Al Pd la Bonino va bene. Anzi, no

08/01/2010 - “Contro di lei la Polverini farebbe il pieno”. La leader radicale candidatasi per la guida della regione Lazio spacca il partito di Bersani. Se il segretario si mostra possibilista, buona parte dei democratici considerano inutile, oltre che improbabile, la corsa

     
 

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“Contro di lei la Polverini farebbe il pieno”. La leader radicale candidatasi per la guida della regione Lazio spacca il partito di Bersani. Se il segretario si mostra possibilista, buona parte dei democratici considerano inutile, oltre che improbabile, la corsa di Emma come leader di tutta la coalizione.

E’ un Partito Democratico a due velocità quello che si trova oggi di fronte ad un bivio: candidare Emma Bonino o proporre un nuovo nome che guidi il centrosinistra nella corsa alla Presidenza della regione parallelamente al leader radicale. Se da una parte alcuni esponenti Pd si dichiarano possibilisti nei confronti di un appoggio alla Bonino, non mancano coloro che manifestano malessere per la possibilità che la candidatura dell’ex Ministro del governo Prodi (candidatura peraltro già ufficializzata) possa allargarsi anche al partito di Pierluigi Bersani.

I POSSIBILISTI - Il segretario non esclude nulla e procede coi piedi di piombo: “Ragioniamo e valutiamo convergenze con i Radicali”, ha detto ieri; anche Giuseppe Fioroni ha glissato, limitandosi a consigliare alla Bonino “umiltà, per scansare l’illusione che basti una battuta per risolvere un problema politico”; Enzo Bianco, invece, è stato più netto e si è spinto oltre: “Nei confronti di Emma Bonino c’è un comune sentire – ha affermato il Presidente dei Liberal Pd – una sensibilità in piena sintonia su molti temi importanti ed un apprezzamento personale e politico di lunga data. Per questo i Liberal Pd appoggiano con convinzione la sua candidatura per il Lazio”.

I CONTRARI - Remano contro i teodem. Interviene Paola Binetti per porre i paletti dei cattolici e a minacciare addirittura l’appoggio alla coalizione di centrodestra: “Gli elettori premieranno le mie posizioni – dice la deputata – e non quelle di chi ha fatto campagna spinta per l’aborto, il divorzio, la legge 40 e la Rsu486. Di sicuro non voterò la Bonino, non farò campagna a suo favore anche se non lo farò per gli avversari. Devo riflettere se votare Renata Polverini. È una persona eccellente che si è schierata al fianco della famiglia e non ha mai preso posizioni così smaccatamente anti-clericali”. Anche la senatrice Emanuela Baio rompe fin da subito l’incantesimo: “Il mondo cattolico – sottolinea – rappresenta ancora buona parte del nostro elettorato e riuscire a mantenere aperto il dialogo è di fondamentale importanza. Soprattutto in una regione come Roma sede di San Pietro, l’ipotesi di candidatura della Bonino non fa ben sperare in questo senso. Già solo l’intesa con i Radicali nel 2008 ha portato nel Pd numerose polemiche che ancora oggi non si sono stemperate”.

EMMA NON VINCERA’ MAI - Si tratta grossomodo delle stesse sensazioni raccolte sottovoce, dietro le quinte. Ufficialmente il veto al nome della Bonino appartiene esclusivamente all’area più moderata del Pd, ma in realtà, è un po’ in tutto il partito, così come tra le fila dell’Idv, che si manifesta il dissenso o, quantomeno, la scarsa fiducia intorno alla candidatura radicale. Sia per ragioni politiche, come quelle espresse dalla Binetti, sia per ragioni numeriche, come quelle espresse dalla Baio. L’incompatibilità sul piano delle idee tra Bonino e settori del Partito Democratico e le scarse probabilità di successo della radicale sono le argomentazioni con le quali i democratici giustificano le loro perplessità. “Poche chances”, fanno sapere dalle parti dell’Idv. “Zero possibilità di successo”, confessa un parlamentare Pd. Che poi spiega: “A Roma i cattolici moderati non la voteranno e manco tutti quelli della sinistra, mentre la Polverini farà contro di lei quasi il pieno. La Bonino è sicuramente brava, ma non mi pare che siano i tempi di tali candidature”. Probabile insomma, che non se ne faccia niente. E poco importa se ieri Crespi Ricerche ha reso pubblico un sondaggio secondo il quale, in una ipotetica corsa a due tra Emma Bonino e Renata Polverini, la radicale addirittura riuscirebbe ad avere la meglio sulla candidata del Popolo della Libertà: 51 a 49 il risultato. Son dati che, in questo frangente, non fanno una grinza. Nessuno sembra prenderli seriamente in considerazione.

NON SOLO LAZIO - Il clima che si respira in Lazio, rispecchia fedelmente la situazione delle altre regioni del sud, dove per il partito di Bersani e i suoi alleati trovare la quadratura del cerchio è impresa davvero ardua. Eppure la situazione potrebbe essere migliore: “Veramente io sarei anche ottimista da quanto mi risultava fino a pochi giorni fa – rivela l’onorevole democratico – se noi avessimo un candidato degno di questo nome nel Lazio saremmo ancora in partita, come in Puglia, ma le nostre incertezze e divisioni (ci sono anche a destra, ma le tacciono) rischiano di farci fare un risultato peggiore del possibile”. Le aspettative non sono certamente rosee: “In Calabria penso che Loiero vincerà le primarie e poi dovrebbe vincere invece temo Scopelliti – ammette - in Puglia ormai la candidatura di Boccia mi pare decisa, ma se corre anche Vendola perdiamo tutti e due e vince la destra, specie se candida la neomoderata Poli Bortone”. Insomma, regione che vai, sconfitta che trovi.

     
 

4 Commenti

  1. ADIPOLPO ADIPOLPI scrive:

    GHE VE DEBBO DA DI’

    ce so’ rimasto un po’ maluccio….me dovevano nominamme a mia ed invece cianno messo sora sconzolata che nun ce farebbe pija’ ‘na mazza de voto…..

    ma ghe me freca jo juoco a poker, mo’ famo er pardido der poker……

  2. Matteo Coceani scrive:

    Francamente ho qualche dubbio sulla cognizione della Bonino dei problemi specifici del Lazio, ma credo che sarebbe un’eccellente “governatrice”, ben lontana dalla politica clientelare ed irresponsabile di Storace; dubito inoltre che abbia commesso errori e leggerezze tali da essere ricattabile, come invece Marrazzo.
    Ho comunque l’impressione che non si debba considerare così monolitica l’opinione pubblica dei cattolici: sicuramnete sia a sinistra che a destra che fra gli astensionisti ci sono fan di Binetti, Rutelli, Casini, Volonté ecc., ma molti cattolici hanno sostenuto battaglie di diritti e laicità nelle quali la Bonino è stata ed è da sempre in prima fila.
    Speriamo che non arrivino pugnalate dal PD, la Borsellino e Vendola, tanto per fare due nomi, ne sanno qualcosa…

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