Forse nemmeno la stessa Vergine Maria (che pure sembra aver avuto il suo bel da fare in qualità di promoter delle proprie apparizioni alle pastorelle di mezza Europa) potrebbe vantare la medesima, certosina cura dell’immagine mediatica di Padre Pio da Pietralcina.
Dai muschi parietali delle cantine abruzzesi alle voglie purpuree di neonati bercianti, finanche alle incrostazioni di calcare nel sottobordo dei water, il suo grugno accigliato è comparso su ogni supporto policromo immaginabile; stupisce che non si siano ancora ricercate tracce del suo passaggio anche sulla Sindone, ma pare che la gara d’appalto dell’immaginifico lenzuolo sia stata vinta da qualcuno ch
e aveva conoscenze più in alto.
TURISMO RESPONSABILE - Evidentemente, tuttavia, il popolo della querula italietta ha gusti più raffinati di quanto i dati d’ascolto di Maria De Filippi lascerebbero presupporre. Non paghi di fugaci apparizioni-lampo e muffe confuse sui muri di provincia, le alte gerarchie ecclesiastiche hanno infatti deciso di ostendere (si dice così) il corpo stesso del frate, o quel che ancora ne rimaneva dopo quarant’anni di eterno riposo e relativa decomposizione. Riguardo all’opportunità di una simile operazione sono stati versati i paradigmatici fiumi di inchiostro, sicché risulta superfluo pretendere di fornire una panoramica esauriente delle varie opinioni in gioco. I dati, del resto, si commentano da soli. Decine di migliaia di pellegrini in marcia per sostare pochi minuti davanti al cadavere, con tanto di apposito numero verde (0882 417500, nel caso foste interessati) per evitare code moleste, ed avere la certezza di poter partecipare senza intoppi all’evento. Chi scrive non ha avuto occasione di introdursi nella cripta ed esaminare de visu il celebre corpo. Né, presumibilmente, lo farà nei mesi a venire. Quanto osservato in televisione, sui giornali e su Youtube, tuttavia, è più che sufficiente a provocare un moto di neanche tanto sottesa inquietudine. E, si badi, non certo perché si tratta di un uomo morto, giacché la linea marcatamente gothic-horror del Cristianesimo di massa ci ha svezzati da secoli a tollerare stimmate, reliquie smembrate, corone di spine, piaghe putrescenti, ginocchia sanguinanti e scarnificazioni assortite.
ESTETISMI - Si tratta piuttosto di un’inquietudine di carattere quasi esclusivamente estetico, laddove con questo termine si intenda, etimologicamente, l’aspetto percettivo e sensoriale delle cose. L’”oggetto” esposto nel pomposo catafalco in marmo e cristallo, non assomiglia per niente al corpo di un uomo morto da quarant’anni: è invece confondibile alla perfezione con uno delle centinaia di immagini pseudo-votive componenti il variegato merchandising che da decenni ruota attorno al culto di Padre Pio. Oggetti di una bruttezza e di uno squallore tale da superare ampiamente qualsiasi forma di kitsch, per raggiungere piuttosto il livello dell’aggressione visiva, del vero e proprio insulto. Quale differenza intercorre infatti tra l’assurdo mascherone di silicone pittato come il viso fatiscente della Lollo, e una qualsiasi delle immagini in quadricromia che infestano portachiavi, candelotti, padelle, e chi più ne ha più ne metta? Quale differenza tra questo e questo?
UN’OFFESA ALLA RELIGIONE? - E’ ben noto, del resto, che la bellezza non ha mai fatto parte di quello che, con una vena di insopportabile e snobistica condiscendenza, viene definita “religiosità popolare”. Singhiozzano e sanguinano solo le madonne di plastica trasparente simil-Swarovski e i cristi crocifissi sulle piastrelle, mica le pale d’altare del Bellini. Che quelle, per vederle eventualmente piangere, toccherebbe pagare il biglietto del museo. Definire questa forma di feticismo necrofilo come “religiosità popolare” sembra francamente una volgare offesa rivolta sia alla religione, sia al popolo, se ancora ne esiste uno. I difensori dell’iniziativa di cui sopra giustificano simili operazioni facendo continuo appello ai moti “spontanei” della devozione
povera, ignorante ma allo stesso tempo animata da genuina spiritualità. Ci casca anche Vittorio Messori, che pure è storico di eccellente caratura, in un recente articolo sul Corriere della Sera. E non c’è dubbio che di fenomeno “popolare” si tratta, così come secoli fa erano “popolari” i culti dei santi in età paleocristiana, i pellegrinaggi a Santiago e le crociate dei pezzenti: eventi di massa in cui il “popolo” partecipava sì, ma non certo per decisione immediata e “spontanea”, quanto piuttosto per mediazione diretta o indiretta da parte di coloro il cui status sociale e la cui superiore cultura concedeva la possibilità di scegliere per i fedeli, e di dirigere il loro senso del sacro. Non è casuale, del resto, che nel corso dei primi secoli del Cristianesimo la Chiesa di Roma vietasse tassativamente di smembrare le reliquie dei santi: la semplice decisione (non certo “popolare”) di spostare un ossicino da una chiesa ad un’altra permetteva di direzionare flussi inimmaginabili di pellegrini, nonché tutti gli annessi commerciali ed economici da sempre sottesi a questi fenomeni.
Pretendere che l’ostensione del cadavere siliconato di Padre Pio sia frutto della volontà religiosa del popolo, pare davvero una crudele ipocrisia qualunquista. Fossi cattolico, sarei davvero furioso.
(L’immagine di apertura è tratta da Malvestite)
























Mi ritrovo nell’articolo, soprattutto in questa frase: “Fossi cattolico, sarei davvero furioso.”
E a giudicare dalle folle in coda e dall’audience di questi “eventi” mediatici, ha ragione chi dice che in Italia c’è davvero una crisi della fede. Solo che chi lo dice spesso è l’organizzatore di questi eventi.
Fenomenologia di un culto al silicone : Giornalettismo…
Forse nemmeno la stessa Vergine Maria (che pure sembra aver avuto il suo bel da fare in qualità di promoter delle proprie apparizioni alle pastorelle di mezza Europa) potrebbe vantare la medesima, certosina cura dell’immagine mediatica di Padre Pio …
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Ovviamente sfondi una porta aperta. Fossi cattolica, sarei, più che furiosa, disperata
Non capisco proprio come il Papa possa vedere peccati da tutte le parti, ma in questo caso nessuno; e nemmeno capisco come si possa uccidere un uomo morto (glielo hanno chiesto a suo tempo, a Pio, se voleva essere disseppellito e manipolato?)
Penso non ci sia nulla da aggiungere: articolo che ricalca perfettamente la mia opinione in proposito. Non avevo mai pensato al fatto che sangunamenti & Co. fossero prerogativa di statue di basso valore e non di famosi dipinti…forse (cattolicamente) si può spiegare col fatto che solo con oggetti “umili” si ha il privilegio di vedere questi fenomeni…si ma, e allora il Vaticano? Pieno di ori e oggetti preziossissimi? Mah…
bah, cosa dire dei tuoi articoli banali tutti mirati a quel che va in voga, di gia’ sentiti nell’ignoranza volgare, l’importante e’ parlare ma alla fine, pur se fossi ateo preferirei un santino alla tua squallida pagina ricca di altrettante cazzate x dimagrire… hai ragione solo sul fatto di fare “giornalettismo”
sono cattolico e non sono furioso, ma solo per estrema stanchezza, sono spaventato per tanto accanimento post morte fisica
ma il vero miracolo è che nonostante tutte queste scemità, io continuo a credere e ad essere cattolico
questi sono i veri miracoli e chi li vuol vedere li vede, non occorre frequentare tazze di cesso o cantine abruzzesi……
eppoi Padreppie ed io,,,,ma questa è un’ altra storia