Haiti, l’evangelista: “Il terremoto è colpa del demonio”

14/01/2010 - di

Secondo il telepredicatore Pat Robertson, il sisma è frutto di un patto col diavolo stipulato dagli abitanti dell’isola per liberarsi dai francesi. Intanto arrivano le prime testimonianze dei disastri provocati dal sisma e delle condizioni disperate della popolazione. Evidentemente non

Secondo il telepredicatore Pat Robertson, il sisma è frutto di un patto col diavolo stipulato dagli abitanti dell’isola per liberarsi dai francesi. Intanto arrivano le prime testimonianze dei disastri provocati dal sisma e delle condizioni disperate della popolazione.

Evidentemente non basta il terremoto. Tra le disgrazie che hanno colpito Haiti in questo periodo bisogna anche annoverare l’attenzione riservatagli da Pat Robertson, notissimo (in Usa) telepredicatore evangelista del Christian Broadcasting Network “The 700 Club”.

MALEDIZIONE DIVINA - Secondo Robertson, il terremoto che ha devastato il paese provocando 100mila morti è il frutto di una maledizione derivata da un patto con il diavolo. Il telepredicatore indossa i panni dello storico per raccontare qualcosa che “è accaduto tanti anni fa ad Haiti, e di cui la gente non ha tanta voglia di parlare. Il popolo subiva la dominazione francese, avete presente Napoleone III? Ecco. Allora gli haitiani chiamarono il diavolo e gli dissero che sarebbero stati servi suoi se lui li avesse liberati dalla Francia. Il diavolo disse ‘Ok, it’s a deal’, e da quel giorno nulla fu più come prima“. Robertson dice che dal momento dell’addio dei francesi il paese è stato colpito da disgrazie una dietro l’altra, e fa il paragone con la Repubblica Domenicana: “Fateci caso: l’isola di Hispaniola è tagliata in due, metà è Haiti e metà Repubblica Domenicana. Quest’ultima vive in prosperità, ha risorse, forte; Haiti si trova in condizioni di disperata povertà“. Qualcosa vorrà pur dire, sembra pensare Robertson, il quale, poi, invita gli americani a pregare per gli haitiani, perché “ne hanno bisogno“. Le parole di Robertson hanno provocato le proteste dell’ambasciatore di Haiti negli Stati Uniti, Raymond Joseph, che ha ricordato le circostanze storiche che hanno portato alla libertà del paese.

I DANNI DEL SISMA – Intanto, mentre i sopravvissuti del terremoto di magnitudo-7 si accingono a trascorrere una seconda notte per le strade, il presidente haitiano René Préval ha dichiarato che il grado di distruzione causato dal sisma è stato “inimmaginabile“.Si teme siano morte oltre 100.000 tra cui almeno 16 membri della missione di pace delle Nazioni Unite. “Il Parlamento è crollato“, ha detto Préval L’ufficio delle imposte è crollato. Le scuole sono crollate. Gli ospedali sono crollati. Ci sono un sacco di scuole piene di cadaveri. “Inoltre molte prigioni sono state distrutte e i detenuti sono fuggiti, aggiungendo caos al caos”. E sono arrivate alcune testimonianze da blog e twitter dei disastri del sisma; il missionario Troy Livesay dice che “Quando il terremoto è iniziato ci sono voluti molti secondi,per capire che stava accadendo. La casa ballava avanti e indietro in un modo che non posso nemmeno descrivere. Sembrava finto. Sembrava di essere come in un film. Tutti gli oggetti in casa cadevano. Sembrava che il mondo stesse per finire. Non so perché io e tutti i miei figli dormiamo nei nostri letti adesso. E’ una sfida alla logica che noi siamo stati risparmiati, mentre migliaia di altri sono morti “. Pooja Bhatia, borsista presso l’Istituto Current World Affairs, descrive quanto poche siano le risorse in mano ai medici in seguito al terremoto. “La notte del terremoto, il mio fidanzato, che lavora per la Croce Rossa Americana, e io ci siamo presi cura di centinaia di haitiani che vivevano nella baraccopoli costruita sulla collina “, “Le ferite che abbiamo visto erano troppo gravi per le poche garze e il disinfettante che ci hanno fornito:abbiamo dovuto curare fratture craniche, fratture scomposte con ossa e tendini usciti dalla pelle, e recuperare pezzi di corpi dispersi. Alcuni moriranno nei prossimi giorni, ma per la maggior parte sono stati fortunati”. Chris e Leslie Rollings, direttori della organizzazione umanitaria Clean Water for Haiti dice che i suoi volontari hanno descritto sul loro blog come si sono sentiti dopo l’accaduto:”Nel momento in cui abbiamo potuto sederci e parlare un pò, la notte scorsa, ciò che è stato raccontato ha commosso tutti; ” Dopo aver salvato una ragazza sotto le macerie abbiamo scavato ancora e ne abbiamo trovato un’altra. Abbiamo fatto tutto il possibile con quello che avevamo e la poca luce ma non riuscivamo a tirarla fuori. Sapevamo il suo nome. Non c’era nessuno intorno per aiutarci e arrivavano continue scosse di assestamento. Si stava facendo buio e non potevamo far nulla e ci si spezzava il cuore“.

LE CAUSE DEL DISASTRO – Il disastro in corso ad Haiti non è solo il risultato di un devastante terremoto, secondo l’ex addetto alle relazioni estere per Clinton David Rothkopf . Piuttosto, ha radici profonde nella sua “sventura atavica” e resenta un fallimento da parte della comunità internazionale e, in particolare, del suo vicino più grande e più ricco, gli USA. Rothkopf ha detto che, nonostante i tentativi iniziali per aiutare Haiti nel 1990, il calo d’interesse e “calcoli politici“, comprese le decisioni di concentrare le risorse e le truppe in Iraq e in Afghanistan, da parte degli Stati Uniti e altre nazioni ha lasciato Haiti povera e instabile. “Migliaia sono i morti“, conclude, “A causa della negligenza spietata di un paese che vive tranquillo avendo come vicino di casa uno dei paesi più poveri del mondo.” Matteo Yglesias, collaboratore del Daily Beast ha sottolineato che, mentre Haiti è visto come un paese senza speranza per la sua povertà e l’instabilità politica, la nazione stava facendo i progressi enormi negli ultimi anni. “Nessuno si rende conto che il terremoto è avvenuto in un periodo in cui ad haiti si cominciava a nutrire un pò di fiducia. Prima che il sisma arrivasse, Tyler Cowen stava scrivendo su questo osservandoo che ‘Nel corso dell’ultimo anno le esportazioni di Haiti sono aumentate del 23 % e l’economia del paese è destinata ad aumentare a un tasso del 2,4 %, divenendo insieme alla Guyana, l’unico paese nei Caraibi con una crescita economica “. L’ex presidente e inviato speciale delle Nazioni Unite ad Haiti Bill Clinton ha invece incoraggiato gli americani ad aiutare Haiti anche con l’invio di generi essenziali come cibo, acqua e medicine. “La ricostruzione sarà un processo a lungo termine,” ha detto “Esorto a non rinunciare a Haiti, come ad una causa persa, perché si può ottenere qualcosa attraverso questa tragedia, ed è ancora più importante ora che abbiamo la volontà del popolo haitiano e del governo, Gli Usa possono aiutare Haiti divenendo un partner in grado di liberarlo da 200 anni di miseria”.

5 Commenti

  1. Snak e Gnola scrive:

    Ciao ciao, benvenuti da Snak e Gnola, se stai cercando il Signore, se ti senti sola, se stai soffrendo, devi trovare il Signore prima che lui trova te…

  2. Gianni scrive:

    Come spesso accade in queste tristi occasioni, si devono sentire le stupide dichiarazioni del predicatore di turno. Non riusciremo mai a liberarci dagli imbecilli.

  3. samuele scrive:

    beh, questo fa il paio con “Il Giornale”

    Haiti, catastrofe dell’anticapitalismo

    link:
    http://www.ilgiornale.it/interni/haiti_catastrofe_dellanticapitalismo/14-01-2010/articolo-id=413567-page=0-comments=1

  4. iliade 46 scrive:

    Come tutti i fascisti,anche questo signore è un emerito analfabeta:che ci azzecca,infatti, Napoleone III?

  5. Pingback: Muoiono i soldati: è colpa dei gay

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