da: Roby
Che alitalia fallisca e che SI LIBERALIZZINO TUTTI I TRATTATI BILATERALI su tutti gli aeroporti italiani: Questa è una promessa elettorale a cui non potete sottrarvi. Indipendentemente da quale sarà il partner estero di CAI, i trattati bilaterali su Malpensa devono essere rivisti in modo che qualsiasi comp. estera possa venire
da: sconsolata
My love mod, l’Alitalia me la compro io:costa niente ed i buffi ve li ciucciate voi italioti! che bello fare gli imprenditore così!Che popolo sconfortante e pecorone
da: micmic:RIFLETTIAMO!
Piloti,assistenti di volo e personale di terra di Alitalia stan così BENE che preferiscono perdere il lavoro piuttosto che ridursi paga&privilegi:NESSUNA SOLIDARIETA’
Non saranno una rappresentanza sociologica e statistica valida, ma qualcuno dovrà anche tenerne conto, a Palazzo Chigi. Questi sono alcuni dei tanti sms che provengono dal sito di Forza Italia sull’argomento Alitalia. Vero è che molti imputerebbero il fallimento a un colpevole già ben designato, il sindacato. Non che abbiano tutti i torti, per carità: le rappresentanze dei lavoratori spesso in odore di Aquila selvaggia hanno precise e pesanti responsabilità in quel merdaio che è diventata la nostra compagnia di bandiera. Ma
almeno altrettante ne hanno i manager (rectius: magNager) che hanno sgovernato la compagnia, attuando spesso scelte suicide - i Mengozzi bond - per attuare strategie di ampiamento - Malpensa - designate più dalla politica che dai piani industriali. E una stessa parte va imputata alla politica, quella che negli anni scorsi ha sbagliato procedure e termini per i tentativi di vendita, perdendo un sacco di tempo nel valutare richieste assurde di acquisto (i topolini non possono mangiarsi gli elefanti: anche in Abruzzo dovrebbero esserne consapevoli; per non parlare di Ca’ de’ Sass). E che negli ultimi mesi ha alimentato prima a fini elettorali l’enuclearsi di una soluzione “italiana” che non poteva non trasformarsi in “all’italiana” non appena sarebbe arrivato il momento del mettere nero su bianco. “Oggi quella della Cai è l’unica soluzione praticabile“, dicono all’unisono Dario Di Vico sul Corriere della Sera, Franco Locatelli sul Sole 24 Ore, qualcun altro sul Giornale e su Libero Mercato. Insinuando, in qualche caso - non l’onestissimo Locatelli, ma gli altri - che comunque la colpa dello sfascio di oggi è dei sindacati, senza spendere una parola contro chi aveva fatto scappare coloro che avevano presentato un piano industriale vantaggioso, sia per i cittadini che per i consumatori.
L’italianità, sì, l’italianità. “Saremo una colonia francese!“, aveva gridato Berlusconi seguito a ruota da tanti rappresentanti di quelli che oggi vorrebbero chiamarsi liberali, nel centrodestra. “E io che avevo detto, scusate?“, deve aver pensato Antonio Fazio, ex governatore di Bankitalia che proprio ieri è stato visto al seguito del Papa a Lourdes. Considerando che Ratzinger, prima di partire per la Francia, aveva confessato di “pregare tutte le notti” per l’Alitalia, forse potremmo aver trovato l’uomo giusto per prendere il posto di Passera, o, meglio, Colaninno, nel caso la Cordata Brancaleone Aerea Italiana - tutta fatta da gente che non è mai stata nel trasporto aereo, tranne uno che forse ci è stato anche troppo visti i risultati dei bilanci - alla fine tagliasse davvero la corda, Geronzi potrebbe mandare Fazio durante il secondo tentativo, quello di Mediobanca e Adr - che alcuni giurano potrebbe arrivare soltanto nei tempi supplementari. C’è da dire però che Fabrizio Palenzona, presidente Adr, potrebbe avanzare qualche pretesa per una poltrona, vista la faticaccia. Ma potrebbe accontentarsi di un posto nel consiglio di amministrazione, lasciando la platea all’uomo di Alvito. Peccato sia solo fantafinanza. Nonostante l’offerta sia in perdita per le tasche di tutti i cittadini (compresi quelli del Nord, che avrebbero anche da digerire la beffa di Malpensa), nonostante sia stato dimostrato che l’offerta concorrente di Air France fosse migliore da moltissimi punti di vista, alla fine invece l’affare si chiuderà. Con un accordo al rialzo o al ribasso? Chi piegherà la testa, la Cai o i sindacati?
Probabilmente né l’una, né gli altri. Sarà il governo a “mediare“, accollandosi maggiori oneri. Lo ha blandamente annunciato Claudio Scajola in un dibattito su Radio 24: “Qualche sacrificio in più per Alitalia si potrà pur fare“. Ma sì, va’. Contro tutto e tutti: i cittadini, qualunque cosa abbiano votato; i consumatori, anch’essi al netto della preferenza politica; l’opinione pubblica, che tanto in questo paese quando mai ha contato qualcosa? Un “Me ne frego!“, come al tempo del fascismo? No, troppo perentorio. Sarà un “macchissenefrega” molto più alla romana. Tanto, in Italia, quelli che seguono le faccende dell’esecutivo leggendone le mosse al netto del tifo saranno in tutto duemila su 56 milioni. Tutti gli altri staranno a giocare agli Orazi e ai Curiazi. Accusando ciascuno l’altro delle peggiori nefandezze possibili, e di tutta la colpa nel caso in oggetto (e il soggetto è a piacere). Ti pare che si accorgono che questa soluzione già oggi costa 2,3 miliardi di euro, e la stima non corre che il rischio di essere in aumento, visti gli strascichi giudiziari che si annunciano? Ti pare che per una volta qui va come deve andare, ovvero che si ascolta davvero una voce di piazza per una volta sensata? Il Corriere della Sera, con un attacco davvero mirato ai sindacati dei piloti proprio nel giorno in cui andava alle conclusioni la trattativa - e di certo non derivato dal fatto che tra i suoi azionisti ci sono due compagni di cordata (Benetton e Intesa) - ha anche fornito un capro espiatorio, nel caso sia necessario ordire un Piano B. Ma non servirà. Prima o poi si chiude. Gattopardescamente? No, è un aggettivo troppo nobile. Meglio dire: “tomi tomi, cacchi cacchi“.
E a proposito di tomitomi cacchi cacchi, ricordiamo urbi et orbi che questo è un sito aperto alle collaborazioni esterne. Chiunque può segnalare notizie - anche scrivendo alla email (giornalettismo@gmail.com) - oppure entrare in redazione in pianta stabile, per darci una mano (troviamo qualcosa da fare a tutti, siamo peggio dei piani per la piena occupazione delle dittature), oppure ancora segnalare il suo sito/blog nel Network. Giornalettismo: Tremate, testimoni di Geova!



























Premessa la solidarietà alla gente che lavora e che in seguito non avrebbe più una fonte di reddito, sono anch’io dell’avviso che Alitalia debba fallire, punto e basta! E’ persin già troppo tardi!
Stesso dicasi di FS, Poste e altri enti che forniscono servizi di qualità scadente: falliscano e vengano rilevati da società chissenefrega se private, chissenefrega se estere, basta che il livello di servizio percepito dall’utente finale non sia da travaso di bile com’è attualmente!
Ora dirò qualcosa di antipatico: è deleterio tenere in piedi un baraccone come quello solo perché ci sono n impiegati che perderebbero il posto di lavoro…se tali posti sono “artefatti” (nel senso che la mole di lavoro è tale che non è necessaria la loro opera), ahimé la bilancia penderà sicuramente verso il passivo.
Lo stesso discorso si applica alla scuola: io capisco signori che voi vi sentiate in cuore che la vostra missione è quella di formare le menti, ma non è logico mettere 3, 4 maestre per classe se non ce n’è una necessità dal punto di vista didattico…siamo seri!
Piuttosto si facciano dei concorsi un po’ più seri dove vengano premiati con il posto fisso di insegnante a quei docenti che dimostrano capacità di comunicative ed interattive superiori alla norma, contemporaneamente dimostrando che la loro preparazione è adeguata!
Attendo di essere insultato…
no, Bigi, guarda che io sono persino d’accordo