Cambogia: bellezze mutilate, sfruttamento o coraggio?

11/01/2010 - QUELLA ONG COSI’ CONTROVERSA - Questa e’ la Cambogia, un paese che ancora oggi lotta contro le cicatrici materiali e psicologiche di conflitti passati. All’interno di questo quadro e’ nata l’idea di un regista teatrale e cinematografico norvegese di nome

     
 

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QUELLA ONG COSI’ CONTROVERSA - Questa e’ la Cambogia, un paese che ancora oggi lotta contro le cicatrici materiali e psicologiche di conflitti passati. All’interno di questo quadro e’ nata l’idea di un regista teatrale e cinematografico norvegese di nome Morten Traavik. Traavik ha creato l’Ong Miss Landmine che con lo slogan “tutti hanno il diritto di essere belli”. L’ong ha dato vita a una concorso tra concorrenti selezionate fra centinaia di ragazze che sono rimaste mutilate dalle mine. L’iniziativa, a dir poco controversa, e’ stata realizzata prima in Angola nel 2008 per poi essere portata anche in Cambogia. Miss Landmine vuole sensibilizzare il mondo sul problema delle vittime delle mine, oltre che per aiutare alcune ragazze mutilate con piccoli contributi economici per gli studi. L’idea ha riscosso plausi ma anche forti critiche. Per i sostenitori, questa manifestazione aiuta le vittime dando loro dignita’, risalto sociale e anche mezzi economici per costruirsi un futuro migliore. Secondo i critici invece il tutto si limiterebbe a un “freak show” con pochi risvolti positivi eccetto la carita’ di qualche centinaio di dollari donati a una decina di ragazze. A nostro avviso, il solo fatto che ci siano state delle polemiche significa che l’obiettivo di destare l’attenzione sul problema e’ stato centrato. “Sono un grande sostenitore del contrappunto [l'arte di combinare più melodie secondo determinate regole], un vecchio trucco teatrale”, ha detto Traavik. “In questo caso il contrappunto e’ porre la parola miss insieme alla parola mina. E’ il contrappunto della tragica realta’ delle mine e della gioiosa celebrazione della vita inerente ai concorsi di bellezza.

LE MISS IN ESILIO - Ma la Cambogia e’ un paese conservatore, dove oltretutto le possibilita’ per i mutilati sono ridotte al minimo. Le decine di migliaia di mutilati di questo paese sono spesso dei paria, tenuti ai margini di una societa’ che preverisce non vederli per non ricordare un tragico passato di guerra, morte e devastazione. Le stesse autorita’ cambogiane, che inizialmente avevano tollerato l’ong Miss Landmine, hanno deciso poi di ritirarle l’autorizzazione e addirittura di proibire il progetto. L’unica giustificazione portata dal governo e’ stata che un concorso di bellezza per mutilate sarebbe stato una “parodia” per le partecipanti. Il governo e’ arrivato addirittura a proibire alle partecipanti di lasciare le loro case per partecipare a una festa d’addio organizzata dallo staff di Miss Landmine prima di essere costretti a lasciare il paese – una chiara privazione della liberta’ personale. E’ per questo che la prima edizione di Miss Mina Cambogia e’ stata organizzata “in esilio” in Norvegia, con la giuria composta da 250 cabogiani residenti nel paese scandinavo e senza le concorrenti, alle quali il governo non ha permesso di lasciare il paese. Ma Traavik non si e’ perso d’animo: “In realta’ abbiamo gia’ raggiunto l’obiettivo che ci eravamo posti: evidenziare a livello globale un problema sociale estremamente serio. La nostra manifestazione attira l’attenzione sul problema e allo stesso tempo modifica il modo in cui l’Occidente guarda al Terzo Mondo. Ne ho veramente abbastanza di tutte quelle campagne sociali in cui si mostrano gli africani o i cambogiani solo come pezzenti con foto in bianco e nero.Miss mina ha anche questo pregio, far capire che una mutilata e’ una donna come le altre, con il diritto di partecipare a un concorso di bellezza, di vestirsi, di truccarsi, di essere bella e vincente, di studiare, gioire e essere felice. Di essere considerata dalla societa’ una donna di successo.

LA VITA VINCE SEMPRE - Il voto online per Miss Landmine Cambogia 2009 si e’ chiuso il 3 dicembre, in coincidenza con il Giorno Internazionale delle Persone Disabili. I voti inviati da e-mail registrate sono stati piu’ di duemila, arrivati da 30 paesi e 5 continenti. Delle venti coraggiose partecipanti, rappresentanti delle 20 regioni cambogiane, la vincente e’ stata la signorina Dos Sopheap, 18enne proveniente da Battambang, una delle regioni piu’ minate della Cambogia e del mondo. La ragazza ha perso la gamba sinistra del 1996, quando aveva 7 anni, per aver pestato una mina PMA-2 di fabbricazione yugoslava. Il suo premio: una gamba di titanio del valore di 15.000 dollari e 1.000 dollari di contributo ai suoi studi di economia. La seconda classificata e’ Song Kosal , 24 anni, di Phnom Penh. Kosal e’ una studentessa universitaria e allo stesso tempo lavora per il Jesuit Refugee Center a Phnom Penh. La ragazza e’ anche ambasciatrice internazionale per la ICBL (International Campaign to Ban Landmines, Campagna Internazionale per la Proibizione delle Mine) e a dicembre ha partecipato alla conferenza “per un mondo libero dalle mine” a Cartagena, in Colombia. Kosal ricevera’ 500 dollari per i suoi studi. La terza classificata e’ Thou Chorn, 30 anni, rappresentante della provincia di Takeo. Chorn, disoccupata, ha avuto entrambe le gambe amputate nel 1998. La ragazza ricevera’ 500 dollari per aprire una piccola attivita’ nel suo villaggio natale. Tutte le altre partecipanti riceveranno 300 dollari ciascuna. La vincente di questo primo concorso, Dos Soheap, ha fatto sapere: “con la nuova protesi mi sembra di riavere la mia gamba. Sono felice”.

     
 

4 Commenti

  1. Lucia scrive:

    “freak show” un’affermazione triste e deludente!
    Ben vengano “concorsi di bellezza” del genere, che riportano alla luce il diabolico utilizzo delle mine antiuomo.

  2. maria teresa scrive:

    Bel pezzo, bella storia. Complimenti. E concordo con Lucia, a fare gli schizzinosi sicuramente sono quelli con la pancia piena e due gambe.

  3. Pingback: La viltà di Obama sullo scandalo delle mine antiuomo

  4. Alessio scrive:

    Grazie Maria Teresa.
    Si, anche secondo me c’e’ poco da fare gli schizzinosi di fronte a tragedie del genere.

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