Il buco nero si avvicina sempre più, ma il CERN stavolta non c’entra niente. La crisi finanziaria innescata dai mutui subprime e l’effetto domino dovuto alla bancarotta della Lehman Brothers, invece, potrebbero contribuire ad affossare ulteriormente il nostro PIL.
Qui qualcosa scricchiola. Se ne deve sentire distintamente il rumore quando il governo italiano, con un atto senza precedenti, dichiara di temere le conseguenze del crack di Lehman Brothers “sulle operazioni italiane in cui è coinvolta la primaria banca di affari“.
Anche perchè non si capisce per quale strano e misterioso motivo il direttore generale del Tesoro Vittorio Grilli affermi che “la prima cosa che ci chiediamo è se la nostra controparte è solida“.
VA TUTTO BENE? - O meglio, si capisce alla luce delle numerose cartolarizzazioni messe in piedi dal Tesoro italiano durante questi ultimi anni proprio con la Lehman, la cui bancarotta potrebbe causare una improvvisa e notevole voragine nei conti del nostro già pericolante bilancio. Se poi a tutto questo uniamo una dichiarazione insieme allarmante e sibillina di Mario Draghi, Governatore della Banca d’Italia, il quale dice prima che a livello globale, le banche hanno perdite per 500 miliardi di dollari, ma poi aggiunge “le banche dell’eurozona e italiane sembrano risentire meno della crisi ma che, comunque, bisogna aspettare i rapporti finanziari di settembre e ottobre per verificare la situazione. Per ora non si segnala alcuna contrazione del credito di un certo significato“, abbiamo un quadro più realistico della situazione: molte banche italiane hanno prodotti finanziari marchiati Lehman in portafoglio. Di tutto, anche i famigerati credit default swaps. “Va tutto bene“, sembra dire Draghi, anche se poi parla di una “nuova fase di consolidamento“: di solito quando una banca ne compra un’altra, una delle due non va bene.
“TUTTA COLPA DEI COREANI” - Così si dissero lo scorso nove settembre gli operatori del NYSE di Wall Street osservando il grafico in picchiata libera del titolo col codice LEH che stava toccando i sette dollari e mezzo contro i cinquantaquattro che quotava soltanto un anno prima.
A quel condensato codice corrispondeva Lehman Brothers, la storica banca d’affari fondata in Alabama nel 1850 dai fratelli Lehman, immigrati dalla Baviera pochi anni prima, e che adesso doveva sperare che la banca di stato coreana, la Korean Developement Bank, entrasse nel capitale portando un po’ di soldi freschi. Ma i coreani appunto avevano declinato l’invito, adducendo sia difficoltà con le autorità regolatrici che l’incapacità di attrarre ulteriori investitori nell’operazione. La reazione del mercato fu impietosa, titolo giù del 44,95% con la conseguenza di portare giù quasi da sola l’indice S&P500 di oltre il 3%. Ma come aveva fatto una delle più importanti banche di affari USA a trovarsi in questa situazione?



























Credo che piu’ che l’attività di structuring sia stata l’attività di trading a fregare Lehman. Nello structuring (1) l’emittente è un SPV (2) il rischio credito è trasferito integralmente (3) l’originator di solito lavora viene remunerato per servizi accessori (servicing, paying agent) e come controparte per derivati (swap). Per quanto riguarda le operazioni del Tesoro (immagino si parli delle varie SCIC, SCIP etc.) valgono le stesse considerazioni, quindi grossi problemi per il bilancio statale non dovrebbero esserci. A meno che non ci sia qualcosa d’altro che non è stato ancora reso pubblico…
ma sì, tanto è tutto a posto: http://borsaitaliana.it.reuter.....6220080915
Lo so che per voi exstalinisti è difficile da capire, ma le banche sono diventate PRIVATE (Unicredit compresa)!
Nel pezzo si parlava di potenziale buco per il bilancio statale dovuto al fallimento della controparte Lehman, e questo mi pare improbabile - a meno che nelle operazioni strutturate da Lehman non siano presenti delle clausole anomale, chi lo sa. Le banche italiane adesso faranno a gara a dire che non hanno posizioni con Lehman, che pero’ era uno degli attori più grossi su derivati di credito quindi potrebbero esserci delle “belle”sorprese.
Lo so che per te è difficile da capire, ma ho ben presente la differenza tra pubblico e privato. Stavo solo aggiungendo un’informazione, visto che non mi pareva necessario editare il testo.
“Credo che piu’ che l’attività di structuring sia stata l’attività di trading a fregare Lehman.”
Non se ti tieni in pancia 60 miliardi di dollari delle stesse cartolarizzazioni immobiliari che hai creato (cosa riportata nel pezzo se si avesse la buona cura di leggerlo come facciamo di solito noi exstalinisti :P) probabilmente usate come base per qualche succesiva “sintesi” di titoli oppure semplicemente rimaste sul gozzo perchè non si trovavano più gonzi liberisti ai quali rifilarle.
Il problema del Tesoro sono i trades dove Lehman è controparte swap (sugli IRS), ma penso che i contratti verranno sistemati, anche se sarà molto laborioso. Lehman si è fregata comprando MBS a manetta nel 2006. Poi si sono accorti che qualcosa non quadrava, hanno tentato di coprire il rischio ma non ce l’hanno fatta.
che scorbutico, sei uscito per pranzo ma avevano finito il kebab di bambino, dì la verità…
Si Phas credo anch’io, ma gli swap sono regolati per differenze, quindi la perdita potenziale è ben lungi dal nominale. Il problema potrebbe essere se devi rinegoziare gli stessi swap con un’altra controparte se i termini attuali sono a favore della rep.it….
AG: sorry, avevo letto il passaggio ma non avevo colto che parlassi dei titoli strutturati e rimasti invenduti. il numero cmq mi pare altino (il primario è rallentato a dismisura quest’anno, anche per le emissioni retained), sicuro che questi geni non abbiano anche raccolto carta pensando ad un rimbalzo? cmq 10 euro che non riesci a scrivere 10 commenti senza metterci dentro i liberisti kattivi.
E io 25 che non riesci a non dire “exstalinisti” a sproposito.
Ops, ho già vinto!
Io sarei anche curioso di sapere come le cartolarizzazioni fatte dal Tesoro italiano con la Lehman fossero regolate contrattualmente. Il saldo da versare allo stato al termine della vendita degli immobili è già stato versato? Può essere sottoposto a revocatoria (come nel diritto fallimentare italiano) o no? Poi c’è tutto il settore del “parastato” che era in affari con la Lehman, per esempio per la cartolarizzazione dei crediti sanitari (cioè i pagamenti delle USL) che sono finiti nei bilanci di tante banche italiane. Oppure la cartolarizzazione dei crediti contributivi non pagati all’INPS. Insomma è un gran casotto e non vorrei che lo Stato debba “ripagare” ai sottoscrittori parte di ciò che ha incassato dalla Lehman in quanto garante finale di quelle operazioni. In questo mi affido ai nostri liberal-liberisti che conoscono il common right finanziario USA. Che ne dite?
mi giunge notizia che in Campania la regione abbia speculato sui derivati perdendo molti soldi nonostanze consulenze miliardarie (altre perdite)
è possibile fare un bell’ articolo prima che sia troppo tardi (vicine elezioni) per non essere chiamati fascisti ?
lettore, alias tu-sai-chi-e-lo-sapemo-pure-noi,
perché non ci dici quello che sai in mail? Garantita massima discrezione
commentare est facile…denunziare est diabolico e non bastano i sentito dire
ho problemi alla tastiera, il diavolo est in agguato
per questo apprezzo il vostro lavoro sinceramente
Vai da quello da cui l’hai sentito dire e mettilo in contatto con noi. E poi, se apprezzi il nostro lavoro, dacci l’opportunità di farlo!
Da quello che so io la Campania è una delle regioni che più a cartolarizzato i crediti dei fornitori verso le sue USL. Adesso quei titoli chi li paga? http://www.ilsole24ore.com/art.....iew=Libero