E prosegue il suo racconto ai pm: “Così convinco mio padre a ricevere due carabinieri finalizzati, come avete detto voi, alla cattura di superlatitanti, non è una bellissima occasione! Mi ricordo che in quell’occasione
mi dissero di stare un pò prudente, di non andare a Palermo e qualora io fossi andato a Palermo, di non fare la prenotazione a nome mio e nè di comunicare al telefono che stessi andando a Palermo, in senso, vacci, senza dire sto venendo, non sto venendo. Mi dissero di usare questo minimo di cautela. Siamo nella seconda metà di giugno, forse i primi di luglio, mi ricordo che faceva un caldo, ma un caldo e ho detto al capitano… mi ricordo proprio il Colonnello Mori con una Lacoste rossa, diciamo mi ricordo… In merito al colonnello… al colonnello Mori, dice: è una persona molto intelligente e spero di potere andare avanti nella… Io ovviamente cercavo di fare domande per cercare di capire: ma riusciamo ad avere vantaggi? Cioè il mio fine era quello, scusate se ero… E mio padre mi disse sempre di stare calmo, queste cose dovevano essere lente, io cercavo di, ormai di vedere qualche bagliore di luce sulle, sulle vicende familiari«. Poi, Massimo Ciancimino racconta ai magistrati di una visita che aspettava il padre Vito: “Ricordo che mio papà mi disse di non muovermi di casa tanto per cambiare perchè sarebbe dovuta venire una persona che lui aspettava e lui si metteva a riposare, quando sarebbe venuta questa persona l’avrei dovuto chiamare. È venuta questa persona molto… molto per bene, molto distinta, che ho già detto ai vostri colleghi di Caltanissetta, non identifica la persona del Cinà perchè l’ho visto più volte, ho accompagnato mio padre e dopo ho riconosciuto anche nelle fotografie, nei giornali e… parlò con mio padre…«. Secondo il verabalizzante questa persona gli avrebbe consegnato un foglio con : “Mi ricordo che il mio papà leggendo questo foglio di carta, perchè era un foglio, non era… era un foglio di carta, proprio pronunciò la frase, mi scuso per… ‘sono i soliti… il solito testa di minchià proprio disse lui… scusate ovviamente per i presenti, pronunciò questa frase, ripiegò sto foglio e lo mise in tasca. No, fu così, vago, ‘siamo alle solite, sono le solite…
(inc.) testa di minchia“.
VITA E OPERE DI DON VITO - Prosegue poi nel racconto, Ciancimino: “Mio padre diceva che Provenzano era l’anima nera di Cosa Nostra, lui gli dava consigli”. E poi torna indietro con la memoria fino a trent’anni prima, rivelando che i Servizi segreti avevano chiesto ai boss di non intervenire nel sequestro di Aldo Moro, per ottenere la liberazione dell’ostaggio. Sempre i Servizi avrebbero chiesto l’aiuto dell’ex sindaco mafioso di Palermo dopo la strage del DC9 dell’Itavia inabissatosi a largo di Ustica nel 1980, per coprire i francesi. Poi, nel sunto dell’Adn Kronos, torna a parlare della trattativa: «Mi ricordo esattamente che mio papà mi raccontò il fatto che la trattativa si era chiusa nel momento in cui loro gli avevano chiesto proprio la consegna di Riina…». È uno dei passi del verbale d’interrogatorio del 7 aprile 2008: «... i soggetti sono sempre il colonnello Mori e il capitano De Donno, gli chiesero… se poteva consegnare, dire… cioè aiutarli…stimolare la consegna o aiutarli nella cattura». Una richiesta che sarebbe stata fatta a Vito Ciancimino, morto nel 2002 dopo una condanna per associaizone mafiosa, «lo stesso giorno… dell’appuntamento diciamo post lettera, papello, come… post richiesta». In quel giorno, secondo il dichiarante, un uomo avrebbe fatto visita a Vito Ciancimino consegnando un foglio di carta contenente le controproposte dei boss allo Stato per avviare una ‘trattativa’. «Gli fu fatta una controproposta…», chiede il pm a Ciancimino junior, che replica: «Controproposta di… sì, di consegnare Riina». Ma è lo stesso pentito ad ammettere di avere «fatto confusione…». «Allora - dice – abbiamo di questa trattativa due fasi, una fase che si potrebbe identificare, collocare, antecedente alla seconda strage, quella relativa al dottore Borsellino, che è una fase di, quasi di consegna, resa, un… non si riuscì, cioè personalmente mi sembra di non aver mai potuto identificare. Dal momento in cui ci sono queste richieste secondo mio padre, a quanto riferitomi da mio padre inaccettabili anche dalla controparte, si passa alla seconda fase di trattativa, c’è un’interruzione, poi c’è la strage della buonanima del dottor Borsellino e poi si passa a una seconda fase, cioè nell’aiuto per l’arresto di Riina».
CHE VOLEVANO I BOSS? – Prima di morire, Vito Ciancimino raccontò al figlio Massimo cosa contenessero quelle richieste di Cosa Nostra allo Stato: «Mi elencò qualcosa come immunità, volevano che le famiglie venissero lasciate in pace e mio padre si dannava perchè vedeva che certe cose che lui definiva che si poteva discutere, perchè dice, nell’elenco di 10/12 richieste ce n’erano 3/4 che si potevano anche intavolare una discussione, ma 7/8 che erano da chi non vuole… mi disse: come quello che vuole vendere la macchina, dice: chiedo… dì prima che non la vuoi vendere, se io devo vendere sta bottiglia d’acqua 100 Euro, faccio prima a dire che non la voglio vendere che no le chiedo 100 Euro». «Sempre su richiesta di mio padre, sì, ho chiamato Giuseppe (De Donno ndr) e ho detto se poteva venire, mi ha dato appuntamento, l’ho aspettato come sempre, l’ho accompagnato… è capitato comunque sempre che negli altri incontri io non c’ero perchè ovviamente io ero, andavo in vacanza…». E ha ribadito ancora come Cinà, un medico siciliano, fosse «il terminale della trattativa dal lato di Cosa Nostra».




Se quello che ha detto fino ad oggi Ciancimino, l’avesso detto di me o di un Boss nemico del POTERE attuale, saremmo gia in carcere sia io che il Boss rivale del potere attuale. C’è una lista composta di decine di arrestati con l’accusa di Mafia o altra Criminalità, tutti arresti degli ultimi tempi, (meglio che niente) scommetterei che sono tutti “”nemici”" degli “”amici”", non si spiega altrimenti la continua e costante infiltrazione “”Mafiosa”" in tutto il PAESE.
Certamente IO non posso essere al corrente delle afiliazioni dei vari arrestati, però leggo BLOG specializzati e una idea chiara me la sono fatta. (A me che, questi BLOG, siano al servizio della Mafia, leggeteli)
Se quello sostenuto da Ciancimino j., senza riscontri, detto ad compagno già starebbe a marcire nelle patrie galere.
Costui tenta di stravolgere quando asserito e provato da altri collaboratori, mentre lui prova ad avere credito per certi magistrati, i quali sono apparsi in tv dichiarando a chiare lettere che il presidente del consiglio deve andare via.
Se questa è democrazia!!!
Allora meglio essere delinquenti moralmente ineccepibili.