Abruzzo, i “risultati straordinari” di Berlusconi
20/01/2010
In principio fu il terremoto. L’Aquila cadde sotto i colpi impietosi del sisma. Il centro storico semidistrutto, decine di morti, migliaia di sfollati. Ma dopo poche ore dal sisma, quando ancora nessuno era in grado di stabilire con certezza il numero di senza tetto, Silvio Ghe pensi mì Berlusconi aveva già la soluzione: non sarebbe stato come in altri terremoti, con le tende, poi i container, poi i moduli in legno, anni in attesa di vedere la propria casa ricostruita. No: per l’Aquila la sua idea era una new town costruita vicino all’Aquila vecchia.
Solo che le case in realtà erano C.A.S.E., Complessi Antisismici Sostenibili Ecocompatibili, da tirare su alla svelta, entro settembre, prima che il freddo cominciasse a mordere la gente alloggiata nelle tendopoli. Se ne prevedevano circa 4.500 per 15 mila persone, anche se la rilevazione dei danni non era ancora partita. Berlusconi non aveva dubbi, mentre il Sindaco de L’Aquila, Massimo Cialente, cominciava a borbottare che, secondo lui, le C.A.S.E. non sarebbero bastate per tutti.
Infatti, dopo qualche settimana, qualcuno si accorse che difficilmente ci sarebbero state C.A.S.E. sufficienti per tutti i senza tetto. E anche quelle previste non sarebbero state consegnate nei tempi stabiliti. Il sindaco Cialente convinse Bertolaso che era il caso di tornare ai cari vecchi moduli abitativi in legno, quelli che dal Friuli in poi ospitano in modo dignitoso chi subisce la tragedia del terremoto. Silvio ghe pensi mì Berlusconi accettò, ma non lo fece sapere troppo in giro.
Venne settembre e il giorno della grande consegna. Era tutto pronto: telecamere, giornalisti, madonnine piangenti e Bruno Vespa. Mancavano solo le case, anzi le C.A.S.E. Per fortuna, grazie al Sindaco de L’Aquila, alla Provincia di Trento e alla Croce Rossa Italiana, ad Onna erano stati montati dalla protezione civile trentina 94 appartamenti prefabbricati in legno che avrebbero ospitato oltre 200 persone. Silvio ghe pensi mì Berlusconi si dimenticò di dire che c’erano altri 30 mila che aspettavano nelle tende o negli alberghi sulla costa, e che ancora le “sue” C.A.S.E. non erano pronte. Dettagli senza importanza.
A dicembre nevicava su L’Aquila, il sindaco Cialente protestava, ma nessuno lo stava a sentire, anzi chi passava da quelle parti raccontava che a L’Aquila c’era di nuovo il bengodi. Qualcuno invece scriveva che la città stava morendo, tra ricostruzione che non partiva, C.A.S.E. in ritardo e comunque insufficienti, e più di 20 mila persone ancora sballottate tra caserme, alberghi, mentre sulle case (quelle vere) del centro storico de L’Aquila ridotte a cumuli di macerie nasceva l’erbetta.
Ma ieri il Presidente del consiglio era di nuovo a L’Aquila, pronto a inaugurare nella frazione di Cansatessa altre abitazioni. Ma non erano case e nemmeno C.A.S.E. E non era neppure un’inaugurazione. Silvio è andato a visitare dei Map, Moduli abitativi provvisori in legno, fortissimamente voluti dal sindaco Cialente che li aveva consegnati dieci giorni fa. Sindaco che ha dovuto assistere all’ennesimo show di Ghe pensi mì che ha parlato di “risultati straordinari, nonostante fossero stati fissati tempi stretti per la realizzazione di tutte queste case”. Non ha detto Map e neppure C.A.S.E: ha detto proprio Case.
I risultati straordinari di cui parla Berlusconi sono consultabili nel sito della protezione civile: al 10 gennaio 2010 solo 11.672 persone stanno nella C.A.S.E., 1.707 nei Map, tra cui quelli di Casantessa. Altri 30.366 hanno trovato casa per conto loro, con un contributo a carico dello Stato, mentre altri 10.173 continuano a stare tra alberghi sulla costa e caserme. La ricostruzione non è neppure iniziata, le macerie continuano ad essere tutte lì. Silvio ghe pensi mì Berlusconi continua a vantarsi. E l’Abruzzo resta a guardare, mentre il sindaco Cialente mastica amaro.













Trol trollismo termine coniato dalla comunità del blog? ad ha ha ha, in poche parole, semplici semplici sarei un provocatore, ma le mie erano solo domande, una richiesta di aiuto per capire la realtà del votaiolo medio berlusconiano.
Nella piccola comunità dove vivo cioè nel mondo “reale”, il trol è un semplice credulone costruito per un semplice e più efficace controllo.
Chi è il troll in realtà uno che risponde dando del troll cadendo nel presunto tranello o chi si pone delle domande? Lasciando ovviamente perdere eventuali sofismi.
Conosco abbastanza bene la situazione in Abruzzo e il suo uso mediatico, discutere ancora della questione tralasciando le verità di fondo denota la vera superficialità e lobotomia, in fin dei conti la discussione è beneficiata dal dubbio o no, chi sei tu per dare del trol?
la vita è bella perchè è varia e perchè le opinioni su uno stesso fatto possono essere diversissime.
Per me il fatto che 11.672 abbiano una casa nuova ad appena 9 mesi dal terremoto è un vero e proprio miracolo (credo mai sucesso in Italia e forse nel mondo).
Per l’autore dell’articolo è invece un motivo per ironizzare su quanto fatto e sottolineare che (secondo lui) si tratta di un risultato modesto. Beato lui, forse si aspettava che dopo 9 mesi l’Aquila fosse già ricostruita uguale a prima.
Le persone sono la cosa più importante ed era giusto pensare prima a loro.
Alla ricostruzione della città ci si penserà successivamente, quando i mezzi e le finanze lo consentiranno, ma ci vorranno, naturalmente, anni. O pensate che le città si ricostruiscono con la bachetta magica? Inoltre L’Aquila è una citta di grandissima ricchezza artistica e ricostruirla è ancora più difficile perchè non bastano gli ingegneri e i muratori ma ci vogliono esperti d’arte, restauratori, insomma personale di altissima qualificazione che non si trova certo in tutti i bar sotto casa, e per ricostruire e restaurare le opere d’arte ci vuole tempo, molto tempo.
Firmerei subito se l’Aquila venisse ricostruita in 10/15 anni.
Ciao Spencer.
Potresti rileggerti alcune risposte precedenti e vedresti che non c’è nessuna ironia in quello che dico.
Proprio perché anch’io – come te – penso che la cosa più importante siano le persone ritengo che la gestione del terremoto abruzzese sia stata non “straordinaria” ma così così.
Non penso che sia un risultato “modesto”, ma che sia un risultato “normale” e non “straoprdinario”. penso anche che la scelta iniziale fatta per il terremoto di Abruzzo sia sbagliata – l’avevo scritto il 20 aprile 2009 – e che i fatti lo stanno confermando.
Allora: prima di tutto le promesse iniziali strombazzate e ripetute fino al giorno di questo articolo sono state che TUTTI avrebbero avuto una casa prima dell’inverno.
Invece, all’inizio dell’inverno le C.A.S.E. (che come non credo ti sfugga non sono Case, ma appunto C.A.S.E.) consegnate erano poche, per alcuni ritardi – a suo tempo segnalati proprio da noi di Giornalettismo)
Secondo: a 9 mesi dal terremoto in terremoti precedenti la gente era stata sistemata nei Map (quelli che Berlusconi ha visitato il 19 gennaio, e che sono stati previsti – purtroppo in misura ancora insufficiente – solo per insistenza del Sindaco de L’Aquila, che aveva capito fin da subito che nei fuochi d’artificio c’era un po’ troppo fumo) che non sono case, e neppure C.A.S.E., ma sono una sistemazione provvisoria dignitosissima e che fa capire a tutti che il vero obiettivo è LA RICOSTRUZIONE DELLE PROPRIE CASE.
In Abruzzo invece, ed il giochetto è chiaro anche a te, che parli di 10-15 anni (firmeresti subito, dici, se questo fosse il tempo) la ricostruzione vera non è neppure all’orizzonte.
IN altre realtà precedenti (Umbria e Friuli, per la precisione) la ricostruzione è stata COMPLETATA in 10 anni, scegliendo una via meno “spettacolare” e più vicina alle esigenze delle persone. E anche lì c’erano centri storici antichi, monumenti e chiese di pregio incredibile – tipo Basilica di San Francesco con iul ciclo di Giotto, per capirci…
C’è una cosa che nessuno dice – tranne noi di Giornalettismo – e cioè che mentre in quelle espereinze i protagonisti furono le comunità locali, che scelsero cosa fare in ogni circostanza, qui ha deciso tutto uno.
Poi certo, 11 mila persone sotto un tetto non sono male. Ma 11 mila che vivono ancora in albergo non sono bene (anche perchè costano molto al contribuente) E i 30 mila in autonoma sistemazione (cioè chi ha scelto di sistemarsi alla meglio e lo stato gli dà un contributo per l’affitto o per il “disagio” sono un’enormità costosa e che è la testimonianza più lampante che le cose sono andate in modo molto diverso da quello che ci veniva e viene raccontato.
Grazie del tuo commento
C.
Ciao, comicomix, ti ringrazio della tua risposta ma non sono d’accordo quasi su nulla. Mi spiego:
1) L’errore che fai è misurare i risultati ottenuti sulla base delle promesse di Berlusconi, le cui sparate in grande sono tipiche del personaggio. Non posso credere che ci sia qualcuno che davvero pensava che sarebbe stato possibile costruire una casa nuova per 70.000 persone in appena 7-8 mesi. Nessuno al mondo è in grado di fare una cosa del genere.
Il risultato va valutato in sè e ribadisco che per me quasi 12.000 persone che hanno una casa nuova ad appena 9 mesi da un terremoto devastante che ha colpito una città di 70.000 abitanti è un fatto straordinario.
2)Non so tu dove vivi o se sei mai stato a L’Aquila a vedere la ricostruzione ma visto quello che scrivi credo proprio di no. Quelle che sono state costruite sono case vere e proprie, non case mobili, non moduli abitativi, non container come quelli che furono posizionati nel dopo terremoto Umbria-Marche e che ancora si trovano lì a 13 anni dal sisma (fatti un giro da quelle parti e ne troverai ancora qualcuna, con gente che ci abita ancora dentro). Io sono abruzzese e ci sono stato a L’Aquila e inoltre ho un caro amico che lavora alla ricostruzione a l’Aquila da 6 mesi (fa gli impianti idrici e termici nelle case in costruzione). Sono case vere e proprie, costruite secondo i più avanzati criteri anti-sismici,in legno rivestito di calcestruzzo che garantiscono resistenza, isolamento e risparmio energetico. E’ ovvio che l’obiettivo di tutti quelli che sono stati colpiti dal terremoto è quello di ricostruirsi la propria casa, quella dove hanno vissuto per chissà quanti anni, ma la sistemazione che è stata loro data è tutt’altro che precaria.
3) Per quanto riguarda la ricostruzione delle città, non farei paragoni tra L’Aquila da un alto e Friuli e Umbria-Marche dall’altro. Primo, il terremoto di L’Aquila è stato molto più devastante rispetto a quello di Umbria e Marche. Secondo, L’Aquila è una città di 70.000 abitanti mentre Gemona del Friuli quando fu colpita dal terremoto ne faceva circa 10.000 e in Umbria e Marche furono colpiti paesi che avevano al massimo poche migliaia di abitanti. Capisci che stiamo parlando di proporzioni molto diverse e dunque anche i tempi di ricostruzione sono molto diversi. Un conto è ricostruire una città di 70.000 abitanti, un conto una di 10.000 o 5.000.
Nenache io sono d’accordo su alcune cose che scrivi, ma l’importante è che entrambi possiamo continuare a discuterne.
1. Non è così: quello che è in discussione non è se fino ad ora a L’Aquila si sia gestita bene o male l’emergenza ma se si può affermare che il processo di “ricostruzione” dell’Abruzzo stia andando come dovrebbe oppure no. La risposta è no. Le C.A.S.E. (e a dirlo non sono io, ma il governo) sono comunque “provvisorie”, certo migliori – l’ho scritto – dei contaniner e dei Map (anche molto più costose) ma pur sempre provvisorie. Ed averne previsti “a spanne” 15 mila quando in reltà ne servivano molti molti di più è tutto fuorché un successo.
2. Conosco il caso L’Aquila, e quello Umbria molto meglio perchè l’ho vissuto in prima persona. Ho scritto in altri articoli anche perchè secondo me in Umbria – seguendo l’esempio del Friuli – è stato fatto un lavoro egregio (sempre migliorabile) e che per L’Aquila si è scelta una soluzione diversa (non del tutto comprensibilmente). Non diciamo la solita favola propagnadistica di chi descrive ancora l’Umbria come una terra piena di roulotte e container…dico, ma ci siete mai stati?
Qui sono state ricostruite a costo zero per i cittadini le PROPRIE CASE in meno di 10 anni, ad eccezione del caso di Nocera Umbra dove l’esistenza di un numero spropositato di seconde case ed una gestione non intelligente da parte del comune (per inciso, in mano al centrodestra) ha fatto il resto.
Friuli e Umbria-Marche sono casi di successo, ed il merito tra l’altro va in grandissima parte alle comunità locali, che in quei casi furono le protagoniste della ricostruzione. Io farei la firma che agli Aquilani andasse come agli umbri e ai friulani.
3. Sono (in parte) d’accordo. E’ pur vero che ricostruire 100 paesi di 10 o 5 mila abitanti è complicato almeno quanto ricostruire un centro storico di una città. Ma se è come dici tu, ancor più grave il fatto che non si sia neppure cominciato a pensare come fare, e intanto si getta polvere negli occhi dicendo che lì è tutto a posto. E si nasconda che i soldi per la ricostruzione siano virtuali, e nessuno stia pensando di trovarli
Mentre bertolaso gestiva l’emergenza, qualcuno avrebbe dovuto cominciare a pensare alla ricostruzione, secondo me.
Torniamo lì: si vende alla pubblica opinione una gestione dell’emergenza più costosa di sempre e mediamente riuscita (le C.A.S.E. sono meglio dei Map, ma se bastano solo per il 30-40% dei senza tetto non sono un successo) per ricostruzione, su cui non si è neppure iniziato a lavorare.
Io non riesco a considerarlo un risultato straordinario. Poi certo, tutto è relativo
Grazie.
C.
Il lavoro svolto da Giornalettismo su questo argomento è veramente encomiabile.
Complimenti vivissimi a Carlo Cipiciani e a tutti coloro che su questo sito continuano a mantenere alto il livello d’allarme nei confronti di quella che si va profilando come l’ennesima truffa mediatica di questo governo di nani e ballerine.
100 casette, ln legno massiggio ovviamente, dalla sanofi afentis e il signor Bertolaso ordina 48 milioni di vaccini per la sconvolgente terribile olocaustica pandemia MAIALA, sarà un caso tutta questa generosità da parte del colosso farmaceutico?
Dopo il terremoto aviaria, dove sono stati distrutti milioni di pollai l’unico rimasto in piedi sempra il pollaio delle “libertà” un caso unico?
Scusate il mio “cinismo” aquilani ma è tutto cosi’…….
Vedi scrivi un’inesattezza (Cazzata) i vaccini contro la Majala come la chiami te sono prodotti dalla Novartis multinazionale svizzera nello stabilimento di Rosia (SI) e poi mica li ha comperati la Protezione Civile (Bertolaso) ma bensì il Ministero della Salute,cmq per tua informazione non solo noi Italiani siamo rimasti fregati dalle notizie diffuse dall’O.M.S. che hanno spacciato questa Influenza come Pandemia.
Così semplicemente Nanni
vedi nanni che scrivi CAZZATE impegnati a una informazione PIU’ consapevole e meno incline al berlusconismo.
ti riporto una parte di articolo scritto da eniamino Bonardi su terra:
SALUTE Le 24 milioni di dosi annunciate da Bertolaso nei giorni scorsi sono state prodotte dalla Sanofi Aventis. E’ la stessa multinazionale farmaceutica, con sede in Abruzzo, che ha regalato cento case ai terremotati di Scoppito.
Anche il virus dell’influenza A è finito nelle mani dell’onnifacente Protezione civile, a cui è stato affidato l’acquisto di vaccini, antivirali e disinfettanti. E così, tre giorni fa abbiamo sentito Bertolaso annunciare di aver ordinato a Sanofi Aventis 24 milioni di dosi di vaccino, pari alla metà del totale di cui l’Italia si doterà. Il sovraccarico Bertolaso ha scelto di fare questo annuncio durante l’inaugurazione di un villaggio per i terremotati, realizzato a Scoppito proprio dalla multinazionale farmaceutica che in Abruzzo ha uno stabilimento. Un capolavoro di comunicazione, tradotto efficacemente dal quotidiano abruzzese online PrimaDaNoi. it in questo titolo: “Sanofi Aventis regala cento case e Bertolaso compra 24 mln di vaccini”.
essere fregati dall’O.M.S. non fa certo onore chissa’ cosa è successo mi viene il dubbio che viste le circostanze qualcuno si è arricchito, ma la mia ovviamente è solo una supposizione ha ha ha ha ha.
così semlicemente ciauu nanni.
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