di Abramo Rincoln (Abr)
postato alle 12:31 del 12 Settembre 2008 in CulturaTorna alla home

I regolamenti restrittivi limitano solo gli onesti, che così diventano indifesi. E allora perché i cittadini non dovrebbero possederne, per difendersi da soli?

Controcorrente è la rubrica periodica - piaccia o meno – di riflessioni abr-asive su argomento a piacere del noto “pessimo elemento” Abr. Lettura raccomandata dai migliori specialisti in disintossicazione dal pensiero predigerito e rigurgitato dal mainstream “progressive”. Warning: può causare allergie, sonnolenza e dare assuefazione.

Questa settimana a gentile richiesta andiamo controcorrente sul tema guns. Alcuni commenti al precedente post sulla Palin esprimevano bene lo sconcerto con cui qui da noi mediamente si guarda a una mamma iscritta alla National Rifle Association che adora sparare ai caribu’ per fare lo spezzatino alla famigliola. Aprivano la strada a qualche considerazione politicamente scorretta e disallineata, di quelle che piacciono tanto al vostro Abr.

CONSENSO E IDENTIFICAZIONE -
Proprio Gramsci – l’italiano piu’ tradotto al mondo dopo Dante e Machiavelli, pensa un po’ - suggeriva che una delle principali chiavi del successo politico fosse l’identificazione tra rappresentante e rappresentato. Questo, oltre a dar conto di quanto poco conti il supporto vociante di Hollywood tutta per Kerry prima e Obama poi, ci consente di entrare a bomba, o meglio a “fucile”. Sarah e’ una orgogliosa detentrice di armi personali, per caccia e (presumo) per difesa. In questo e in molto altro non e’ come ci fanno credere, un cattivo esempio: e’ esattamente e gramscianamente come la sua gente, l’americano medio del MidWest, del South, del West non urbano. In tutta Europa invece vige il “disarmo” e pratiche buro-fisco-vessatorie volte a scoraggiare il possesso e peggio il portare un’arma con se’ (moduli, bolli, versamenti, denunce, idoneita’, autorizzazioni dalla PS, limitazioni etc.).

I PROMESSI SPOSI -
Assuefatti al “pericolo” da cui veniamo preservati dalla graziosa e disinteressata protezione dello Stato (“La vostra protezione?!” grida Fra’ Cristoforo a Don Rodrigo), noi troviamo estremamente difficile comprendere ‘sto gran spiegamento di armi americano, e alla fine imputiamo ad esso i livelli di criminalita’ e di omicidi decisamente superiori ai nostri. La poco “corretta” realta’ e’ ovviamente ben diversa: innanzitutto non e’ difficile rendersi conto che i regolamenti restrittivi limitano solo gli onesti, che alla fine rimangono indifesi; mentre un mafioso, un agente segreto o un criminale qualsiasi non si fa mai scrupoli di leggi e regolamenti. Clamoroso al proposito fu il massacro al Virginia Tech nel 2007: in Europa (e anche in America) si enfatizzo’ che un giovane depresso si fosse potuto armare fino ai denti compiendo una strage di ragazzi nel suo campus; dall’altro lato si sottolinea invece che là esattamente come in Europa: armi a un pazzo riconosciuto non si danno, ma là come in Europa, se uno se ne frega dei divieti prima o poi si procura quello che vuole; inoltre il regolamento del campus chiuso alle armi ha limitato fatalmente le possibilita di autodifesa e quindi di limitare i danni. Non si vuol dire che le regole in se’ danneggino gli onesti, ma le regole stupidamente proibizioniste sì, ‘che tanto i pazzi e i disonesti non le rispettano…

LA LIBERTA’ E’ UNA BELLA COSA… - Pazzi a parte, premesso che nessun delinquente si arma mai a cuor leggero - infatti un conto e’ rischiare qualche mese di galera per furto, altro e’ beccarsi dieci anni per rapina a mano armata, se non una fucilata in faccia - non va negato che, nella frazione di malavitosi oramai “persi”, confrontarsi con civili mediamente armati provoca nei soggetti una predisposizione al “prima spara poi chiedi”; ma non e’ questa la causa primaria degli alti tassi di omicidi e di criminalita’: lo sono prima di tutto le megalopoli e le gang imbevute di droga, oltre che una “soglia d’omicidio” tradizionalmente piu’ bassa in tutto il Continente americano che non da altre parti, cosa stranamente vera sin da prima dell’arrivo di Colombo (la qual cosa aprirebbe riflessioni esoteriche poco pertinenti al tema, per cui sorvoliamo). L’aspetto che a noi europei tipicamente sfugge e’ un altro: non sono gli Usa ad aver improvvidamente “liberalizzato” le armi, siamo noi ad aver perduto una liberta’, quella di armarci e quindi di difenderci e anche perche’ no eventualmente di ribellarci. Se nel Medioevo infatti la pratica delle armi (spada, arco, squadroni di picchieri o cavalieri) richiedeva formazione continua ed esercizio per tutta la vita utile, ed esisteva quindi una classe distinta e preposta alla guerra (i nobili, i mercenari), l’invenzione delle armi da fuoco, la loro facilita’ d’uso e la loro rapida diffusione “democraticizzarono” la disponibilita’ di forza sul territorio. Come risultato, il Monarca nel frattempo divenuto Assoluto proibi’ formalmente al popolo di possedere armi, al fine di detenere il controllo della forza sul territorio, limitando rivolte e brigantaggio. Oggi il Sovrano non c’e’ piu’, al suo posto e’ subentrato lo Stato ma la situazione non e’ cambiata: lo Stato s’e’ preso dal Monarca la Forza Armata senza dirci nulla, senza prendersi alcun impegno riguardo a un qualche livello minimo di servizio di difesa garantito ai cittadini in cambio alla rinuncia alla autodifesa individuale e dei propri cari, diritto primario almeno quanto quello alla vita e alla liberta’. E allora che razza di contratto (sociale) e’? Chi czz… l’ha firmato?

UN PO’ DI STORIA -
Anche il diritto individuale degli americani ad armarsi risale a molto tempo fa. La prima cosa che fece l’esercito inglese alle prese con la ribellione delle Colonie Americane fu ovviamente di disarmare le milizie locali. A indipendenza acquisita, tale trauma era cosi’ vivo da divenire elemento fondante dello stesso federalismo all’americana: la Costituzione volutamente “scarna” per devolvere gran parte dei poteri e dei regolamenti agli Stati, venne “emendata” per imporre agli Stati un set minimo ma irrinunciabile e immodificabile di diritti individuali, i primi dei quali furono il Bill of Rights (Primo Emendamento: liberta’ di religione, di parola, di protesta e di stampa) e a ruota il diritto individuale ad armarsi (Secondo Emendamento), scritto dal futuro presidente Madison: “Essendo necessaria alla sicurezza di uno stato libero una ben regolata milizia, il diritto del Popolo di detenere e portare armi non sarà violato (da nessuno Stato degli Usa, ndr)”.  La giurisprudenza chiarisce da subito che “la milizia ben regolata”, un obiettivo superato dopo la nascita della Guardia Nazionale, non inficia il diritto individuale di tutti i cittadini, che vale a prescindere.  Sino ad arrivare alla recente sentenza della Corte Federale dello scorso giugno, in cui si condanna il Columbia District (dove sta Washington) per aver emesso regolamenti volti a limitare il diritto dei cittadini di tenere pistole in casa.

LAST BUT NOT LEAST…OBAMA - La strada dei “regolamenti locali” stroncata dal pronunciamento di giugno e’ la via imboscata che alcuni tentavano di perseguire per limitare diffusione e uso delle armi. Tra questi Obama: ammette l’esistenza di un diritto costituzionale individuale a possedere armi di autodifesa (grazie Obama, ma e’  gia’ garantito dalla Corte Suprema), pero’ propugna non chiari regolamenti statali restrittivi, peraltro resi impraticabile dalla citata sentenza. Boh .. Come nel caso Sud-Ossetia, secondo Obama da risolvere “dall’Onu” (peccato che la Russia goda li’ di potere di veto), sara’ il caso che qualcuno gli spieghi come stanno veramente le cose …

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