Haiti, i gruppi dell’odio su Facebook e l’indignazione galoppante

15 gennaio 2010

Sono almeno tre i gruppi di Facebook che fanno inorridire i naviganti e si mostrano ancora una volta come utile deterrente alla noia che assale adolescenti e meno adolescenti davanti al pc. Tra tanti messaggi di solidarietà non potevano mancare nemmeno stavolta le pagine create appositamente per creare scalpore sul social network: “Perchè il terremoto in haiti e non in Sardegna” è intitolato un gruppo che aggrega oltre 1.200 iscritti e che sarebbe stato creato – lo ha scritto il fondatore nella descrizione – “contro la volontà divina che ha punito 500.000 persone residenti in uno dei posti più belli del mondo e non ha pensato alla feccia sardignola”. Il solito scherzo, sulla falsariga di quello dei gruppi che odiano cani e bambini.

Circa 1.000, invece, sono gli iscritti di “Haiti? Crepate, luridi terremotati!”, nelle cui info si legge: “Inutile metà di un’isola ancora più inutile, Haiti è un buco di culo di terra che dicono sia stato colpito da una calamità naturale. Siccome non me ne frega un cazzo di quei pezzenti e delle loro disgrazie, possono benissimo andare all’inferno gli abitanti di quel lurido posto che non fanno altro che spillarci soldi da sessant’anni a ‘sta parte. Insomma, peggio dei meridionali o degli abruzzesi”.

Ha generato indignazione tra gli internauti anche un’altra pagina: “Adotta un bimbo haitiano morto”, alla quale sono iscritte 630 persone (probabilmente il nome del gruppo è stato cambiato successivamente, come è successo in altre occasioni). Ecco cosa sostiene il creatore della pagina: “La tremenda tragedia che ha colpito Haiti ha per noi, ricchi occidentali, risvolti straordinariamente positivi: il crollo dei costi d’adozione di bambini morti. Un bambino vivo costa, si sveglia piangente di notte, defeca e urina quando più gli aggrada, vuole giocattoli, e poi devi persino dargli da mangiare! Ma con un bambino morto è tutta un’altra musica! Dorme sempre, non mangia, non ha stupide e noiose pretese. Ora Haiti offre bambini morti in abbondanza! Non perdere questa grande occasione, a prezzi stracciati, di sembrare una brava e ricca persona agli occhi dei tuoi conoscenti! Adotta anche tu un bimbo haitiano morto!”. Ogni tragedia è buona, e i media ci ricascano. Dando la notizia non fanno altro che enfatizzarla ancora una volta. L’indignazione galoppa. Bella forza, è gratis.

4 commenti a Haiti, i gruppi dell’odio su Facebook e l’indignazione galoppante

  1. zoso87

    Ciò che mi lascia perplesso è che la maggior parte dei “feisbucchiani” che hanno dato retta a tali gruppi non conoscano il fenomeno dei Trolls, che appestano i forum e i social network, incrementando commenti sdegnati e iscrizioni, facendo proprio il gioco dei troll.. Inoltre, il messaggero, ovviamente, non si è curato di notare che risultano così tanti iscritti perchè tutti hanno voluto lasciare un insulto al creatore del gruppo, leggendo l’articolo sembra quasi che si siano iscritti per condivisione.. Un’Italia che naviga e non conosce ciò che naviga?

  2. bisogna anche dire che son nati tre gruppo contro tale “Sonia Blasi” che sarebbe l’ideatrice del gruppo: Adotta un bambino haitiano morto”

  3. che tante persone presenti su facebook siano idioti non ci piove ma anche giornalisti e politici che vanno dietro a questi non brillano di intelligenza al pari del leghista che ha presentato questa interpellanza al ministro Gelmini

    http://milano.repubblica.it/dettaglio/leggono-a-scuola-il-diario-di-anna-frank-deputato-leghista-li-denuncia:-pagine-hard/1830061

  4. Daniele Addis

    Quello della Sardegna è l’ennesimo gruppo contro i sardi su facebook e quello che più mi fa incacchiare è che il 99% degli iscritti siano sardi che fanno il gioco di quello che ha aperto il gruppo apposta per farsi insultare e per farsi due risate alla faccia dei gonzi.

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