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pubblicato il 8 gennaio 2010 alle 08:30 dallo stesso autore - torna alla home

In un videomessaggio l’eurodeputata insinua che Berlusconi ha finto tutto. Ormai è uno sport internazionale: qualunque cosa succeda, si apre la gara a chi riesce a elaborare una nuova teoria di complotto sull’episodio.

Era successo persino nella tragedia di Neda, la ragazza uccisa nel corso delle  Attentato a Berlusconi: per la Alfano è un complotto manifestazioni a Teheran del giugno scorso. Secondo alcuni il sangue era troppo, o troppo poco, o troppo a destra, o troppo a sinistra… una sceneggiata, insomma. Che la morte di Neda sia stata ammessa perfino dalle autorità iraniane era particolare di poco conto, per i complottisti. Del resto, anche per l’11 settembre Bin Laden e i suoi scagnozzi hanno ammesso le proprie responsabilità, ma per i complottisti i colpevoli restano la CIA o gli ebrei. Nessuna meraviglia, quindi, che anche l’attentato a Silvio Berlusconi nei pressi del Duomo di Milano, consumato da uno squilibrato a metà dicembre, dovesse seguire lo stesso viatico, nonostante l’arresto e la confessione del suo autore e la presenza di varie riprese televisive.

UN COMPLOTTO E’ UN COMPLOTTO - La logica complottista, infatti, è ferrea. Quando le telecamere non riprendono un accadimento, significa che c’è qualcosa da nascondere (così per la tragedia di United 93) per cui c’è un complotto. Quando le telecamere riprendono male l’episodio (come al Pentagono nel 2001), quel che non si vede si dà per mai accaduto, per cui è un complotto. Se poi le telecamere riprendono perfettamente l’episodio (come il secondo impatto alle Twin Tower)… diamine, non è forse sospetto che le riprese siano così puntuali e perfette? Sicuramente c’è dietro un complotto. Stabilito che il complotto c’è sempre, e tutto quello che dovrebbe dimostrare che non c’è, è la miglior prova della sua presenza, si poteva ragionevolmente auspicare di ignorare la marea di video e blog che hanno invaso la rete a sostegno dell’ipotesi complottista. Per una volta gli esponenti della politica, i commentatori televisivi e i giornalisti avevano fatto fronte comune nel liquidare come baggianate tutte queste iniziative. Ciò non ha impedito che il Web ne pullulasse, beninteso. Basti pensare che se si inizia a digitare “berlusconi attentato” sulla casella di ricerca, Google propone immediatamente le chiavi: “berlusconi attentato falso” (428.000 risultati); “berlusconi attentato finto” (82.900 risultati); “berlusconi attentato montatura” (25.700 risultati); “berlusconi attentato farsa” (73.300 risultati); “berlusconi attentato bufala” (139.000 risultati). La prima chiave che non è direttamente connessa alle teorie del complotto è solo il sesto suggerimento (“foto”), sia pure con un milione e mezzo di ricorrenze.

IL MESSAGGIO SU YOUTUBE - Tanto basta a far ragionevolmente pensare che siano molte centinaia di migliaia le persone che credono che berlusconiferito large Attentato a Berlusconi: per la Alfano è un complotto l’attentato sia stata una farsa, un “complotto” organizzato per mettere in difficoltà l’opposizione e restituire consensi al premier. Ed ecco che adesso questo esercito di complottisti ha trovato la sua espressione istituzionale: Sonia Alfano, eurodeputata per l’Italia Dei Valori, il partito di Antonio Di Pietro. Proprio quest’ultimo era riuscito nell’ardua impresa di far convergere le posizioni di maggioranza e opposizione quando aveva commentato a caldo l’attentato a Berlusconi con parole che suonavano più o meno come un “se l’è cercata”. Sulla stessa scia si era posta la Alfano, che rifiutava qualsiasi solidarietà al Presidente del Consiglio: “Condanno ogni forma di violenza, ma non ci penso proprio a dare la mia solidarietà a Berlusconi. Sarebbe ipocrita, visto che sono scesa in piazza contro di lui. Da subito non ho dato solidarietà al premier per l’attacco subito e non gliela darò mai”. Parole pesanti, perché un conto è il confronto politico, altro è la solidarietà umana. Una caduta di stile che richiama alla mente gli spregevoli commenti dei blogger che festeggiavano la morte della mamma di Berlusconi, agli inizi del 2008. Ora l’eurodeputata ha alzato il tiro abbracciando le teorie complottiste. Lo ha fatto con un video su Youtube nel quale invita il Capo dello Stato, Napolitano, a impedire che a Milano sia intitolata una strada alla memoria di Bettino Craxi, e a vagliare le argomentazioni esposte da un video di una televisione tedesca che sostiene la teoria che l’attentato a Berlusconi sia stata una farsa: “La invito a guardare, se ha un attimo di tempo… un video che circola su Internet, finché decideranno di farlo circolare… spezzone di un programma trasmesso da una televisione tedesca… che ha avuto il coraggio di dire quello che in Italia tanti pensano ma nessuno ha il coraggio di dire. Questa televisione tedesca dice… suppone che l’aggressione a Berlusconi sia stata tutta una farsa… Presidente io la invito a guardare questo programma… è un’accusa enorme, stratosferica… e le chiedo di dedicare tutto quello che lei può fare per capire se effettivamente questa televisione tedesca… questo programma… ha solo un margine di verità…” . La tecnica complottista, nella sua versione più sofisticata, c’è tutta. Vediamo perché.

CRAXI E BERLUSCONI - Innanzitutto la Alfano ha affidato il suo messaggio a Youtube. Ora, nessuno vorrà dubitare che un europarlamentare ha a disposizione sistemi ben più “istituzionali” e diretti per inviare un messaggio o una richiesta al Presidente della Repubblica. Può scrivergli, può richiedere un incontro.

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