Inchiesta

Le mani di CL sulla Casa dello studente all’Aquila

20 gennaio 2010

La procura indaga sulla San Carlo Borromeo, costruita con il denaro della Regione Lombardia e destinata a passare di proprietà della curia tra trent’anni. Ma ci sono polemiche anche sull’assegnazione dei posti. E tanti chiedono “trasparenza” alla Chiesa.

Il 4 novembre 2009 è stato inaugurato a L’Aquila un nuovo studentato, finanziato dalla Regione Lombardia di Roberto Formigoni ed edificato nei pressi dell’Università su di un terreno messo a disposizione dall’arcidiocesi di monsignor Giuseppe Molinari. Il progetto non sarebbe stato realizzabile, se il terreno, un tempo ad uso agricolo, non fosse divenuto edificabile soltanto per uso pubblico di residenza universitaria. L’importo complessivo sborsato dalla Giunta lombarda per la realizzazione della struttura, ultimata nei tempi record di 87 giorni, è stato di circa 7,5 milioni di euro, dei quali circa 497 mila euro sono stati offerti dall’Avis (Associazione Volontari Italiani del Sangue) solo per gli arredi. La casa dello studente, intitolata al milanese San Carlo Borromeo per rievocare la generosità lombarda, è dotata di circa 122 posti letto ed è stata costruita osservando i più innovati criteri tecnologici in ambito di antisismicità e risparmio energetico. Stando alle parole del Presidente Formigoni, risulterebbe un «esempio preclaro di denaro ben speso per il bene pubblico».

LA PROCURA INDAGA – A smentire il governatore è il procuratore capo dell’Aquila, Alfredo Rossini, che non nasconde che vi sono “attenzioni della procura” riguardo le vicende che hanno portato al finanziamento ed alla realizzazione del complesso della casa dello studente “San Carlo Borromeo”. Sin dall’inizio la Corte dei Conti di Milano ha sollecitato a vigilare sul corretto impiego dei fondi pubblici erogati dalla Regione Lombardia. Ha certamente destato l’attenzione degli inquirenti il fatto che del denaro pubblico sia stato utilizzato per la realizzazione, su di un terreno privato, di una struttura che tra trent’anni diventerà di proprietà della Curia aquilana. Vi sono stati al riguardo diversi esposti ed anche vivaci proteste della cittadinanza. Ad esempio chiede il prof. Antonello Ciccozzi dell’Università degli Studi dell’Aquila a monsignor Molinari: “A L’Aquila la Chiesa gestirà e poi diventerà proprietaria di immobili come la Casa dello studente di Coppito, costruiti sopra i suoi terreni a seguito del terremoto, con fondi pubblici e donazioni. Perchè questo non dovrebbe valere anche per tutti i cittadini espropriati dei loro terreni?” Alla luce di questo piuttosto che di “offerta gratuita” della Curia, sarebbe più congruo ed intellettualmente onesto parlare di comodato d’uso. Le indagini sono solo all’inizio e si procede contro ignoti: non risultano ancora iscritti nel registro degli indagati. Ciononostante si profilerebbero ipotesi di reato per distrazione di fondi pubblici e peculato, ma è stato anche chiesto alla Corte dei Conti di valutare ipotesi di danno erariale. La situazione è talmente delicata da indurre Formigoni a dichiarare che «A breve ne riceverò un altro (di avviso di garanzia) per L’Aquila» (excusatio non petita, accusatio manifesta?), dopo quello per inquinamento emesso dai pm di Milano.

“SOLDI DI STATO, AFFARI DI CHIESA” - Questo slogan riportavano gli striscioni di protesta, esposti dagli studenti dell’Udu, il giorno dell’inaugurazione della casa dello studente. Che la Curia aquilana abbia chiari interessi riguardo gli studentati, non è una novità, basti pensare al Casale Mariangeli, come ci ha ricordato Antonello Caporale su  ,Repubblica:un’ altra casa dello studente, la Casale Mariangeli, costruita con altri quattro milioni di euro di fondi pubblici (sempre su un terreno della Curia), è agibile ma inspiegabilmente chiusa. Da sette anni. E il giorno del sisma non ha subito alcun danno”. Ritornando alla “San Carlo Borromeo”, il business della Curia non dovrebbe soltanto limitarsi all’acquisizione della proprietà della struttura tra trent’anni, ma inizia da subito con la sua conduzione e con la sua gestione. Difatti la struttura non è stata affidata, come sarebbe previsto, alla Azienda per il diritto allo studio regionale (ADSU), ma alla Curia medesima. In tal senso è stato presentato contro questa decisione un ricorso al TAR dall’associazione studentesca UDU, nel quale si chiede conto di come la gestione dello studentato «possa essere affidata alla Curia o a sue emanazioni… per meccanismi che nulla hanno a che vedere con i principi di trasparenza e legalità che devono contraddistinguere la gestione di alloggi pubblici». Gli studenti sostengono che tale scelta «viola l’Accordo di Programma stipulato con gli enti interessati, in cui si stabilisce che la gestione deve essere pubblica e avvenire tramite l’Adsu dell’Aquila, che ad oggi dispone solo di 212 posti letto presso la Reiss Romoli». In tal modo si sarebbe dato un vero e proprio «“schiaffo in faccia” ai circa 400 studenti senza alloggio che sono risultati idonei rispondendo al bando pubblico per la Reiss Romoli». La stessa associazione ha pubblicato sul proprio sito dieci domande al governatore abruzzese Chiodi riguardo l’affidamento della gestione dello studentato. Ieri il Tar non ha concesso la sospensiva: il primo round giudiziario è della Curia. Ma la partita è ancora lunga.

10 commenti a Le mani di CL sulla Casa dello studente all’Aquila

  1. Davvero difficile commentare un articolo del genere, a parte i complimenti a Dario Ferri, il più bravo tra i giornalettisti.

    Casi del genere ci fanno capire quant’è importante il “controllo” sugli atti di politici ed amministratori, fatto dagli organi preposti e dalla libera informazione.
    Una cosa che oggi va – purtroppo – sempre meno di moda

    Un sorriso ferreo

    C.

  2. ipazia

    Perché sarebbe difficile commentare questo articolo?Al contrario è semplicissimo:Comunione e liberazione è il braccio armato di tutte le ignominie economico-politiche che i preti perpetrano sul territorio nazionale in combutta con i loro alleati liberal-fascisti che governano il paese ed,ahinoi,con parti sempre più consistenti della cosiddetta opposizione moderata (Dobbiamo ancora ricordare il saccheggio della città di Roma effettuato durante la giunta Rutelli a vantaggio del Vaticano,di cui rimarrà a memoria nei secoli l’infame monumento del parcheggio sub-gianicolense costruito con i nostri soldi e consegnato ai prelati ,dopo aver distrutto la meglio conservata delle Domus patrizie romane?),e che li ha già portati ad essere padroni di quasi tutti gli ospedali pubblici(Che ormai non differiscono più da luoghi di culto, con tutte le madonnelle e gli altarini che vi campeggiano e con tutti i guai che devono passare quei pochissimi ginecologi che ancora praticaano l’aborto a loro rischio e pericolo),di gran parte delle scuole pubbliche(nelle quali la scienza comincia ad essere indicata come il nemico mortale del genere umano)e di tanti altri centri di diffusione della cultura,cioè dell’ideologia (Recentissimo lo scandalo del vicepresidente del C. N. R. che organizza convegni contro l’evoluzionismo e sostiene che la terra è stata creata 6.000 anni fa dal nulla per merito di un vecchiortfg con la barba bianca.L’episodio ricordato nell’articolo,pur nella sua straordinaria gravità,è ormai ordinaria amministrazione:preti e fascisti(ma non sono la stessa cosa?)si dimostrano oggi i più attenti lettori dei Quaderni gramsciani.

  3. luca

    bel pezzo. ci penserà la protezione civile spa del prode bertolaso a risolvere uttto!

  4. Selene

    Una casa dello studente dovrebbe essere destinata, così come avviene in tutta Italia, a ragazzi meritevoli con basso reddito, secondo una graduatoria pubblica e consultabile da tutti i cittadini. E’ veramente incredibile, oltre che ignobile, che la Chiesa o le associazioni cattoliche sfruttino la catastrofe abruzzese per queste bassezze, non rispettando il diritto allo studio di centinaia di ragazzi. L’ARDSU dovrebbe prendere posizione, così come i ragazzi idonei all’alloggio, e denunciare la cosa sui giornali, su internet, ovunque, per ottenere il rispetto dei diritti. Ancora una volta, un potere occulto prende il posto dello stato subito dopo una tragedia, e non certo per fare il bene dei cittadini.

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