Per l’Istat tra il 2000 e il 2008 è aumentata. Eppure, sempre per lo stesso istituto nazionale di statistica, siamo solo dodicesimi in Europa per il pro capite. Ecco come i numeri e il buon senso smentiscono il buon governo dell’amore & Confindustria.
Negli anni che vanno dal 2000 al 2008, secondo l’indagine dell’Istat sulla “Spesa delle amministrazioni pubbliche per funzione”, pubblicata proprio ieri, si è avuto una forte crescita
della Spesa pubblica, ovvero l’insieme delle spese del settore pubblico per l’acquisto di beni e servizi e per i trasferimenti, inclusi gli interessi sul debito pubblico, in rapporto al Pil, passata dal 46,2% del 2000 al 49,3% del 2008. Anche la spesa primaria, vale a dire la spesa generale al netto degli interessi, mostra un brusco aumento, tale che in rapporto al Pil sale dal 39,9% del 2000 al 44,1% del 2008. Già ce ne siamo occupati in passato , ma questa indagine dell’Istat ci permette di aggiungere alcune altre importanti considerazioni. Innanzitutto, nel periodo considerato, è bene ricordarlo, per quasi 6 anni, l’Italia è stata guidata da governi di centrodestra; anzi, ha avuto in quella che Pietro Nenni amava definire la “stanza dei bottoni”, addirittura gli stessi protagonisti. Silvio Berlusconi a capo dell’esecutivo e Giulio Tremonti ministro dell’Economia. Mai come questa volta, quindi, i responsabili politici di questo pesante aggravio dei nostri conti pubblici che peraltro si ripercuoterà (spiegheremo poi perché) su tutti i cittadini, specie quelli meno abbienti, sono perciò evidenti.
PAGA PANTALONE, PAGA! - E allora soffermiamoci su questa importante indagine dell’Istat, sulla quale, manco a dirlo, nei diversi tg nazionali è calata o quasi la sordina. L’istituto nazionale di statistica ha evidenziato “un aumento della spesa per consumi finali, dal 18,5% del 2000 al 20,2% del 2008, attribuibile in gran parte all’aumento dei redditi da lavoro, dei consumi intermedi e della spesa per prestazioni sociali in natura“. Un aumento, come si vede, tutto sommato modesto, di nemmeno 2 punti percentuale in otto anni, assai inferiore, per esempio, all’aumento del costo della vita nello stesso intervallo di tempo considerato. Ancora meno crescono le “prestazioni sociali in denaro in rapporto al Pil”, che passano dal 16,4% del 2000 al 17,7% del 2008. A riprova di quanto e male, per esempio, s’investa in welfare ed assistenza. E allora com’è che il dato complessivo (che poi è una media ponderata) segna un aumento più alto di questi aumenti parziali? Nel periodo 2000-2008 si nota dal rapporto una flessione dell’incidenza delle funzioni tradizionali: servizi generali delle amministrazioni pubbliche, difesa, ordine pubblico e sicurezza. In sostanza, sono questi i settori dove ci sono stati i tagli più consistenti. Il che, tanto per restare in tema, “taglia la testa al toro” a quel luogo comune (o se vi pare spot elettorale) che vorrebbe con il centrodestra al governo maggiori investimenti per la sicurezza dei cittadini, per la difesa ecc. L’andamento della spesa risulta, invece, crescente per la funzione “Affari economici”, soprattutto a causa di operazioni “straordinarie” come i “trasferimenti in conto capitale al gruppo Fs, la cancellazione dei crediti dello Stato nei confronti della società Tav (sempre gruppo Fs), il ripiano dei debiti della Presidenza del Consiglio per l’editoria e i rimborsi dell’Iva sulle auto aziendali“. La funzione “Protezione dell’ambiente e il riassetto del territorio” registra anch’essa un lieve aumento, mentre le funzioni “Sanità, Cultura, e Protezione sociale” mostrano tendenze di aumento sostenuto. In particolare, la sanità e la previdenza. Tra il 2000 e il 2008, la spesa per queste due funzioni è passata da 279 a 407 miliardi; in percentuale, rispetto al totale della spesa pubblica, si è avuto un aumento dal 49,5% del 2000 al 52,5% del 2008. Inutile ricordare però che nel nostro Paese, più che altrove, è in atto un repentino invecchiamento della popolazione con tutto quello che ne consegue, appunto, in termini di previdenza e spesa sanitaria.
NOI, ITALIA - Sempre l’Istat, appena un anno fa, ci ricordava nell’indagine denominata “Noi,
Italia”, che nel 2008 il rapporto Debito pubblico/Pil nel nostro Paese è stato del 105,8% mentre nel 2007 era al 103,5%. “Il più elevato tra i 27 paesi membri dell’Ue”. Nel 2009 il debito è continuato a salire, anzi a schizzare verso l’alto, con un aumento di oltre 10 punti: 115% . Nel 2008 (il dato ufficiale del 2009 è di prossima uscita) la spesa pubblica per abitante, è ammontata a circa 12.800 euro, valore che ci ha collocati al 12.mo posto nella graduatoria europea. Questo dato, a sua volta, smentisce un altro refrain sempre molto caro a certi osservatori “d’area” (basta leggere certe paginate economiche de Il Giornale, di Libero o Il Tempo) vicini al centrodestra o dello stesso Sole24ore di Confindustria. Su questi quotidiani si è spesso letto che “in Italia, la spesa pubblica è eccessiva, specie rapportata agli altri paesi europei“. Come si vede non è così. In particolare, per le spese correnti, ossia le spese destinate al normale funzionamento dello Stato: stipendi, pensioni, acquisto di beni e servizi ecc. la spesa risulta essere ampiamente nella media europea. In realtà, da noi si spende male ed in questi anni, i governi targati Berlusconi hanno dato sempre un formidabile contributo affinché ciò avvenisse. Mediamente, inoltre, sono le regioni del centro-nord ad avere i livelli di spesa per abitante più elevati: questo spiega, ma non solo ovviamente, anche perché in quelle stesse regioni la “qualità” dei servizi pubblici offerti, risulta migliore che altrove.


Eccellente.
Bisognerà gridarlo forte e sempre più spesso. Come qui su G è stato detto varie volte.
Il debito aumenta perchè la spesa corrente (al contrario di quello che dice tremonti) è fuori controlo. Ed è fuori controllo perchè non si è andati ad incidere sui suoi meccanismi profondi di formazione, quelli dove si annidano gli sprechi più macroscopici. Cose che trasforma il nostro debito in “cattivo debito”, come direbbe Luca Conforti.
Il rischio è che si regisca con tagli indiscriminati sempre più forti, come in parte si è già iniziato a fare, mentre separando il grano dal loglio si otterrebbero – a parità di servizi – buoni risultati, anche se non è detto che basterebbero.
Così, di sicuro, non va bene
UN sorriso e complimenti
C.
UN ARTICOLO SEMPLICE E CHIARISSIMO. Speriamo che Tremonti lo legga!
Allora, con i tagli di spesa comincio io. Ringrazio con 1 solo commento i due attenti “commentatori” che mi hanno preceduto
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no è corretto dividere il debito fra tutti gli italiani perchè tutti gli italiani sono o saranno chiamati a pagarlo
chi ha i bot e cct e btp è creditore verso lo stato ma debitore verso se stesso come italiano
Vabbeh, però non è corretto dire, come pure si fa, che ognuno di noi, bambini inclusi, ha quasi 30.000 euro di debito con lo Stato. Innanzitutto perché chi non detiene titoli di Stato non concorre all’aumento degli interessi sul debito pubblico. Riceviamo, certo, servizi dallo Stato, ma questa è Spesa pubblica, non debito. Al più, possiamo essere chiamati a ridurre il deficit (cioè la porzione di debito annuale) con delle una tantum o con l’aumento della tassazione o con il taglio di servizi. Nel 1992, Amato tassò col 6×1000 persino i conti correnti per ridurre il disavanzo. Ma sono, come detto, manovre straordinarie, vole a ridurre il deficit e quindi, solo come conseguenza, possono (e non è detto) ridurre il debito.
Quello che negli anni passati ha permesso davvero di ridurre il debito (siamo scesi con Prodi anche sotto il 100% del rapporto debito/pil) è stato l’ingresso nell’Euro e di conseguenza la riduzione dei tassi d’interesse praticati dalla Bce.
ma non sono quelli che sottoscrivono i titoli di stato a far aumentare il debito, loro sono semplici creditori verso lo stato mentre i cittadini e in generale coloro che pagano le tasse sono debitori nel senso che dovranno fornire allo stato i mezzi per restituire i soldi
se ad esempio i titoli di stato fossero tutti in mano a stranieri loro sarebbero creditori e gli italiani (ovvero lo Stato) tutti debitori
poi certo ci sono anche stranieri che pagano tasse in Italia e che ci danno una mano a ripagare il debito ma gli stranieri se ne possono andare da un momento all’altro
anche gli italiani se ne possono andare, se tutti gli italiani si trasferissero in Nuova Zelanda lo Stato a chi chiederebbe i soldi delle tasse?
insomma il debito è sul groppone di chi resta in Italia
sì è vero che la riduzione dei tassi (dal 10% al 3%) ha dato uno grossa mano a ripianare il debito (altrimenti i sacrifici sarebbero stati maggiori) ma senza una politica di spesa controllata non sarebbe bastata, infatti adesso nel 2010 siamo tornati al debito di allora nonostante i tassi siano bassi forse anche più bassi di allora
Aspetta. Su quei titoli lo stato pone degli interessi per renderli appetibili. Quell’interesse monta poi sul debito pubblico ogni anno. Maggiore è l’interesse maggiore sarà l’indebitamento. Poi sul discorso della spesa, siamo d’accordo.
sì ma il debito aumenta perchè per restituire il capitale e gli interessi si fanno ulteriori debiti e così via innescando una spirale malefica
ma di chi è la colpa? solo di chi ha fatto spese folli sperando che il PIL crescesse tanto da avere le risorse necessarie
invece tra bassa crescita, evasione, spese gonfiate si arriva che non hai neanche i soldi per pagare gli interessi e quindi ti tocca fare debiti per restituire il capitale + interessi
Insomma, la premiata ditta B & T conferma la veridicità di quel detto attribuito all’avvocato Hope dal grande Ed Mc Bain: “quando qualcuno mi assicura di essere onesto, corro a controllare la cassaforte”.
@Sbronzo di Riace. Per questo ho parlato di maxicambiale che, puntualmente, ad ogni scadenza viene rinnovata sempre. Il pagamento viene rimandato alla prossima generazione, e poi a quella successiva ecc. finché non trovi, poi, un “Dottor sottile” che… come dicono a Napoli “ti fa pagare l’uva e l’acino”.
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….E siamo tutti appena agli inizi!!!Ma porca paletta!Com’è poi,che in più di trent’anni,Mr Be(AN),è sempre più riuscito a svicolare via….da tutte le accuseche gli sono sempre state rivolte….???(Riaposta):Semplice!!Ma perchè, dietro la tattica eversiva(di cui lui stesso stà facendo largo uso!)non si nasconde altri che….BETTINO CRAXI!!!Cioe’ colui il quale,fornì il nostro”minus habens”,delle somme necessarie a…:DIATRUGGERE LO STATO ITALIANO!!!E CHE CON LA COMPLICITA’,DELLE FRANGE DI MAFIOSI:CHE SONO PASSATE ILLIBATE,DALLA “CAMPAGNA” DIMANI PULITE,LA NUOVA CAMPAGNA DI SMANTELLAMENTO DELLO STATO DEMOCRATICO COSTITUITO,D’ITALIA….LA LORO OPERA DI SMEMBRAMENTO DELLA NOSTRA DEMOCRAZIA E’ALL’OPERA DA TEMPO!!!DICO QUESTOPERCHE’,PIU’ VOLTE HO VISTO,IN VIALE PADOVA 150 A MILANO,I DUE INCONTRARSI!!!E Mr Be(AN)ERA LI’ A PETERE ISTRUZIONI DA…IL SUO MULLAH BETTINO!!!!Ciao né?
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