Era una vigilia molto sentita, quella di ieri, per l’anniversario della morte di Bettino Craxi; tanto sentita che bene ha fatto Gad Lerner a dedicare all’ex segretario del Partito Socialista Italiano un’intera puntata de l’Infedele, mostrando il documentario di Luca Josi e lasciando spazio libero a lui e a Massimo Pini (manager, ex socialista, ex consigliere dell’Iri in quota Garofano) per discutere del tema. Ha fatto bene, Lerner, perché lasciar parlare a ruota libera i cultori di Bettino fornisce l’esatta dimensione del
livello a cui è giunta la storiografia “alternativa” nello “studio” di quegli anni. In particolare, è altamente godibile il momento in cui si comincia a nominare e definire i facenti parte del complotto che ha abbattuto Bettino: oltre alla solita magistratura, ai soliti comunisti, ai soliti poteri forti riuniti nel Britannia insieme a Mario Draghi per partecipare alla grande corsa alla privatizzazione dei “gioielli” pubblici (ah ah ah) italiani, c’è sempre chi ci infila i complotti degli stati esteri. Riferendosi a chi, di preciso? “Forse ai marziani?“, diceva ridendo Michele Serra in studio, subito rimbrottato dai seriosi complottisti e invitato a fare il serio. “I servizi segreti israeliani“, rimbeccava subito dopo proprio Pini, facendo poi capire che sarebbero scesi in campo per contrastare la linea favorevole ad Arafat del segretario socialista. Paolo Cirino Pomicino, invece, in un’intervista pubblicata oggi, spara ancora più in alto e chiama in causa anche la Cia e gli americani. E così, bastano poche frasi per tuffarsi subito in una spy story di altissimo conio, nella quale, sono sempre le parole di Pini, a giocare un ruolo sono varie forze, alcune persino non consapevoli l’una dell’altra e non coordinate fra loro: con qualcuna che finisce per giocare il ruolo dell’utile idiota, muovendosi per una strategia che porta al risultato massimo sperato dall’altra.
Che spettacolo. Pensare, a più di quindici anni di distanza, che si possano chiamare in causa persino Israele e gli Stati Uniti così, impunemente, seduti in un salotto televisivo, in assoluto spregio di quanto accaduto in quel periodo, è davvero fantastico. Perché presuppone, ormai, negli eredi del craxismo e nei fautori della linea complottista, un desiderio innato di rendersi ridicoli e l’assoluto spregio per le condizioni quasi tragiche in cui versava (e per certi versi si trova tutt’ora) il paese. Quasi come dare la colpa agli avversari politici: «La difesa dell’autonomia della politica rispetto agli altri poteri fu la stella polare di Bettino Craxi. Egli tentò di affermare la sua visione riformista e di imprimere una spinta modernizzatrice a un sistema politico e istituzionale già allora anchilosato e inadeguato ai cambiamenti del Paese. Craxi fu sconfitto da un ampio fronte conservatore: la Dc e il Pci opposero resistenze e ostacoli incredibili contro ogni cambiamento istituzionale e qualsiasi riforma della Costituzione», dice in una nota Osvaldo Napoli, vicepresidente dei deputati del Pdl. «Tutto quanto è accaduto dopo – dice Napoli – sul piano politico come su quello giudiziario, fu la conseguenza logica ed esasperata della sconfitta politica di Bettino Craxi. Trovo invece ipocritamente salomoniche le analisi fin qui lette e improntate tutte a un cerchiobottismo di maniera del tipo »sì, ma …«. Craxi aveva intuito i limiti di un »sistema« ormai al collasso e prima di altri aveva capito che soltanto iniettando dosi massicce di riformismo, soprattutto a sinistra, la politica avrebbe potuto salvaguardare il primato che sempre le compete in ogni società democratica e plurale». «Le cose -sottolinea Napoli- andarono diversamente, e la politica finì ridotta a un ruolo ancillare. Questa è la vera eredità lasciata da Craxi con la quale dobbiamo confrontarci tutti. Sarebbe il modo migliore per rendergli gli onori post-mortem».
Complotti di servizi segreti pronti a foraggiare le forze antisistema, movimenti delle barbefinte italiane tra cui arruolare, di botto, anche Antonio Di Pietro, spericolate operazioni finanziarie volte a rubare i nostri gioielli di famiglia, colpe dei politici dell’epoca. Tutto complottò contro Bettino, a stare a sentire chi parla dal pulpito e in memoria del perseguitato. E alla fin fine, è pure divertente. Perché è l’ennesima conferma che da noi la situazione è disperata, ma non seria.



Caro Ale, la tua rassegna di oggi è una spietata disamina (al limte del terribile…) su tutti i guai del revisionismo craxiano che tanto piace a molti “intellettuali” dell’Italia di oggi.
MI ha messo addosso di buon mattino un po’ di tristezza. Mi consola (si fa per dire) la tua chiusura. E’ vero, la situazione è grave (anzi disperata) ma di sicuro non è seria.
Un sorriso mesto
C.
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“Questa è la vera eredità lasciata da Craxi”
Sinceramente credevo che l’eredità di Craxi, fosse un debito pubblico enorme, un’inflazione da terzo mondo ed un sistema tangentaro che ancora ci caratterizza.
Voler dipingere Craxi come un perseguitato, vittima di un complotto… è un insulto alla nostra intelligenza e soprattutto un modo di ridisegnare la storia inaccetabile.
Serenamente possiamo dire che Mani Pulite non fù il momento più alto della nostra democrazia, posso anche dire che alcune cose sono state fatte male… ma il problema non sono stati gli errori (presunti) della magistratura, ma il difendere un sistema politico schifoso e tangentaro, soprattuto rivendercelo adesso come limpido e cristallino.
Craxi voleva le riforme… mi sembra un ritornello già sentito… “voglio fare le riforme, ma non me lo permettono”.
Sinceramente credevo che l’eredità di Craxi, fosse un debito pubblico enorme, un’inflazione da terzo mondo ed un sistema tangentaro che ancora ci caratterizza.
come sarebbe a dire? non era stati i comunisti a lasciare il paese col più alto debito pubblico del mondo? eppure mi sembrava di averlo sentito dire da qualche parte… sai quel personaggio traccagnotto che andava a braccetto con Crassi negli anni 80? ecco quello là lo diceva…
,,,brutto vizio tutto italiano di difendere e esaltare le qualita dei delinquenti, e dimenticarsi di chi ha fatto veramente del bene a questo paese
Sono pienamente d’accordo con te in tutti i sensi.
Che se ne rimanga in quel paese che l’ha ospitato da rifugiato e di cui pace all’anima sua non ha avuto il coraggio di rimanere in Italia a spiegare la sua posizione.
Solo così avrebbe potuto dare Dignità alla sua persona ( anche finendo in carcere ).
Mi sembra che il Berlusconi si trovi in questa situazione da anni a sopportare processi di quà e di là ……ma almeno lui è rimasto in Italia.
Lo ritego più dignitoso di uno che è SCAPPATO e che per me rimmarrà un FUORILEGGE per sempre.
La giustizia fà più errori di quanti nè ripara a volte ma se l’innocenza c’è prima o dopo il Colpevole viene fuori.
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E vabbè. A quando la beatificazione?
I morti lasciamoli dove sono e rispettiamoli come tali. Lasciamo che siano i parenti (o gli amici, se ne hanno) a ricordarli; ma che siano le istituzioni a ricordare chi è stato riconosciuto legalmente come un poco di buono è paradossale. I ladri vanno a cercare i loro simili anche ad esequie avvenute.
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Noi italiani siamo 1 popolo di masochisti ci piace essere infinocchiati ma si potra lodare craxi? non dovremmo neanche far parlare la famiglia
E’ veramente spassoso sentire esponenti del pdl parlare di Mossad e Cia come un Pecoraro Scanio, un Casarini qualunque. Li vedremo anche a protestare contro la base di Vicenza? Non ho sentito però questi personaggi protestare contro le centinaia di morti torturati dalla Cia in questi ultimi anni, forse perché mancava un Bettino a indicare la strada. Dissonanza cognitiva: quello che (spero) molti votanti poco informati del pdl stanno provando in questi momenti. E che sarebbe stata ancora più violenta se Berlusconi avesse fatto il famoso discorso in memoria di Craxi (purtroppo qualcuno gli deve aver fatto cambiare idea).
Secondo me, c’è un crinale che divide e dividerà sempre per cui non ci si capirà mai.
Giuliano Ferrara l’ha riassunto bene. C’è chi biasima il corrotto e chi vorrebbe estirpare la corruzione.
La maggior parte degli anticraxiani appartengono al secondo genere. Pensano in termini palingenetici e sottopongono la politica a un vassallaggio di tipo questurino.
In realtà quel che scrive Napoli è la verità. Craxi rappresenta la politica nella sua autonomia. Quel che è venuto dopo è lobbyng e spiace che Serra, come la vecchia sinistra italiana tutta, ancora non abbia capito che se ha vinto con Craxi è stato per perdere per sempre con Berluskoni.
Per il resto Craxi è così attuale che manco c’è bisogno che Napolitano lo ricicli. Se poi il problema è il debito pubblico, è meglio che il popolo italiano accetti la realtà. L’Italia s’è tirata fuori dalla povertà e ha avuto due boom soltanto a debito. Se si potesse continuare a farlo, saremmo fuori dalla crisi da un pezzo.
“L’Italia s’è tirata fuori dalla povertà e ha avuto due boom soltanto a debito. Se si potesse continuare a farlo, saremmo fuori dalla crisi da un pezzo”.
ROTFL
Questa te l’ha raccontata Giraudo?
” La maggior parte degli anticraxiani appartengono al secondo genere. Pensano in termini palingenetici e sottopongono la politica a un vassallaggio di tipo questurino.”
Vorrei tanto che un giorno si arrivasse a capire i danni che ha portato Ferrara in certi ” circoli” culturali. E mi fa piacere che Ricchiuti lo citi apertamente, perchè io sento Ferrara’s smell alla round i suoi scritti e gli scritti di tanti che credendo di essere taaaanto avanti e tanto più sofisticati di quei buzzurri che credono, ma guarda un po’, nell’importanza dell’ossrvanza delle leggi risultano invece essere molto ” utili idioti” Dico, politicamente, eh? Il punto è che continuate a credere che i chiamiamoli ” legalisti” ( perchè quando sento la parola ” giustizialisti” mi viene da rigettare) vorrebbero la società perfetta ed etica, mentre invece i presunti ” realisti” sono quelli che credono nella splendida, umana imperfezione e corruttibilità. Da blandire e non punire. Invece, i ” legalisti” sono proprio quelli che credono che la corruzione ci sarà sempre e che per ” regolalarla” c’è bisogno di sanzionarla. Per tenerla sotto controllo. Questo per spirito pratico, non per ” moralismo”, come per anni ha voluto far credere il buon volpone Ferrara e i tanti wannabe furboni che lo seguono.
Ricchiunti, crogiolarsi nell’esaltazione dei ” vizi” pubblici, vuol dire darsi mazzate, lo capisca, una buona volta. Capisca che un conto è la narrazione e un’altra la necessità pubblica.
Si limiti alla narrazione, dandole tutti i caratteri epici che vuole, ma non pretenda che la sua narrazione assuma valore politico.
Ora ho capito, è stata una congiura multipla: gli USA hanno abbattuto Craxi per Sigonella, Israele per la sua amicizia con l’OLP, l’URSS per il progressivo distacco del PSI dalla antica linea nenniana-pertiniana. Ovviamente la Grande Madre Russia ha avuto il ruolo principale: prima di tutto perché i comunisti c’entrano sempre a prescindere in tutte le brutture, poi perché i magistrati in tasca ce li aveva lei, dato che come è noto i magistrati sono peggio dei Black Block e sono rivoluzionari sfegatati per indole oltre che per formazione dottrinale e culturale.
Del resto cosa c’è di più rivoluzionario ed eversivo della legge?
Un attimo però, mancano solo i Savi di Sion ed i Nazisti del Sudamerica, devono esserci pure loro per forza nel complotto….