L’ultimo bollettino economico pubblicato dalla Banca d’Italia offre un quadro a tinte fosche sullo stato della nostra economia e, soprattutto, sulle sue più immediate prospettive. Palazzo Koch, infatti, pur prevedendo una graduale uscita dalla recessione, ha rimarcato nel suo recente rapporto come “la ripresa dell’economia nel prossimo biennio sarà debole, con una forte incertezza legata all’andamento della domanda mondiale e alla debolezza del mercato del lavoro”. Tra 2008 e 2010 l’Italia resta per crescita il fanalino di coda tra i grandi del continente, con aumenti modesti e assai inferiori rispetto a quelli previsti per gli altri più importanti partner (e concorrenti) europei con conseguenze molto pesanti su occupazione e disoccupazione.
La Banca d’Italia ha preso finalmente in considerazione non solo i lavoratori “disoccupati” ma, anche quelli in cassa integrazione e, soprattutto, i cosiddetti “scoraggiati”, cioè coloro che hanno proprio smesso di cercare lavoro a causa della crisi. Il dato complessivo della disoccupazione, di conseguenza, nel secondo trimestre del 2009, è risultato pari al 10,2% anziché al 7,4% “ufficiale”. Quasi il 3% in più, dovuto per l’1,2% alla Cig e per 1,6% al fenomeno dello “scoraggiamento”. Ce ne siamo occupati già in passato riportando una precisa analisi del fenomeno a cura dell’istituto Nens, in cui evidenziammo come “la crisi economica ha indotto molti più all’inattività che alla disoccupazione. Va ricordato come l’Istat considera “in cerca di occupazione” (ovvero disoccupato) chi ha compiuto almeno un’azione attiva di ricerca di lavoro nei trenta giorni precedenti l’intervista. E’ invece classificato come “inattivo” chi non fa parte delle forze di lavoro, ovvero chi non è occupato o in cerca di occupazione”.
E per quanto riguarda la cassa integrazione, come ricordavamo qui nel corso del 2009 si assiste non solo ad un aumento esponenziale delle ore richieste di cassa integrazione, ma al progressivo spostamento dalle richieste di quella ordinaria (crisi momentanea) a quelle straordinaria (crisi strutturale). Un lento scivolamento verso la chiusura delle imprese, come conferma la crescita delle procedure concorsuali e fallimentari, soprattutto quelle di piccola dimensione, la spina dorsale dell’industria italiana.
Non va meglio sul versante del debito e del deficit pubblico. Nel 2009, prevedono gli esperti di Via Nazionale, “l’indebitamento della pubblica amministrazione (deficit pubblico) dovrebbe salire al 5,3% del Pil dal 2,7% dell’anno precedente. Il debito dovrebbe aumentare di circa dieci punti attestandosi al 115,1%” con la concreta prospettiva, aggiungiamo noi, di raggiungere nel 2011 la vetta del 120% del nostro prodotto interno lordo. Anche in questo caso già ce ne siamo occupati, mettendo in risalto come “l’aumento del debito si deve ad un forte incremento della spesa pubblica” ed rimarcando l’auspicio che qualcuno cominci a prendere dei provvedimenti, prima che sia davvero troppo tardi”.




conosciamo la capacità di infiltrarsi dei comunisti quindi perchè meravigliarsi che siano arrivati fino a Bankitalia?
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“Nel 2009, prevedono gli esperti di Via Nazionale, “l’indebitamento della pubblica amministrazione (deficit pubblico) dovrebbe salire al 5,3% del Pil dal 2,7% dell’anno precedente. Il debito dovrebbe aumentare di circa dieci punti attestandosi al 115,1%” con la concreta prospettiva, aggiungiamo noi, di raggiungere nel 2011 la vetta del 120% del nostro prodotto interno lordo.”
[scusate, forse è 2010?]
ma l’unica cosa che cresce in Italia è il deficit pubblico? e con tutti i tagli che fanno come fa a crescere così tanto?
No, Lisa. Manca ancora il dato definitivo dell’Istat sul deficit dell’anno passato (in genere arriva a febbraio-marzo). Rispetto al 2008, in un solo anno, è invece più che raddoppiato, secondo le previsioni di tutti gli organismi accreditati. Del resto, la spesa pubblica è aumentata ancora, anche perché i mille rivoli clientelari continuano a fluire…
Onestamente: le cose che leggo mi fanno inc@@@are perché le confronto con i dati che mi arrivano dal comune e mi confermano che c’è una mancanza di volontà da parte del Governo di contrarre lo sperpero a danno di spese necessarie…
“Ma l’unica cosa che cresce in Italia è il deficit pubblico?”
Sì, assieme alla disoccupazione
“E con tutti i tagli che fanno come fa a crescere così tanto?”
Su queste pagine, io e Pietro lo abbiamo chiesto più volte. Pochissimi altri lo hanno fatto e secondo me questo è GRAVE.
Nessuno finora ha spiegato cosa stia accadendo alla spesa corrente in Italia. E sembra che a pochi interessi….
Noi di G., nel nostro piccolo, continueremo a far presente lo stato di cose.
Un sorriso C.
“Ma l’unica cosa che cresce in Italia è il deficit pubblico?”
No, anche i lettori di G.
(nonostante il calo dell’occupazione)
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