Sul processo breve rischio incostituzionalità e amnistia
20/01/2010 - Il provvedimento che oggi verrà approvato al Senato potrebbe soffrire degli stessi “difetti” del Lodo Alfano. Ma Fini continua ad esprimere perplessità di metodo e di merito. E spunta anche il mini-condono, che salverebbe Castelli e il relatore Con 138
Il provvedimento che oggi verrà approvato al Senato potrebbe soffrire degli stessi “difetti” del Lodo Alfano. Ma Fini continua ad esprimere perplessità di metodo e di merito. E spunta anche il mini-condono, che salverebbe Castelli e il relatore
Con 138 sì, 111 no e 3 astensioni il Senato ha ha approvato l’emendamento del relatore al ddl sul processo breve, Giuseppe Velentino, che stabilisce la durata massima dei processi penali. L’emendamento allunga i tempi rispetto al testo approvato dalla commissione: i procedimenti per i reati con pene inferiori ai 10 anni si estinguono dopo 3 anni dall’inizio dell’azione penale, dopo 2 anni nel secondo grado e dopo 1 anno e mezzo in Cassazione. Per i reati con pene pari o maggiori ai 10 anni i processi si estinguono dopo 4 anni per il primo grado, 2 anni per il secondo, 1 anno e mezzo per la Cassazione. Per i reati più gravi, come quelli di terrorismo o mafia, in base all’emendamento di Filippo Berselli, presidente della commissione Giustizia, i tempi arrivano a 5 anni per il primo grado, 3 per il secondo, 2 per la Cassazione. In questi ultimi casi, però, il giudice può prorogare di un terzo i tempi del giudizio. Arriva anche la possibilità per l’imputato di non avvalersi dell’estinzione, tramite apposita dichiarazione.
RISCHIO INCOSTITUZIONALITA’ - Ma le perplessità sul provvedimento rimangono. Non solo quelle politiche, con Gianfranco Fini che torna a rinfacciare al Cavaliere per l’ennesima volta la fuga in avanti sulla giustizia: anche su questo testo il beneplacito del presidente della Camera non è arrivato, e poco è valso per gli sherpa del premier far notare la presenza di Giuseppe Valentino, ex An come relatore: Gianfranco ha già mangiato la foglia, e sa benissimo che, come per La Russa e Gasparri, ci sono tanti ex esponenti del suo partito che ormai hanno saltato la foglia e possono tranquillamente iscriversi ai berluscones. Ma i rischi sono anche altri: si tratta di un’amnistia mascherata senza che sia stata votata dai due terzi del Parlamento, e soprattutto la questione delle responsabilità delle persone giuridiche: la norma transitoria abbraccia tutto. E così si assiste all’assurdo di reati delle società che pur non sono compresi tra quelli coperti dall’indulto, ma che stavolta marciano verso l’estinzione se il processo non è stato chiuso in due.
UN MINI-CONDONO? - E intanto dalle pagine dell’Unità spunta anche la possibilità di un mini-condono per reati della pubblica amministrazione, che diventerà operativo con l’approvazione del provvedimento: ol processo breve non cancellerà solo i dibattimenti ma anche «almeno 500 milioni di euro» che sindaci, parlamentari, ministri e sottosegretari hanno rubato allo Stato truffando e sprecando. Soldi che devono essere restituiti in base alle sentenze della Corte dei Conti. Ma che il ddl 1880 Gasparri-Quagliariello, più noto come «processo breve», nella sua versione corretta e allargata anche ai procedimenti contabili e societari cancella in un colpo solo, scrive Claudia Fusani. Quando ieri pomeriggio l’aula di Palazzo Madama ha messo ai voti la norma transitoria che cancella i processi in corso, il senatore Casson (Pd) lo ha detto chiaro: «Siamo arrivati al vero motivo di questa legge, la norma che non serve solo per cancellare ui processi di Berlusconi ma serve anche anche ad un vostro sindaco, ad un vostro ministro e ad altri che non dovranno più risarcire lo Stato di circa 500 milioni di euro».
LA CORTE CONFERMA – «Se la sospensione dei termini non è stata prevista, è evidente che i processi pendenti in primo grado verranno quasi tutti estinti. Ma forse è proprio questo l’obiettivo che si vUole raggiungere», conferma il procuratore della Corte dei Conti del Lazio, Pasquale Iannantuono. La norma transitoria al ddl sul processo breve, così come riscritta dal maxiemendamento, prevede che la ‘tagliola’ della prescrizione processuale valga anche per i giudizi in corso di responsabilità contabile se dalla citazione a giudizio sono trascorsi cinque anni senza che si sia arrivati a un giudizio di primo grado. Anche se al momento «non è stata compiuta una ricognizione puntuale» – precisa Iannantuono all’ANSA - alcune delle più note inchieste condotte dalla procura regionale del Lazio della magistratura contabile vengono ritenute ‘a rischio’. Tra queste, l’indagine sulle consulenze concesse dal ministero della Giustizia in cui risultano coinvolti l’ex Guardasigilli Roberto Castelli, gli allora sottosegretari Giuseppe Valentino e Iole Santelli, oltre che numerosi dirigenti del dicastero di via Arenula. E ancora: un’altra inchiesta che potrebbe essere spazzata via, se entrerà in vigore la norma transitoria del processo breve, sarà quella che ha portato la procura regionale della Corte dei Conti a chiedere 50milioni di euro a 16 persone (tra cui i cinque membri del centrodestra del vecchio cda Rai, l’ex direttore generale Flavio Cattaneo e l’ex ministro dell’Economia Domenico Siniscalco), per le conseguenze della nomina di Alfredo Meocci a direttore generale della Rai nell’agosto 2005.














e ora chi ci aiuta a uscire da tutto questo marciume?
a pensar male si fa peccato a pensar giusto si è comunisti direbbe qualcuno
e ora chi ci aiuta a uscire da tutto questo marciume?
NESSUNO, ormai l’unto del signore ha unto tutto e si scivola da Dio
Quanto adoro questa “prescrizione processuale” mascherata dal simulato termine processo breve!
Bell’articolo Alessandro.
Quanto adoro la “prescrizione processuale” mascherata nel simulato termine processo breve!
Bell’articolo Alessandro!
L’atto di morte della giustizia italiana è quasi esecutivo, manca poco ormai.
L’IDV l’unico baluardo contro questa gentaglia corrotta, vedete come si sono
comportati i suoi senatori, questo partito lo vogliono eliminare, perchè da
molto fastidio.
Se continuiamo a dar di fioretto là dove i berlusconidi danno di mannaia non ne usciremo più davvero. Berlusconi è un DE-LIN-QUEN-TE e i suoi scagnozzi dei fiancheggiatori, cominciamo ad adottare questa ottica. Non è un avversario ne’ un interlocutore normale, è un eversore. Dio ci conservi Di Pietro, xchè è l’unico che ha il coraggio di dire la verità.
VOTA ANTONIOOO VOTA ANTONIOOOOOOO
I Due Compari: Berlusconi / Alfano. Berlusconi si è fatto carico delle trattative con l’UDC, nel miglior stile SICILIANO, i capi Famiglia trattano direttamente. Dopo la Faida in corso, iniziata con la “”Cacciata”" di Casini dalla corte di Silvio I°, arriveranno ad un accordo per far arrivare anche Casini/Cuffaro al “”Formaggio”". Una parte della responsabilità di questa Degenerazione è della stampa che si nutre della Corruzione. Un’altra cosa: Casini appoggia la Polverini perchè sicuramente LEI è come l’oro “Malleabile”, inoltre nel Lazio non deve “infiltrarsi”, è gia presente in forze, deve solo conservare, mentre in Puglia, ha bisogno di uno “Malleabile” per entrare con le forze Caltagironesi.
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