Quanto ci costa salvare il Monte dei Paschi di Siena?

05/09/2012 - Solo grazie alle normative europee si dovrebbe evitare un grandioso scippo a danno dei cittadini. Ma tutto è ancora in ballo. I numeri e gli scenari.

Quanto ci costa salvare il Monte dei Paschi di Siena?

Se il Monte dei Paschi di Siena non avrà soldi in cassa per pagare gli interessi di quelli che, una volta, si chiamavano “Tremonti Bond”, lo Stato ne diventerà azionista. E’ questa la conseguenza, nota, del paracadute di salvataggio in denaro pubblico che il governo ha lanciato alla storica banca senese. E i beninformati riferiscono che la possibilità che la banca arrivi alla fine dell’anno con un utile è “pura fantascienza”.

PROFONDO ROSSO - Così, saranno i soldi del contribuente a salvare una delle banche più indebitate d’Europa, e che si è ridotta con un miliardo di euro sul rosso per star dietro ad una strategia espansiva di acquisizioni portata avanti alla fine dello scorso decennio.

Il “groviglio armonioso”, come lo chiamano a Siena, è davvero intricato: Banca, Fondazione Monte Paschi che della banca è controllante, Comune e società senese sono inestricabilmente legati l’uno all’altro. Tutto ciò che si sa è che la banca sta per esplodere, anche se non è lecito sapere con esattezza quale sia la reale situazione del Monte visto che la finanziaria semestrale al giugno 2012 non è ancora stata pubblicata sul sito internet. Fa nulla, i numeri sono noti: secondo il Fatto Quotidiano, dicevamo, “almeno un miliardo di euro”. E poi ci sono i debiti nei confronti dello Stato.

MONTI-BOND - C’erano una volta i Tremonti Bond: i soldi che il governo poteva prestare alle banche ad alto tasso di interesse, vincolandoli alla redistribuzione presso le imprese e il territorio. Se il finanziato fosse stato in perdita, ovvero in mancanza di utili distribuibili, gli interessi non dovevano essere restituiti. Il Monte dei Paschi di Siena aveva emesso Tremonti Bond per un totale di 1,9 miliardi di euro, ma non era stato sufficiente: lo scorso 26 giugno il governo ha approvato, con decreto, una nuova dotazione finanziaria per MpS, fino ad altri due miliardi in Tremonti Bond opportunamente modificati. Sì, perché se al Monte dei Paschi mancheranno utili distribuibili – e salvo miracoli, sarà così – il Tesoro entrerà nel capitale, ovvero il Monte pagherà in azioni il suo interesse.

NAZIONALIZZAZIONE? - Contestualmente all’emissione di questo nuovo finanziamento anche i precedenti Tremonti Bond sono stati sostituiti da questi, nuovi, “Monti-Bond”. E così, alla fine della fiera, il Monte dei Paschi di Siena è esposta verso lo Stato per 3,4 miliardi di euro: scriveva Repubblica che ”si tratta di fatto di una nazionalizzazione dell’istituto visto che in Borsa la banca non vale più di 2,5 miliardi di euro”. Insomma, se alla fine dell’anno il Monte non avrà utili, ”e non sarà in grado di distribuire dividendi né di pagare gli interessi sulle obbligazioni sottoscritte dallo Stato, allora il Tesoro potrà ricevere, recita il decreto, “azioni di nuova emissione per una quota del patrimonio netto (di Mps, ndr) corrispondente all’importo della cedola non corrisposta”. Certo, un passo in avanti rispetto ai Tremonti Bond che non imponevano dalla banca eventualmente insolvente nessun effetto negativo.

 

4 Commenti

  1. pasquale maledetto scrive:

    se nel banco mancano i soldi perchè la magistratura non mette in galera al 41/bis i ladri, mentre si vuole fare il conto di quanto ci costa coprire il buco dei ladri.
    povero totò riina, ladro di polli-

  2. lexdc scrive:

    vorrei far notare che i consiglieri citati sono del vecchio CdA scaduto ad aprile; che “groviglio armonioso” è definizione che il gruppo politico d’affari che ha dominato in Siena usa per citare se stesso e non è un complimento della città a questi signori. Vorrei far notare che il potere politico romano ha deciso di far comprare al Monte Antonveneta; ha lasciato che Mussari e Vigni comprassero 30 miliardi di titoli di stato, ora ridotti a 27, che generano 5 miliardi di perdite: per fare pari, lo Stato dovrebbe prestare a MPS non 3,4 miliardi ma 5 solo per fare pari allo stesso tasso dei BTp decennali che ha la banca in portafoglio e non al 10% speculando sulla rovina del Monte per tutto il tempo che occorrerà a far sparire dalla banca i BTp sottoscritti, alla fine della quale una buona gestione recupererà la liquidità operativa normale della banca. Poi occorrono referenti politici e finanziari diversi da quelli attuali, legati a triplo filo con la politica che ha portato MPS in queste condizioni.

  3. colbertaldo grimaudo daniele scrive:

    propongo di creare un sito,aggiornandolo periodicamente,ove si possa evincere ogni soggetto che in funzione della pro@@pria carica che rappresenta,e ha rappresentato specificando il danno pecuniario e di immagine creato al ns paese e per riflesso alle nostre tasche

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