Economia

Pensionati gabbati: nessun aumento nel 2010

13 gennaio 2010

Poiché l’anno scorso si è avuto un incremento non dovuto dello 0,1%, quest’anno è già scattato un conguaglio negativo pari all’1,3%. In sostanza, i pensionati non constateranno alcuna crescita o, addirittura, vedranno ridursi l’acconto mensile di qualche decina di euro rispetto a dicembre 2009.

I pensionati se ne stanno accorgendo proprio in questi primi giorni del mese di gennaio. La prima rata dell’anno della propria pensione è, sostanzialmente, la stessa, se non addirittura inferiore a quella dell’anno scorso. Infatti, a causa dell’automatismo che regola gli aumenti di pensione su base annua, quest’anno, a decorrere proprio dal primo gennaio 2010, l’incremento programmato è stato solo dello 0,7% al quale, però, va detratto un debito (0,1%) nei confronti degli enti di previdenza. In sostanza, si è tratta dell’aumento più basso mai registrato da quando la perequazione automatica è a cadenza annuale, cioè dal 1996.

PENSIONI PIÙ DIGNITOSE - Ve lo ricordate? Era uno dei tanti slogan che comparivano sotto il capoccione di Silvio Berlusconi nei suoi celeberrimi manifesti 6×3. Nella campagna elettorale del 2001, in particolare, Silvio Berlusconi, in occasione della stesura del famoso “contratto con gli italiani” nello studio televisivo di Porta a Porta, prese il solenne impegno con gli italiani di portare tutte le pensioni minime ad una rata mensile di almeno un milione al mese (516 euro). Impegno che alla trasmissione radiofonica Radio anch’io, del 9 Aprile 2008, sostenne di aver mantenuto: “1.850.000 pensionati cha hanno avuto un aumento della pensione a 500 e passa euro“. In realtà, i pensionati che nel 2001 non giungevano alla soglia del “milione al mese” erano molti di più. Oltre sei milioni. Non solo. A percepire l’aumento furono meno di 1.600.000 poiché bisognava anche avere almeno settanta anni e disporre di un reddito familiare inferiore a determinate soglie, che tenevano conto anche del reddito dell’eventuale coniuge, e di altri redditi diversi dalle pensioni quali per esempio gli interessi sui depositi postali o su titoli di Stato. Un conto aperto (a saldare), evidentemente, quello aperto del cavaliere con i pensionati che, pure, rappresentano uno dei suoi zoccoli duri elettorali. Infatti, anche quest’anno, milioni di pensionati si ritroveranno con le briciole se non addirittura con le mosche in mano. In un caso, specifico, quello delle cosiddette “pensioni di vecchiaia”, secondo quando sostiene il quotidiano economico Il Sole 24 ore, con l’entrata in vigore dei nuovi coefficienti per i calcoli dei trattamenti, si sono verificati persino riduzioni sensibili, con cali che vanno dallo 0,8 al 3,7% delle pensioni. Secondo i calcoli del quotidiano di Confindustria, infatti, un lavoratore dipendente che nell’ultimo anno di lavoro ha avuto un reddito di 40mila euro e che, con vent’anni di contribuzione, dal primo dicembre ha diritto a una pensione di 16.104 euro, dal primo gennaio 2010 si vedrà ridotto il trattamento a 15.531 euro annui. Ma non va meglio nemmeno agli altri pensionati. Con un decreto interministeriale (Economia-Lavoro) del 19 novembre, pubblicato nella G.U. del 1° dicembre, l’aumento programmato risulta pari allo 0,7% in più della cosiddetta perequazione automatica delle pensioni 2010. Siccome il precedente aumento era risalente al gennaio 2009 in misura provvisoria del 3,3%, poiché calcolato sulla base dei dati dell’inflazione al settembre 2008 mentre, poi, l’indice effettivo (registrato a dicembre 2008) si è poi attestato al 3,2%, si è determinato nel 2010 un debito (0,1%) da parte dei pensionati nei confronti dei loro enti di previdenza.

PRESI PER I FONDELLI -Un Governo, debole coi forti (basti pensare alla gestione dello scudo fiscale) ed inesorabile fino al ridicolo coi deboli, deve ascoltare le rivendicazioni sindacali che riguardano innanzitutto la riduzione del carico fiscale che grava sui lavoratori e sui pensionati“. E’ quanto affermano in un comunicato congiunto i sindacati dei pensionati Fnp-Cisl, Spi-Cgil e Uilp-Uil, che denunciano l’ormai drammatica erosione del potere d’acquisto di salari e pensioni. Con dei sistemi di adeguamento al potere d’acquisto totalmente da rivedere e che incidono pesantemente sui redditi degli italiani. “Le pensioni nel 2010 – affermano i sindacati – aumenteranno dello 0,7 per cento. Tale aumento corrisponde alla variazione percentuale degli indici dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati nel periodo da gennaio a settembre del 2009; per i mesi di ottobre, novembre e dicembre è stato utilizzato un indice pari a quello di settembre“. E ancora: “le pensioni minime si incrementeranno da 458,20 euro mensili del 2009 a 460,97 euro del 2010: 9 centesimi in più al giorno. Invece le pensioni da mille euro al mese aumenteranno di ben 23 centesimi al giorno: 23 centesimi soggetti a tassazione, per cui, malgrado le promesse, aumenterà la pressione fiscale sulle pensioni“. Riflessioni amare che non sono purtroppo le uniche. “Occorre ricordare che già oggi, secondo l’Ocse, in Italia le pensioni sono tassate in misura doppia rispetto alla media europea“, aggiungono i tre sindacati. L’effetto più evidente è che l’importo della rata di pensione in pagamento nel mese di gennaio 2010 sarà inferiore alle rate riscosse nei mesi precedenti. Infatti, “l’aumento provvisorio sulle pensioni del 2009 è stato calcolato al 3,3 per cento. L’accertamento definitivo, a parere del Governo, lo ha ridotto al 3,2%. Bisogna quindi restituire lo 0,1 mensile riscosso indebitamente. A gennaio – concludono Fnp-Cisl, Spi-Cgil e Uilp-Uil – verrà quindi calcolato su ogni pensione italiana un aumento dello 0,7% e una diminuzione dell’1,3% (pari allo 0,1 per 13 mensilità) e tutti riceveranno di meno. Invece per calcolare l’ammontare della rata mensile di pensione, a partire dal febbraio 2010, occorre innanzitutto diminuire la pensione mensile del 2009 dello 0,1% ed aumentare il risultato ottenuto dello 0,7%“.

12 commenti a Pensionati gabbati: nessun aumento nel 2010

  1. L’informazione c’è, ma l’”informazione di Stato” si guarda bene da dare i “particolari” delle notizie che fanno la differenza…E’ la toeria della “mancata verità” che evidentemente funziona. Anche in materia di pensioni.

    La cosa preoccupante è che l’opinone pubblica di centrodestra, composta da milioni di persone che immagino sicuramente non ricche, sicuramente oneste e sicuramente pensanti si ostina anon voler vedere i torti e gli errori del governo.

    Mica dico cambiare orientamento elettorale, ma almeno criticare le cose sbagliate: si può votare centrodestra e dire che sul tale argomento o sul talaltro il governo si sbaglia.
    Invece si preferisce difendere a priori o accusare di “disfattismo” chi critica.

    Un sorriso

    C.

    • Ricordo di aver letto un sondaggio secondo il quale il 70% degli elettori del pdl è “proletariato”. Pensionati, lavoratori dipendenti e casalinghe. Questa gente si è accorta che con questo governo non paga meno tasse e non guadagna nemmeno un euro più in stipendi, salari e pensioni?

      • E’ questo che mi chiedo….
        e mi chiedo anche se è così, quanto ci metteranno ad incavolarsi. Non dico a cambiare orientamento elettorale…a incavolarsi.

        ^_^

        C.

        • lelith

          la risposta penso sia nell’attuale tasso di popolarità di berlusco silvioni: alla faccia di ogni ragionevolezza resta comunque l’uomo politico con maggiore consenso.

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  4. Pocho

    Magari sono io che non ho ben capito..
    Secondo quanto scritto nell’articolo, sembra che la colpa di questo mancato aumento o addirittura diminuzione, sia colpa di Berlusconi..
    A me sembra a dir poco ridicolo.
    Si critica dell’aumento al milione avuto da pochi pensionati e delle tasse che non diminuiscono..
    Premetto che lavoro in un patronato e quindi ho visto io stesso che la gran parte di quei pensionati hanno altri redditi oltre la pensione minima (vedi affitti etc.) oppure hanno un coniuge che ha determinati redditi e quindi, visto che da anni si considera il reddito coniugale, perche si polemizza cosi tanto??
    Oltretutto anche se per “soli” 1600000 pensionati, ma qualcosa e’ stato fatto.. non ricordo politici di sinistra che hanno fatto anche solo la meta.
    Per le tasse forse si preferiva Prodi, che e’ riuscito a far pagare di piu quasi solo a chi l’ha votato. Questo penso sia ridicolo.

    In conclusione:

    I politici fanno tutti schifo, ma non capisco perche si deve dare la colpa sempre a Berlusconi. E’ colpa sua se c’e’ questo debito dello 0,1%?? o forse e’ colpa sua che l’indice di aumento annuale e’ solo di 0,7%???

    • La risposta è fin troppo facile. Nel 2000 (governo Amato) l’aumento delle pensioni fu mediamente, a secondo dei redditi, generalizzato per tutti pensionati tra le 40.000 e le 100.000 lire. Aumento, quindi ben maggiore, a quello per i soli ultra settantenni del 2001. Ancora oggi, del resto (e se lavori in un patronato dovresti saperlo) esistono pensioni minime, sociali e di reversibilità inferiori ai 516. Quindi quella del 2001 fu una bugia, bella e buona. Sullo 0,7% di aumento è la statistica a parlare. E’ l’aumento più basso degli ultimi 14 anni. Ma tanto la crisi non c’è, no?

      • Pocho

        Quello che posso dirti e’ che chi non ha preso questo aumento al milione.. non prende solo quella pensione ;)
        Appunto perche lavoro in un patronato, posso dirti di aver visto con i miei occhi molti di questi casi..
        Chi prende un affitto, chi ha il coniuge con redditi alti etc..
        Addirittura mi e’ capitata una sig.ra che ha voluto presentare una domanda di assegno sociale, bene se non per il fatto che dopo averle chiesto i redditi e’ saltato fuori che superava i limiti di reddito con i soli interessi dei titoli che possiede.
        Quindi chi non ha preso questo aumento (e anche gli altri) e’ perche non ne ha diritto. Se poi si vuole discutere sui limiti di reddito che sono bassi etc, su quello posso essere d’accordo con voi.. ma ripeto che chi non ha preso gli aumenti e’ perche non ne ha diritto.
        Quando lo stato dice ch esi presume ne abbiano diritto tot persone, in questo tot ci sono persone che non hanno dichiarano tutto etc..
        Poi scusate, magari uno che ha lavorato una vita in nero (da ignorante) poi va a prendere la stessa cifra di uno che ha lavorato 20 anni versando i contributi. Questo e’ giusto???
        La legge non ammette ignoranza, ma ovviamente poi lo stato deve correre ad aiutare chi per una vita ha evaso e lavorato in nero perche non sa come vivere.. queste cose mi fanno troppo innervosire, vedere gente ch eviene a lamentarsi perche gli hanno tolto 5 euro quando sono 15 anni che prendono integrazioni di 300 euro al mese!!
        E? tutto questo che e’ ridicolo!

        • Questo governo chi ha evaso l’aiutato eccome. Scudo fiscale, mancata introduzione sulla cedolare secca sugli affitti, condono contributivo (col precedente governo Berlusconi) ecc. ecc. Chi ancora oggi non ha 70 anni e non ha il minimo contributivo pur in assenza di altri redditi prende una pensione sociale largamente sotto “il milione”. Ha lavorato in nero? Sai, molto probabilmente, la colpa è anche del suo datore di lavoro che non gli ha versato i contributi. Questo è un dato di fatto, altro che “Pensioni più dignitose per tutti” come promesso.

          Circa l’aumento dello 0,7% (per di più solo a partire dalla rata di febbraio) l’inflazione ufficiale, lasciando stare quella “reale” che vale più o meno il quadruplo, è all’1,3%. Ovvero è doppia rispetto all’aumento programmato da questo governo che ti esalta tanto. Mi verrebbe da dirti chi è causa del suo mal pianga se stesso, quasi, quasi…

  5. Pingback: Pensioni indegne, ecco la realtà depurata dalla propaganda

  6. Ciao tu sei bono ti vo mettere con me
    voglio fare sesso con te tu sei troppo bono ppp

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