Interni

Eugenetica ed integralismo cattolico

20 gennaio 2010

E’ di qualche giorno fa la sentenza del Tribunale di Salerno che autorizza una coppia fertile – ma affetta da una gravissima malattia genetica trasmissibile ai figli- a selezionare quegli embrioni che risultano non affetti dalla malattia eliminando quelli malati.
“Diagnosi di pre-impianto” e dal punto di vista medico non fa una piega poiche’ e’ compito della medicina sia la cura sia la prevenzione.  Nel caso di Salerno non si sta parlando di una coppia di genitori che chiede alla medicina di poter avere un figlio biondo o con gli occhi azzurri, ma di poter mettere al mondo un bambino sano non affetto dalll terribile ATROFIA MUSCOLARE SPINALE DI TIPO 1. Si tratta di una malattia che uccide uno ad uno i motoneuroni del bambino paralizzandolo progressivamente sino alla morte che avviene nel volgere di un anno.  La coppia in questione ha gia’ visto morire in questo modo drammatico una loro bimba, ha tentato altre 4 volte di dare alla luce un figlio sano inanellando, invece, quattro aborti terapeutici consecutivi.

TALEBANI NOSTRANI –
Un quadro di dolore e di devastazione psicofisica senza precedenti a cui, saggiamente, il giudice Antonio Scarpa ha deciso di porre termine autorizzando la coppia ad utilizzare cio’ che la scienza oggi e’ in grado di offrire per alleviare una pena cosi’ grande.  La sottosegretaria Roccella , la piu’ fervente ” talebana cattolica“, e’ scesa in campo con una nota durissima, ponendo sul tavolo le limitazioni dettate dalle legge 40 e sollevando un problema etico.  La legge 40 , pero’, riguarda le coppie NON FERTILI mentre la coppia in questione aveva gia’ procreato e quindi, paradossalmente, non rientra nella casistica e nelle limitazioni della legge 40. Basterebbe solo questa evidenza per rendere inapplicabile tale legge al caso specifico ma , comunqe, la Roccella chiama in causa il “diritto alla disabilita’ “. Secondo la parlamentare la disabilita’ non deve essere una discriminante per decidere se un essere umano debba avere il diritto di nascere o no, e fin qui posso essere d’accordo, ma – sempre attenendomi al caso specifico – qui non si parla di disabilita’ bensi’ di una condanna a morte certa come il sorgere del sole.  In natura gli embrioni affetti da questa terribile malattia vanno incontro ad aborti spontanei perche’ sono gli stessi meccanismi genetici a determinarne una selezone naturale.

LA LEGGE BURQA - Nei rari casi di bambini affetti che ce la fanno comunque a nascere, non si avranno quindi dei neonati che, seppur disabili, potranno avere una qualche aspettativa di vita ma degli esseri umani condannati ad una morte breve e dolorosa senza alcuna possibilita’ di appello. Il voler evitare questa sofferenza non ascrive il comportamento dei medici e del giudice nel novero dei tentativi di compiere una sorte di eugenetica di stampo nazista.  Non si sta selezionando alcuna razza ma si sta cercando di dare la possibilita’ di vivere ad un bambino, evitando a tanti altri la tragica fine dell’aborto o della paralisi progressiva.  La Roccella parla di ETICA ma dimentica che questa sua etica non e’ un valore universale, non e’ una legge naturale ma e’ un modo come un altro di interpretare alcuni concetti fondamentali declinandoli all’interno delle proprie convinzioni religiose e sociali.  Prova inconfutabile che l’etica sia un fatto meramente soggettivo e non un valore oggettivo e’ la possibilita’ che essa venga completamente stravolta superando un miserrimo confine geografico.  Le coppie che hanno congrue possibilita’ economiche, gia’ da molti anni si recano in Spagna, in Francia, in Grecia e persino nell’islamica Turchia, per veder rispettato il loro diritto ad una progenie sana.  Quindi l’etica roccelliana e’ affetta da una grave forma di sopravvalutazione in quanto pretende di “governare” le vite altrui sottoponendole ad una logica di comportamento conforme all’ etica cattolica che e’ una delle infinite possibilita’ etiche esistenti.  Per i Testimoni di Geova, ad esempio, non e’ etico farsi trasfondere il sangue altrui ma nessun si sognerebbe mai di universalizzare questo comportamento alla totalita’ degli esseri umani.  La liberta’ dell’individuo e l’ indipendenza della scienza da dogmi fideistici, dovrebbero essere la prima preoccupazione di uno stato laico.  Siamo , insomma, al secolare conflitto tra il libero arbitrio individuale e i condizionamenti religiosi. La legge 40 in fin dei conti assomiglia tanto al burqa delle donne musulmane ne’ piu’ ne’ meno…..eticamente parlando.

6 commenti a Eugenetica ed integralismo cattolico

  1. Ghisabrain

    Mannaggia, l’etica è un valore soggettivo! ma questo significa che è relativo…
    bisognerà farlo sapere in giro..

  2. giuspe

    vedi qui.

    l’argomento non c’entra una benemerita cippa, ma a mio avviso puó aiutare a comprendere che – quando c’é di mezzo la religione – non importa che si parli di evitare sofferenze, denunciare abusi sessuali o evitare sanguinose guerre sul mancato riconoscimento dei Sacri Tarzanelli: NO FUCKING WAY!, rinuncia, fratello.

    si chiama fede perché non c’entrano i fatti.
    si chiamano fondamentalisti perché cianno sempre ragione loro, e sanno cosa é bene per te.

  3. Alessandro

    La Roccella è così cieca e presuntuosa nella sua inossidabile “fede”, da non rendersi conto che, proprio la sua, diventa etica di morte anziché di vita.

  4. gli ex radicali sono quelli che ti fanno domandare perché l’eugenetica non sia obbligatoria per legge

    “Sto ascoltando l’esordio
    del discorso di Silvio Berlusconi al congresso Usa, pronunciato in lingua
    inglese, o almeno questa doveva essere l’intenzione… Torna alla mente,
    ascoltandolo in questa che appare per lui un’improba fatica, l’immortale
    scena di Totò e Peppino a Milano col colbacco, che si rivolgono al vigile
    dicendo: ‘Noio volevàn savuar…’ Così Daniele Capezzone, segretario dei
    Radicali Italiani ha commentato il discorso del Presidente del Consiglio
    italiano al Congresso USA.
    1 marzo 2006

  5. ipazia

    Sbronzo,il vino che bevi tu deve essere di ottima qualità,perché più bevi e più sei lucido nei tuoi giudizi.

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