Gli ebrei contro il Papa: “No a Pio XII beato”

14/01/2010 - Domenica Benedetto XVI sarà alla sinagoga di Roma. Ad attenderlo la forte opposizione della comunità ebraica alla beatificazione di Papa Pacelli. “Pio XII non si oppose alle leggi razziali”, ma “Ratzinger durante la guerra stava dalla parte dei carnefici, Wojtyla

     
 

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Domenica Benedetto XVI sarà alla sinagoga di Roma. Ad attenderlo la forte opposizione della comunità ebraica alla beatificazione di Papa Pacelli. “Pio XII non si oppose alle leggi razziali”, ma “Ratzinger durante la guerra stava dalla parte dei carnefici, Wojtyla da quella delle vittime, non può capire”.

Alla vigilia della visita di Benedetto XVI alla sinagoga di Roma scende il gelo tra la comunità ebraica romana e il mondo cattolico che si riconosce nel Pontefice. Il livello dello scontro lo alza lo storico Gadi Luzzatto Voghera in un intervento pubblicato sul numero straordinario del mensile «Shalom» edito dalla Comunità ebraica di Roma, che sarà diffuso domenica prossima in occasione della visita del Papa.

PIO XII E LE LEGGI RAZZIALI - «La Chiesa di Pio XII non si oppose alle leggi razziali fasciste e anzi nell’agosto del 1943 ne indicò a Badoglio alcune parti come ‘meritevoli di conferma’ (altrettanto aveva fatto a proposito della legislazione antisemita della Francia di Vichy nel 1941)». In un articolo dal titolo: «La storia di un passato che non accenna a passare», si puntualizzano tutti gli elementi di dissenso e di contrasto con il Vaticano sul problema Pio XII. Il numero speciale di Shalom, che esprime comunque in modo chiaro la scelta in favore del dialogo con la Chiesa e in favore della visita di Benedetto XVI alla sinagoga, mette però in luce gli elementi di dissenso che permangano nel dibattito sulla memoria storica. Shalom ospita fra l’altro, nel numero dedicato alla visita del Pontefice, interventi di Gad Lerner, Arrigo Levi e Clemente Mimun. La posizione che prende la Comunità ebraica attraverso la sua rivista è chiaro e netto, e disconosce completamente anche le ipotesi storiografiche più recenti, anche quelle prodotte dal gesuita Peter Gumpel, con il quale comunque non tutti sono d’accordo.

LA VISITA? UN FATTO NEGATIVO – «La visita del Papa alla sinagoga di Roma è un fatto negativo», dice addirittura il presidente dell‘Assemblea rabbinica italiana Giuseppe Laras , che domenica non parteciperà alla storica cerimonia nel Tempio maggiore di Lungotevere De’ Cenci. Un evento, dice, che «non porterà nulla di buono, ma servirà solo ai settori più retrivi della Chiesa». E ha fatto riferimento a «infortuni sul lavoro» di Ratzinger, come la revoca della scomunica del vescovo lefebvriano Richard Williamson e il processo di beatificazione di Pio XII. Poi c’è stato l’ambasciatore israeliano presso la Santa Sede, Mordechai Lewy, secondo cui «l’antigiudaismo cattolico esiste ancora». Riccardo Di Segni, rabbino capo della comunità ebraica romana, che ha voluto fortissimamente l’incontro, ha invece gettato acqua sul fuoco, così come Riccardo Pacifici, il presidente.

RATZINGER DALLA PARTE DEI CARNEFICI - Ieri era stata la volta del rabbino capo di Tel Aviv, Israele Meir Lau. Il rabbino aveva chiesto, in un’intervista rilasciata a Sky, al Pontefice di non santificare papa Pio XII. “La scelta in sé di compiere un ulteriore passo avanti verso la beatificazione definitiva di Pio XII, la vedo con grande sospetto e stupore e sono sorpreso per la decisione di questo Papa“, ha detto Israel Meir Lau. “Non posso dare giudizi o voti su un uomo ancora vivo perché un domani può fare o dire cose diverse dal passato – ha aggiunto il rabbino capo riferendosi a Papa Ratzingerposso soltanto dire che Giovanni Paolo II ha vissuto la Shoah dalla parte delle vittime, mentre Benedetto XVI ha passato la seconda guerra mondiale dall’altra parte della barricata e questa può essere una grande differenza“. Una dichiarazione molto pesante, che però non aveva avuto molta eco.  A proposito della visita del Papa alla sinagoga di Roma, Lau ha comunque specificato: “Accolgo e benedico la visita di Papa Benedetto XVI alla sinagoga di Roma. Per lui è la seconda visita, dopo la sinagoga di Monaco, e la saluto come evento molto positivo“.

     
 

3 Commenti

  1. ipazia scrive:

    Qualche tempo fa ho sentito,in una conversazione privata,sostenere che l’attuale pontefice,nel 1945 (Aveva 18 anni)è stato catturato dagli americani con in dosso la divisa dell’esercito tedesco (Del fatto si dice che esistano documentazioni fotografiche)mentre difendeva il sacro suolo della patria nazista,ma sicuramente si tratta di ignobili supposizioni.Per quanto riguarda invece Pio XII,essendo costui stato uno dei più feroci anticomunisti della storia,tutti sanno che da nunzio apostolico a Berlino favorì con tutti i mezzi a sua disposizione l’avvento al potere di Hitler,con l’obbiettivo di scagliarlo contro l’Unione Sovietica.Il demone,evocato,percorse poi altri sentieri prima di imboccare quello desiderato.

    • redmail scrive:

      Io son cattolico e miei nonni ebrei sono stati protetti dai Gesuiti. Quindi la Chiesa per quel che riguarda la mia famiglia se son qui che scrivo lo deve alla Compagnia di Gesù. E a Cristo. Di quello che dicono i Rabbini mi frega molto poco.

  2. da: LA RELIGIONE CHE UCCIDE
    COME LA CHIESA DEVIA IL DESTINO DELL’UMANITÀ

    http://alessiodibenedetto.jimdo.com/novita-2010/
    http://www.macroedizioni.it/libri/la-religione-che-uccide.php
    http://www.macroedizioni.it/libri/la-religione-che-uccide.php

    Il già nominato vescovo di Vienna Hudal, uomo di fiducia di Pio XII, nel settennio1947-‘52, organizzò anch’egli con fede incrollabile la fuga dei nazisti verso le Americhe, il Medio oriente e l’Oceania, servendosi delle diocesi, conventi, strutture missionarie per il disbrigo delle “pratiche di fuga”, in stretta collaborazione con funzionari pubblici, lautamente ricompensati con l’oro rubato dalle SS alle loro vittime e depositato presso le banche svizzere! Questo compito egli lo svolse per incarico del Vaticano. Durante gli anni ‘50 e ‘60, molti di loro sono rientrati in Germania e sono andati ad occupare, sotto mentite spoglie, posti politici nella CDU (La democrazia cristiana tedesca) nonché nella CSA (L’unione sociale cristiana). Anche i criminali fascisti croati furono sottratti alle loro responsabilità con la giustizia internazionale da padre Krunoslav Draganovic, segretario dell’Istituto Croato di San Girolamo, il quale, con spirito cristiano fece fuggire il dittatore croato Ante Pavelic come anche Binalovic Sakic, capo del campo di concentramento di Jasenovac, ove furono trucidati – con ogni mezzo – migliaia di cristiani ortodossi e Rom. Sembra che ben 7.250 croati si rifugiassero in Argentina, fra cui i peggiori criminali di guerra, insieme con più di 5.000 capi nazisti e 30.000 fascisti

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