Il Comune di Villa d’Ogna, alle porte di Bergamo, ha preso una nobile iniziativa: ha deciso di aiutare chi ha perso il lavoro a causa della crisi, istituendo uno specifico fondo al quale potranno accedere coloro che risiedono in paese da almeno cinque anni, con famiglia monoreddito, due figli a carico e con un reddito non superiore ai settemila euro. I richiedenti dovranno dimostrare di aver perso il posto di lavoro per la chiusura dell’azienda o di essere in cassa integrazione a zero ore almeno da tre mesi e di abitare da almeno 5 anni nel paese.
A questi cittadini l’amministrazione comunale guidata da Angelo Bosatelli, un leghista balzato agli onori delle cronache qualche tempo fa per aver emesso un’ordinanza per proibire lo spostamento dei crocifissi dai locali pubblici, darà un contributo di 300 euro al mese per quattro mensilità, con un’aggiunta di 200 euro mensili per i nuclei con figli disabili o con genitori a carico in strutture residenziali. Il sindaco ha però deciso di escludere dal provvedimento i residenti privi di cittadinanza italiana, gli stranieri. Non per razzismo, ha detto. Il criterio restrittivo si deve alla scarsità delle risorse finanziarie messe a disposizione: il fondo infatti ha una dotazione di appena seimila euro.
In effetti, facendo una semplice divisione tra entità del fondo e benefici concessi, i nuclei familiari che potranno usufruire del contributo dovrebbero essere da un minimo di 3 a un massimo di 5. Non c’è che dire, è un provvedimento di fondamentale importanza per risollevare l’economia di Villa d’Ogna, che merita il costo per l’attivazione di specifiche procedure amministrative. Sarà anche interessante vedere i futuri decreti di assegnazione, visto che l’avviso non contiene indicazioni sui punteggi per formare le graduatorie e quindi sarà dura stabilire i beneficiari nel caso le domande fossero più di 5. A parte questo, c’è una domanda che sorge spontanea, a costo di sembrare degli snob che non capiscono le ragioni “popolari” della Lega Nord.
Ci piacerebbe sapere dal solerte sindaco di Villa d’Ogna se il fondo viene alimentato solo con i soldi di contribuenti di cittadinanza italiana. In altre parole, se nel ridente comune della provincia di Bergamo gli stranieri residenti siano esentati dal pagamento di tasse e tariffe comunali o se invece anche ai cittadini africani, asiatici e sudamericani che risiedono regolarmente, magari da dieci anni o più in quelle splendide valli sia richiesto di pagare all’amministrazione comunale tasse, contributi e balzelli. Tanto per saperlo.























questo Sindaco andrebbe premiato. Giustissima decisione, >Italia agli Italiani!!!!
Egr. Sig. Cipiciani.
Mi piacerebbe sapere da quale fonte Lei abbia tratto il numero dei nuclei familiari che potrebbero accedere a questo fondo (Sue parole: da un minimo di 3 ad un massimo di 5).
Semplice curiosità, naturalmente.
Egregio sig. Franz, le rispondo con piacere.
La fonte sono le informazioni fornite dal Sindaco con le sue dichiarazioni e i contenuti dell’avviso pubblico, più una calcolatrice. Se il fondo è di 6 mila euro, e se il contributo sarà di 300 euro al mese per 4 mesi sono 1200 euro a beneficiario. 6 mila diviso 1200 fa 5. Se invece a far domanda fossero solo le famiglie che hanno diritto al contributo maggiorato di 500 euro al mese, 500 x 4 fa 2 mila euro. E 6 mila diviso 2 mila fa 3. Quindi minimo 3 e massimo 5. Giusto?
Se a lei o altri lettori risultassero informazioni diverse saremo lieti di integrarle (o rettificare i calcoli, se sbagliati). In ogni caso, il tema del pezzo non è la – evidente – demagogia dell’operazione (di pura facciata, vista la ridotta dimensione del fondo. Ma è il concetto che il commentatore Fabio ha scritto sopra il suo: l’Italia agli italiani. Quindi c’è chi pensa che va bene che un immigrato paghi le tasse, contribuendo al bilancio dello Stato, ma venga poi escluso da eventuali benefici se ne ha diritto e/o bisogno. Ed è giusto, sempre secondo alcuni,che abbia più diritti un cittadino italiano che vive all’estero da 25 anni di un cittadino straniero che vive e paga le tasse qui, che magari risiede da 10 anni nella porta accanto alla nostra.
Non so se secondo lei è razzismo. Secondo me ci si avvicina. Ed è quantomeno profondamente ingiusto.
Un caro saluto
C.
potrei anche essere d’accordo se i nostri nobili patrioti amanti del belpaese pagassero le tasse. chissà com’è quando si tratta di portafoglio tutto il bel patriottismo italiano svanisce in un buon 30% di evasione fiscale.
Giustissimo! Siamo a casa nostra, dobbuamo pensare alla nostra comunità, alla nostra gente, che tanto in difficoltà si trova per la crisi e per l’immigrazione selvaggia (rosarno docet). Mi sa proprio che alle prossime elezioni voterò lega anch’io… sembra siano gli unici ad avere un po’ di sale in zucca
Giustissima iniziativa.
Per quanto riguarda l’osservazione di chi paga le tasse: gli stranieri non le pagano e in più hanno tutti i servizi gratis; se poi ci fossero quelli che, per avventura, devono pagarle, anche questi non le pagano perché non si sa mai dove rintracciarli.
Viva la Lega, viva gli Stati Uniti d’Italia.
questa è una bellissima notizia si dovrebbe attuare in tutti i comuni italiani sicuramente la cosa più importante ad aiutare per prima le famiglie con figli disabili è molto ma molto importante sono verramente sicuro che bisogna aiutarli perchehanno tanto bisogno.
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