esteri Franco Frattini a proposito delle critiche mosse dal capo della Protezione civile, Guido Bertolaso, ai soccorsi prestati ad Haiti dagli Stati Uniti e dalle organizzazioni internazionali.
PAROLE, PAROLE, PAROLE – Che aveva detto, Bertolaso? Nulla di così sorprendente: si era semplicemente, da italiano, fatto riconoscere. Collegato dalla capitale haitiana con la trasmissione In mezz’ora di RaiTre, aveva parlato di situazione “patetica“, che “si sarebbe potuta gestire molto meglio. Una volta arrivati sul luogo di un disastro, si pensa subito a mettere un grande manifesto con lo stemma della propria organizzazione, a fare bella figura davanti alle telecamere, piuttosto che mettersi a lavorare per portare soccorso a chi ha bisogno“. Insomma, secondo la logica di Guido, arrivare sul luogo del disastro per farsi vedere dai fotografi è male; fare la stessa cosa in collegamento con la tv italiana, invece, è roba da encomio. Una logica tutta sua.
ANCHE L’ONU SI ARRABBIA - Che ieri era stata esecrata anche dall’Onu: “Non condivido assolutamente quello che dice Bertolaso” a proposito della situazione degli aiuti trovata ad Haiti definita “patetica“, ha detto Roberto Dormino, uno dei capi della logistica Onu ad Haiti, a Radio Capital. E poi è anche sceso nel tecnico, per spiegare quali sono le differenze con le altre tragedie: “Col terremoto dell’Aquila sono potuti confluire centinaia e centinaia di migliaia di militari, potevano essere requisiti tutti i mezzi pubblici“, ha ricordato Dorminio ai microfoni di Radio Capital. “Qui che cosa facciamo confluire? A Port-Au-Prince non c’è nulla. Non ci sono né strutture né mezzi. Qui non c’è un parco veicoli che può essere utilizzato. Non c’è un taxi, né una macchina o un camion. Più di tanto non si può fare. Il governo non esiste, le frontiere sono aperte. E’ tanto facile dire è ‘patetico’. Se le Nazioni Unite fossero state in Italia quando c’è stato il terremoto avremmo fatto la stessa cosa che ha fatto Bertolaso. Qui invece arrivano solo persone ma mancano le macchine”, ha sottolineato Dormino. E sulla proposta di un vertice dell’Onu per gestire quest’emergenza nel mondo uno dei capi della logistica Onu sull’isola ha detto che “potrebbe essere una proposta giusta se tutti questi aiuti fossero stati coordinati prima di arrivare. Ma bisogna vedere le condizioni del Paese in cui stiamo“.
MA NON ERA UN ESPERTO? – Le parole di Dormino fanno riflettere. Perché spiegano con dovizia di particolari che quello che vorrebbe fare Bertolaso, ad Haiti, non è possibile. Per questioni tecniche. Ovvero, quelle questioni di cui uno come il responsabile della Protezione Civile italiana dovrebbe essere esperto. Bertolaso vorrebbe fare il “coordinatore del mondo”, come dice di lui Frattini al Corriere. Così, rischia di essere soltanto un’attention whore.























Si ma adesso non esageriamo. Poco prima è riconosciuto da tutti come un grande esperto e basta una frase per farlo diventare un attention whore. Solito vizietto.. Eddai su.
la frase avrebbe un senso se chi lo chiama attention whore fosse lo stesso che lo ha chiamato grande esperto.
Riguardo l’intelligenza dell’uscita, sono d’accordo con l’Onu e il governo Berlusconi.
Che gli diano il coordinamento degli aiuti internazionali. Così la TV italiana potrà strombazzare all’Italia e al Mondo le mirabilia del nostro governo e della sua protezione civile. Una nuova Aquila globale: mica male a ridosso delle regionali!
Bertolaso, secondo me, non ha tutti i torti! L’emergenza alla catastrofe si è trasformata (quasi)in una specie di pianificazione di uno stato di guerra: militari che per contrastare il caos usano fucili, mitragliatrici e gas lacrimogeni…anche nei Tg si assiste a queste scene, per cosi dire, militari…ma l’emergenza va affrontata in questo modo?
Mah…interessante come Dormino dopo aver criticato Bertolaso faccia appoggi l’idea di un’organizzazione internazionale per le emergenze e dica che c’è un problema di coordinamento dei soccorsi?…..non è quello che ha detto Bertolaso?
http://www.repubblica.it/esteri/2010/01/24/news/bertolaso_haiti-2060612/
Non ho seguito l’intervento su rai tre, ma se l’articolo è esatto Bertolaso non ha parlato della necessità di altri mezzi, solo di coordinamento generale e gestione generale dei soccorsi.
In linea di massima, non si dovrebbe mai giudicare senza conoscere. E bertolaso stavolta lo ha fatto, a quanto sembra.
Inoltre, sul fatto che la tragedia non deve essere un’occasione per farsi pubblicità sono d’accordo con lui. Ma mi sembra che predichi bene e razzoli male. Prenda esempio dal “low profile” tenuto da Berlusconi sull’Abruzzo, per esempio.
C
Avete presente il famoso piano di evacuazione del Vesuvio? Chissà quamto freme Bertolaso che si realizzi per dimostrare quanto è bravo LUI
Quanto livore per niente, o meglio per colpire indirettamente Berlusconi. Ci si metta il cuore in pace, Bertolaso è un grande esperto, orgoglio dell’Italia tutta, o meglio quasi tutta visti questi commenti rancorosi, ha visitato i luoghi ed ha parlato a ragione, tant’è che alcune cose che ha detto sono sotto gli occhi di tutti. Certo che se alla Casa Bianca non ci fosse la ‘dsperanza emocratica’ Obama, gli attacchi della sinistra si sarebbero sprecati, sulla scia delle critiche dell’icona cubana, inmerito alla militarizzazione a stelle e striscie, più spettacolare che efficace. Oppure no….
imparare a leggere no? Frattini di che governo è ministro?
che la situazioni di Haiti sia diversa dall’Aquila è ovvio, che Bertolaso abbia dei toni un po’ come dire indisponenti anche ma non ha tutti i torti
far arrivare montagne di aiuti intasando l’aeroporto e poi non avere una logistica per distribuirli che senso ha? quello di lasciar marcire gli aiuti sotto il sole?
Bertolaso è stato inopportuno. Quando si rappresenta volenti o nolenti un governo discutibile (e soprattutto: quando non si mette una lira di proprio), è meglio rimanere in silenzio. Haiti è roba americana, se c’è da ridire qualcosa, bisogna farlo da europei e non da italiani.
Per una volta tanto concordo con Hillary Clinton che ha paragonato le critiche di Bertolaso “a quelle ai quarterback”, il giorno dopo la partita, insomma chiacchiere da bar.
Frattini ha anche cercato di salvarci la faccia, spiegando che aveva contato molto l’elemento emotivo, ma che Bertolaso aveva avanzato proposte concrete su come aiutare i bambini mutilati: questa’giustificazione’ viene respinta al mittente dal capo della Protezione civile: “Io emotivo? Sono pagato per rimanere calmo…”. Peccato tu non sia pagato anche per tacere, di tanto in tanto.
Un grand’uomo davvero, soprattutto furbo.
L’infettologo Napoleone Bertolaso non si è ricordato un paio di cose nella sua prosopopea. Le immagini mediatiche di Haiti, che lui accusa, non sono minimamente paragonabili a quelle del suo sommo capo, e sue, in quel dell’Aquila (se lo ricorda che entro il 18 maggio (ma di quale anno?) il 75% delle case del centro storico sarebbero state rese abitabili?).
La seconda cosa è come può giustificare il fallimento della sua Protezione Civile a Messina? Lì il computer della Protezione dava tutto regolare, mentre la collina franava sulle case.
Ci sarebbe anche da dire che forse un giorno il Napoleone Bertolaso potrebbe finire nella polvere, se solo salterà fuori (e qualcosa si sa già) dove è finita la spazzatura di Napoli (pare ad inquinare i terreni). Per lui il fine giustifica i mezzi, anche se i mezzi sono piuttosto sporchi.