Quattro scosse, la più violenta di magnitudo 7 della scala Richter; la prima alle 16,53 locali. Crollati la cattedrale della capitale Port-au-prince, il palazzo presidenziale, numerosi uffici governativi e un ospedale. Sono 70 gli italiani nel paese secondo il nostro ambasciatore: “E’ una catastrofe”
Haiti è stata devastata da un terremoto che si è abbattuto alle 16,53 locali (le 22,53 in Italia) sul paese. Il terremoto ha le caratteristiche di un devastante sciame sismico. Sono nove, secondo i dati dell’istituto americano Usgs, le scosse di forte intensità che si sono susseguite in meno di tre ore. La prima è stata la più forte con una magnitudo di 7.0, e con epicentro a 15 km a sud-ovest di Port-Au-Prince, a una profondità di 10 km. Ne sono seguite finora altre otto: alle 23.00 italiane con 5.9 gradi Richter; alle 23.12 con 5.5; alle 00.12 con magnitudo 5.1; alle 00.27 italiane con 4.8 gradi Richter; alle 00.35 con 4.5; alle 00.47 ancora con magnitudo 4.5; alle 01.23 con 4.8; alle 01.43 con 5.0 gradi Richter. Dopo un iniziale allarme tsunami diramato per tutte le Antille, l’allerta su un possibile maremoto sta ora gradualmente rientrando. Quasi tutte le scosse che si sono susseguite da ieri sera ad Haiti hanno intensità maggiore di quelle che dall’aprile scorso hanno colpito l’Abruzzo.
UNA NUVOLA GRIGIA - “Il cielo di Port-au-Prince, subito dopo il terremoto, è diventato una nuvola di polvere grigia“. dice Henry Bahn, un funzionario Usa in missione nella capitale di Haiti. «Vi è stato un frastuono tremendo e poi tutto ha cominciato a tremare», ha detto Bahn che si trovava nella sua stanza di hotel al momento del terremoto. «La gente ha cominciato ad urlare, si sentivano grida ovunque- ha detto ai media americani – Le strade del mio quartiere sono piene di edifici crollati. Vi sono macerie ovunque». Il segretario di stato Usa Hillary Clinton, che si trova in viaggio nel Pacifico, ha potuto parlare per telefono col personale dell’ambasciata Usa a Port-au-Prince. «I nostri diplomatici parlano di un alto numero di perdite di vite umane e di danni significativi a numerosi edifici», ha affermato a Washington il portavoce del dipartimento di stato P.J.Crowley. Una riunione notturna è in corso al settimo piano del Dipartimento di Stato, dove è scattato il «piano di risposta al disastro» che prevede una serie di automatismi per accelerare gli interventi umanitari a favore della popolazione colpita dal terremoto. «I morti si conteranno a centinaia appena sarà possibile stilare un bilancio», ha dichiarato all’Afp un medico, egli stesso ferito al braccio sinistro e coperto di sangue. «Il centro di Port-Au-Prince è distrutto, è una vera catastrofe», ha dichiarato un abitante che ha camminato diversi chilometri, in mezzo a scene di panico, per raggiungere la sua casa. La fortissima scossa inizialeha provocato vaste distruzioni nella
capitale haitiana, che conta oltre due milioni di abitanti.
MIGLIAIA DI MORTI? – Con il passare delle ore le dimensioni del disastro, subito definito da fonti americane «un’enorme catastrofe», assumono contorni sempre più tragici: i morti e dispersi nella sola Port-Au-Prince si conterebbero già a migliaia. Nulla si sa per ora del resto del paese: comunicazioni telefoniche interrotte, nessun straccio di notizia arriva dalle fonti ufficiali di un governo paralizzato e impotente. « Parlare di centinaia di vittime – ha commentato amaro il dirigente di un’organizzazione di volontariato – assomiglia ad una pietosa sottovalutazione». A seminare la morte gli edifici più alti e più, in teoria, moderni: crollati come cartapesta ospedali, il palazzo presidenziale, vari ministeri, hotel cosiddetti di lusso nel paese più povero delle Americhe, edifici per uomini d’affari, grandi magazzini. Anche il Quartier generale della missione militare e civile dell’Onu, che nel paese disloca ben 9.000 uomini – 7.000 militari e 2.000 poliziotti – è stato quasi raso al suolo. « Siamo tremendamente preoccupati – ha detto un portavoce dell’Onu – Moltissimo il personale disperso, con cui non riusciamo a stabilire alcun contatto».
PIANI DI EMERGENZA – L’Agenzia Usa per lo Sviluppo Internazionale (USAID) ha annunciato l’invio ad Haiti di una squadra di risposta rapida per aiutare le vittime del terremoto. L’agenzia Usa invierà una squadra di 73 specialisti ad Haiti, accompagnati da sei cani addestrati nella ricerca di superstiti sotto le macerie, nonchè 48 tonnellate di equipaggiamento di emergenza. La squadra sarà accompagnata da alcuni esperti USAID in disastri per una prima analisi del materiale di emergenza da inviare al più presto nelle zone colpite dal sisma. «La gente si è riversata nelle strade di Port-au-Prince dove si poteva avanzare solo a piedi», ha detto Michael Bazile, un testimone del disastro, intervistato per telefono dai media americani. «La gente urlava e piangeva - ha aggiunto -. Ho visto molta gente in ginocchio a pregare per le vittime». «Ma la terra ha continuato a tremare e la paura era che non fosse finita, che si potesse proseguire all’infinito», ha affermato il testimone. «Abbiamo cercato di portare alcuni feriti in ospedale ma non si potevano usare le vetture - ha detto -. E anche l’ospedale era in pessime condizioni».
























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Quando leggo queste storie mi sento terribilmente inutile su questo pianeta. Non siamo nessuno. La Terra, il vento, il mare, sono più forte della nostra presunzione di averli ammaestrati. In ogni caso mi sento quasi fortunata di vivere da queste parti
A farne le spese è sempre la gente umile e povera…