Le presunte intercettazioni di Napolitano pubblicate da Panorama
di Alessandro D'Amato - 30/08/2012 - La ricostruzione dei colloqui al centro dello scontro istituzionale tra il Quirinale e la procura di Palermo
Panorama, in un articolo a firma di Giovanni Fasanella pubblicato oggi, pubblica una ricostruzione del contenuto delle “famose” telefonate di Giorgio Napolitano con Nicola Mancino che sono state intercettate nell’ambito dell’inchiesta sulle minacce a corpi dello Stato nel periodo che va dal 1992 al 1993. C’è subito da dire che il periodo delle intercettazioni è uno dei più caldi della storia repubblicana, visto che va dal novembre al dicembre 2011, ovvero durante la crisi dei mercati che portò alle dimissioni del governo Berlusconi e all’arrivo di Monti a Palazzo Chigi. E Panorama non pubblica nemmeno una riga di virgolettato, limitandosi a raccontare, con dovizia di condizionali, il contenuto dei discorsi in maniera molto generica.
Di certo nel novembre e dicembre del 2011 Napolitano ebbe con Mancino alcune conversazioni, del tutto ignaro che l’interlocutore fosse ascoltato dai magistrati che indagavano sulla «trattativa» tra Stato e mafia. In particolare, tra le persone oggetto delle discussioni fra il capo dello Stato e un amico di vecchia data come l’ex leader democristiano ci sarebbero stati Berlusconi, Antonio Di Pietro e parte della magistratura inquirente di Palermo. Napolitano, in particolare, avrebbe espresso forti riserve sull’operato della procura e sull’apparato mediatico che fiancheggia acriticamente le toghe siciliane.
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E qui possiamo immaginare chi siano i nomi dietro l’”apparato mediatico” di cui sopra: il Fatto sicuramente, e probabilmente anche qualche giornalista di Repubblica. Bisogna però ricordare che il primo giornale ad aver parlato delle telefonate tra Mancino e Napolitano è proprio Panorama. Continua Fasanella tirando fuori due nomi importanti:
Anche su Di Pietro le confidenze telefoniche a Mancino non avrebbero risparmiato critiche. È noto che l’ex pm di Mani pulite e attuale leader dell’Italia dei valori non gode di buona stampa nell’entourage del Quirinale per quel populismo giudiziario che da 15 anni condiziona gran parte del centrosinistra, impedendo la crescita di una cultura garantista e riformista. E parole molto poco benevole con il ricorso a metafore assai lontane dal linguaggio ovattato proprio delle alte cariche istituzionali, infine, sarebbero state riservate anche a Berlusconi, al quale verrebbe addebitata la responsabilità di avere appannato l’immagine internazionale dell’Italia al punto da fare tirare un sospiro di sollievo dalle parti del Colle per la sua uscita di scena da Palazzo Chigi.
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Anche qui, non è difficile immaginare che il contenuto delle conversazioni sia stato magari “allegro”, come è d’uso qui in Italia quando si parla tra persone che hanno lunghe frequentazioni e conoscenze. Rimane che sembra davvero strano che Mancino, telefonando per il suo problema con la procura di Palermo (che aveva richiesto una sua testimonianza sui fatti riguardanti la trattativa tra Stato e mafia), si sia trovato invece a parlare di politica italiana e internazionale con Napolitano. Infine, Fasanella ipotizza l’esistenza di altre telefonate:
Se si considera che l’utenza di Mancino è stata ascoltata dal novembre 2011 all’aprile di quest’anno, non è insensato ipotizzare che le telefonate dirette tra il presidente e l’ex ministro dell’Interno possano essere più numerose delle due di cui si continua a parlare senza alcuna smentita da Palermo. Da qui la preoccupazione del Quirinale: quali sarebbero le conseguenze sugli assetti politico-istituzionali interni e sui rapporti internazionali dell’Italia se le intercettazioni (tutte le intercettazioni) fossero divulgate nei dettagli?
Per ora, tutto qui. Si parla, è bene chiarirlo, di ipotesi: non c’è nemmeno un virgolettato riferibile alle intercettazioni, e si parla per ipotesi. Ma evidentemente Napolitano, che proprio oggi ha deciso di parlare del Sulcis, non ne sarà lo stesso contento.
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“avrebbe espresso”…”non avrebbero risparmiato”…”è noto…”…”sarebbero state riservate”…”verrebbe addebitata”….”non è insensato ipotizzare”… azz!! quanti condizionali! e quante affermazioni ipotetiche! bell’articolo! da segnalare all’ordine dei giornalisti (se l’ordine servisse a qualcosa)
Il coraggio chi non ce lo ha non se lo può dare. Il giornalismo italiano è uno dei mali cancerosi che ha portato l’italia alle condizioni attuali. giornalista italiano = scendiletto del politico di turno
bestia giustizialista….per 20 anni il giornalismo italiano ha vissuto di queste supposizioni e per voi era dritto all’informazione
adesso volete il bavaglio…siete merdoi e puzzolenti
Mi chiedo come sia possibile – perchè ogni volta ci si scandalizza di tutto – che una testata di quel genere possa, per racimolare soldi e lettori (visto che economicamente è sempre in perdita), evidenziare o megafonare ai quattro venti uno soop basato sul nulla o sul condizionale. Forse per evitare querele di parte visto che l’Ordine dei Giornalisti non farà alcunchè di positivo ed utile per difendere l’onorabilità e la veridicità di una professione che loro stessi, al soldo dei propri editori e mantenuti in vita con le nostre tasse, sono stati i primi ad infangarla.
perchè nessun deputato chiede l’impeacment di napolitano come si fece per cossutta?
perchè nessun deputato chiede l’impeacment di napolitano come si fece per cossiga?
Il coraggio chi non ce lo ha non se lo può dare. Il giornalismo italiano è uno dei mali cancerosi che ha portato l’italia alle condizioni attuali. giornalista italiano = scendiletto del politico di turno
chi sa se napolitano un giorno si deciderà a confessare a mancino per telefono chi si fotteva i rubli del kgb al pci per vendere l’italia all’urss!
NAPOLITANOV=FOIBE INVASIONE DELL’UNGHERIA= NESSUNA MERAVIGLIA SE ERA IN COMBUTTA CON LA MAFIA ANCHE PERCHè SE LA MAFIA ESISTE IL MOTIVO è CHE ESISTONO QUESTA SORTA DI POLITICI CORROTTISSIMI E NE VEDIAMO LE CONSEGUENZE ECONOMICAMENTE FALLITI INDUSTRIALMENTE FALLITI MORALMENTE FALLITI è ORA CHE RIALZIAMO LA TESTA E L’UNICO MODO E QUELLA DI STACCARLA A LORO
camerata giancarlo etrusco: camere a gas, lager, olocausto, 2. guerra mondiale… e tanta fantasia! ;)
Io non penso che Panorama stia pubblicando panzane per attrarre lettori, il rischio di essere falciati dall’enorme popolarità mediatica del presidente della repubblica è alto. Penso che siano convinti delle loro fonti. Mo’ rivelano alcune parti e si godono le reazioni del Quirinale, non si sa mai che non arrivino conferme indirette o non si accodino altre fonti. Napolitano sta strillando ma non è arrivata una denuncia per diffamazione o per vilipendio al capo dello stato. Perché? Perché a loro non potranno fare niente, se le fonti hanno detto il vero. Vogliamo vedere che tutti abbaieranno ma non succederà nulla? L’anziano Giorgio ha lasciato correre per anni sulle intercettazioni di tutto l’arco politico, ora paga lo scotto.
“Io non penso che Panorama stia pubblicando panzane per attrarre lettori”
Nemmeno io, basta che accontentino *un* lettore: uno piccoletto, con i tacchi e i capelli finti.
Sono stato SEMPRE un GRANDE ammiratore del presidente Napolitano ma, dopo la questione delle intercettazioni ho tantiSSSSSimi dubbi.
Quando una persona viene accusata di avere fatto qualche cosa che non va, si denuda puBBBBlicamente, per dimostrare la propria innocenza.
Quando non lo fa, penso sia normale avere dei duBBBBi! Corretto?
Per chi ha un importante incarico pubblico, dimostrare di essere CANDIDO, dovrebbe essere un suo PRIMARIO DOVERE.
Se non per altro perché essi rappresentano la Suprema Autorità dello Stato, il Popolo e ne confronti di Questo
loro Capo, con i cui soldi vivono come dei, dovrebbero avere rispetto ed oBBBedianza, OPPURE.
non credo che il caso che segue investe l’=n. Sig. Preidente della repubblica. Comunque un Alto diregente non può essere chiacchierato. Se chiacchierato deve dimmetersi, perché non sta all’altezza. Differentemente, deve dare limpidità assoluta di tutto, anche di piccole circostanze.