Visita <a href="http://www.liquida.it/" title="Notizie e opinioni dai blog italiani su Liquida">Liquida</a> e <a href="I widget di Liquida per il tuo blog">Widget</a>
pubblicato il 23 gennaio 2010 alle 11:00 dallo stesso autore - torna alla home

Nemmeno i sostenitori di Boccia sono disposti a scommettere un euro sul successo dello sfidante. Esito scontato. Mentre in Campania, per il dopo Bassolino nel Pd spunta il nome della ex eurodeputata Pagano. In prima fila insieme al segretario Amendola

nichi vendola col1 Primarie in Puglia: Vendola ha già vinto?C’è aria di sfiducia dalle parti di quel Partito Democratico che sostiene Francesco Boccia in vista delle primarie di domani. “Vincerà Nichi”, si sente dire da qualche autorevole esponente pugliese del partito che fa fatica ad ostentare sicurezza e fiducia. Le speranze dello sfidante sono legate ad un suo successo nelle province minori: “A Bari sono sicuramente fondate le voci di un largo margine di Vendola, il punto è come risponde il resto della Puglia”, fa notare chi ancora nutre un briciolo di speranza. Ma è solo un caso isolato.

ESITO SCONTATO – L’impressione è che quello delle elezioni perse domenica 24 gennaio 2010 sarà un autogol che i dirigenti nazionali del partito non dimenticheranno in fretta. Massimo D’Alema e Pierluigi Bersani ci hanno messo la faccia: “Il Partito Democratico, tutto il Partito, - ha fatto sapere ieri il segretario – ha candidato Boccia in Puglia. E lo ha candidato perché Francesco interpreta un progetto, l’idea di un governo moderno ed efficiente sostenuto da una coalizione molto larga”. I dirigenti romani hanno puntato, quindi, una scommessa che non può che ritorcersi contro loro stessi in caso di sconfitta. Uno ha lanciato Boccia senza considerare il fattore Vendola, l’altro è sceso in Puglia per sostenerlo senza se e senza ma. Facile muovere accuse. Innanzitutto sono stati sbagliati i tempi: indire le elezioni in Puglia con una sola settimana di anticipo – fa notare chi nutre malessere – non può che danneggiare lo sfidante Boccia, un lettiano calato dall’altro e che avrebbe certamente bisogno di più tempo per provare a mettere in discussione l’armata di Vendola, forte di cinque anni di governo.

ADDIO LABORATORIO PD-UDC? – I richiami di baffino alla compattezza del partito e al superamento di ogni divisione interna, però, non basteranno a convincere a sostenere Boccia quel Pd radicato sul territorio che non ha mollato il Presidente della Regione nemmeno alla luce degli scandali sulla sanità balzati alla ribalta della cronaca lo scorso anno. Anzi, gli costeranno ancor più caro se dovesse andare all’aria il laboratorio nazionale messo su in società con l’Udc di Pier Ferdinando Casini, e sul quale avevano investito parecchio senza tener conto del presidente della Regione. Un tunnel senza via d’uscita. “Vendola rischia di vincere la battaglia ma di perdere la guerra”, ammette a 48 ore dal voto un esponente democratico pro-Boccia che, dando per scontato il successo di Nichi, si preoccupa ora per il turno unico previsto alle regionali, che impedirebbe a Vendola di rifarsi eventualmente poi con un ballottaggio.

REBUS CAMPANIA - Intanto, stando alle voci che giungono dalla Campania, nella regione governata finora da Antonio Bassolino, dopo la mancanza di una convergenza intorno ai nomi del sindaco Enzo De Luca e dell’Assessore ai trasporti Ennio Cascetta, se venisse confermato ancora il rifiuto del rettore della Federico II Guido Trombetti, sarebbero in prima fila per occupare il ruolo di candidato del centrosinistra il segretario regionale del Pd Enzo Amendola e l’ex eurodeputata Maria Grazia Pagano. Nomi che non comprometterebbero la leadership regionali dei “bassoliniani”, che – giura qualcuno – sarebbero disposti perfino a fare carte false pur di vedere ricandidato il governatore uscente. Don Antonio in persona risponde picche, ovviamente, non sembra disposto a tanto. Si rimedia, così, con qualche democratico fedele.

18 commentistampa - fallo leggere