Disuguaglianza dei redditi e riforme del governo
07/01/2010 - RIFORME SI’, MA QUALI? – E si torna alle riforme. A parole siamo tutti d’accordo. Sono indispensabili, quelle economiche in primis. Ma quali riforme, ed in quale direzione? A leggere questi dati, sembra evidente che sia indispensabile una riforma fiscale
RIFORME SI’, MA QUALI? – E si torna alle riforme. A parole siamo tutti d’accordo. Sono indispensabili, quelle economiche in primis. Ma quali riforme, ed in quale direzione? A leggere questi dati, sembra evidente che sia indispensabile una riforma fiscale che favorisca i redditi bassi e medio bassi, soprattutto quelli dei nuclei monoreddito. Il ministro Tremonti, che ha lanciato – meritoriamente – il tema, lo ha fatto però riproponendo il suo vecchio libro bianco sul fisco, dove si scagliava contro la
progressività delle imposte perché “ha effetti negativi sull’offerta di lavoro e causa la propensione ad evadere”. La riforma proposta allora da Tremonti, quindi, oltre a ridurre sensibilmente il gettito, lo redistribuirebbe in favore dei “ricchi”, penalizzando gli altri. Alla riforma fiscale dedicheremo ben presto un approfondimento specifico, ma questo è un dato da segnalare. Così come è evidente che un gettito fiscale complessivamente minore sottrae risorse al sistema di welfare, lasciando sole le famiglie con maggiori disagi, a partire – per esempio – da quelle con minori e non autosufficienti.
UN REBUS DI DIFFICILE SOLUZIONE – Una seconda riforma – già in in cantiere – è quella sul federalismo fiscale. Senza entrare di nuovo nel merito della questione, alla quale abbiamo dedicato più volte spazio, è indubbio che il “cuore” della riforma sta in una temperata riallocazione di risorse dal Sud verso il nord, attraverso una minore presenza di trasferimenti e un maggiore ancoraggio alla cosiddetta “capacità fiscale”, ovvero alla quota di risorse prodotte dai diversi territori in base al reddito prodotto. Che come abbiamo visto, è molto più alto al Nord che al Sud, dove molto più grave è il disagio e maggiori le disuguaglianze. Come conciliare la riforma con i dati che abbiamo appena descritto non sembra cosa da poco. Infine, ma è solo una considerazione incidentale, il modello scolastico proposto dal tandem Gelmini-Tremonti non sembra andare in direzione di favorire una riduzione delle disuguaglianze, anzi. Insomma, parlare di riforme è giusto, era ora che anche il governo si accorgesse che sono indispensabili. Ma, anziché fare quelle che soddisfano le varie anime della maggioranza, facciamo quelle che servono. A partire dai problemi che i dati disponibili ci segnalano, se possibile.













Ora, non per essere cattiva e perfida, ma se sei monoreddito cosa cazzo li partorisci a fare 3 o più figli?
Io, questa domanda, continuo a pormela.
Perchè non è possibile che io debba campare con le tasse la voglia di figliare conigliescamente altrui.
Certo, avere dei figli non può essere un lusso da ricchi. Ma non è che se prendi 400 euro al mese ne sforni uno ogni anno.
Oltretutto se vogliamo essere ancora più cattivi e perfiti (ma soprattutto, pragmatici), le famiglie numerose sono quelle che consumano di più. Ecco io con 7 mld di stronzi sul pianeta, le famiglie numerose le tasserei!!!
Forse usare un tono leggermente più educato potrebbe essere più utile al dibatto….
Innanzi tutto bisogna capire cosa si intende per reddito basso: conosco famiglie di soli due adulti che con 5.000€ (netti) al mese si definiscono poveri (!) e famiglie di 5 persone che con 2.000€ (netti) al mese si sentono ricchi… [domanda per Carlo: quale è la soglia di povertà? confesso di non aver letto tutto il rapporto....]
Secondo: a volte i figli scelgono di venire anche se provi a non farli venire… per diverse persone abortire per motivi economici non solo non rientra nella legge 140 ma soprattutto è un po’ schifoso…
Terzo: le famiglie con figli pagano le tasse come tutti e si pagano i servizi di cui usufruiscono e, per tua conoscenza, ci sono tasse come la TARSU (quella dei rifiuti che le famiglie numerose producono di più) sono più alte se il nucleo familiare è composto da più persone…
Quarto: sul fatto che consumano di più dovremmo prima capire cosa intendi per CONSUMO e poi ne riparliamo.
Nell’ultimo report Istat sull’argomento che puoi trovare qui:
http://www.istat.it/salastampa/comunicati/non_calendario/20090730_00/testointegrale20090730.pdf
La soglia di povertà assoluta (l’insieme dei beni e servizi che, nel contesto italiano e per una determinata famiglia, sono considerati essenziali a conseguire uno standard di vita minimamente accettabile) per una famiglia di due componenti è rappresentata dalla spesa media mensile per persona, che nel 2008 è risultata pari a 999,67 euro. ovviamente per famiglie di più componenti va aumentata…per una famigli di 5 persone la scala di equivalenza dell’Istat la pone a 1.899,37
La soglia di povertà relativa è calcolata sulla base della spesa familiare rilevata dall’indagine annuale sui consumi
UN sorriso come vuoi
C.
Educazione? Suvvia, non chiamiamo in causa l’educazione quando questa non c’entra niente. Adoro essere provocatoria e le provocazioni non arrivano sempre e comunque indorate da qualche pillola dolce.
Giusta osservazione sul reddito. E’ soggettivo, ma non troppo. Ho sentito con le mie orecchie un segretario comunale da 170mila euro all’anno lamentarsi per il caro vita “con l’euro c’abbiamo rimesso”. Giuro, non scherzo. Potrei fare il nome, ma evito. In compenso la sua busta paga è pubblica.
Ordunque, è chiaro che se hai 5mila euro al mese e 4mila euro te li fotti in stronzate (lcd 400mila pollici, super vacanze, super suv, super boutique) è lapalissiano che ti vedi povero: hai solo mille euro da spendere per il resto!
Non conosco la soglia di povertà, ma penso alla pensione di mia nonna: 500 euro al mese. Seimila euro l’anno. Potremmo definirla povera? Se vivesse sola penso che lo sarebbe. Grazie al cielo vive con noi che non siamo certamente ricci ma nemmeno ridotti alla canna del gas!
Per quello che penso io, la povertà è uno stato che non ti permette di vivere normalmente. VIvere normalmente significa comprarti un paio di scarpe se ti servono e riuscire ad andare al supermercato senza patemi. Il resto è surplus (anche se a quanto pare la vacanza è diventato un diritto.. mah. a quando il diritto per il suv e la escort?).
Poi, la gente è pazza, c’è da dir questo. 5000e al mese in due è TAAAANTO. Io ne prendo un quinto e mi sembra troppo, fate voi (certo, tolte le rate e le spese fisse, mi rimangono 300 euro. di questo passo farò la bambocciona a vita).
La povertà è quando non riesci a mangiare o quando fai fatica a comprare un quaderno a tuo figlio. Di certo non è quando non riesci a comprare la borsetta burberry al cane.
Quanto ai figli. BASTA CO STA SOLFA CHE I FIGLI VENGONO COSì…porco giuda!!! siamo nel 2010!!! non troviamo i bambini sotto ai cavoli!!!!!!!!!!!!!!!!
I BAMBINI SI FANNO SE SI FA L’AMORE. Sei cattotalebano??? Ti dai all’astinenza e ti spari una pippa!!! Oppure non hai soldi per il condom??? Sempre stessa soluzione, optando però magari per il sesso orale (che è comunque piacevole). Non esiste che “i bambini vengono così”. Non esiste!!! Ecco perchè siamo sette miliardi.. perchè veniamo così! dal cielo!! Queste sono cose mi fanno ribollire il sangue. Dov’è il sesso responsabile? Dov’è l’educazione sessuale (questa sì che servirebbe)? Dov’è il controllo delle nascite??
Dio santo, l’aborto non c’entra nulla. L’aborto è, semmai, un’extrema ratio che si può sempre considerare. Ma se uno c’ha le fisime mentali per le merule (e sono rispettabilissime sinchè non le mette per legge), ci sono molti altri modi per evitare “bambini che vengono dal cielo”. A volte mi sembra di parlare a dei decerebrati (non parlo di te, parlo di gente che mi ha riferito quello che tu hai scritto: a volte penso che resuscitare Hitler sarebbe la soluzione finale contro la madre dei deficienti che è sempre incinta. Ma io son cattiva e perfida, mi disegnano così!!!)
Quanto all’inquinamento: la maggioranza della gente è carinovora. Hai idea dell’impronta ecologica di una famiglia di 6 persone che mangia in prevalenza cadaveri? No? Studia! Informati? Hai idea di quanto siano inquinanti e poco smaltibili i PANNOLINI? Sììì i pannolini!per i bambini sono inquinantissimi!!!! Ci sarebbero quelli lavabili con la parte assorbente in mais 100% riciclabile.. ma sai, usa e getta is better! meno fatica!!
E ancora.. luce e gas… i consumi quintuplicano.. tu dici “pagano”.. sti cazzi, pagano il consumo, non la CO2 che immettono nell’aria che va a sommarsi ad altra CO2.. e via dicendo.
Poi, in realtà dipende dalle persone ovvio. Se io avessi cinque figli probabilmente inquinerei meno di te da solo. Ma la maggior parte delle persone è sprecona.
In ogni caso ce l’avevo con quei morti di fame e di ignoranza che figliano come conigli e poi si lamentano che non arrivnao a fine mese. Mi spiace, non li reggo. Li odio profondamente. Oltretutto in questi casi la mancanza di servizi da parte dello stato c’entra poco. Qua manca proprio il sale in zucca alla gente. Una volta, a.. boh.. annozero credo.. fecero vedere un servizio nella quale si dipingeva una madre coraggio.
Questa SCIAGURATA era separata, già con una bambina. Una situazione di per sè difficile, no? COncordiamo? Ok. ‘sta stronza che fa? Si fa ingravidare da un altro coglione che la lascia nuovamente!!!! E lei che fa? Ne mette al mondo un’altro per poi lamentarsi “non riesco neanche a comprare le fettine”……
Cioè ma va al diavolo tu e le tue dannate fettine di merda. La domanda sorgeva spontanea”ma te l0ha ordinato il dottore di metterne al mondo un altro?”.. ma la giornalista zitta… zitta.. annuiva… quasi quasi gliela comprava lei la fettina. Io l’avrei mandata a zappare in montagna.
Ecco vedi, io sta gente la detesto. La detesto profondamente. E ce n’è pure tanta. Se non fosse così tanta non saremo 7 miliardi. Ma a nessuno importa se siamo così tanti. Il problema è che la bomba demografica prima o poi scoppierà.
Però continuate pure a dire che “i bambini quando arrivano.. arrivano..”.
Le tue “provocazioni” hanno il merito di gettare il sasso in molti stagni, ma non sono condivisibili, se non in minima parte.
Intanto perchè sei fuori tema rispetto all’articolo, perchè seguendo il tuo ragionamento, chi è monoreddito e ha due figli (non 12, 2) o anche uno solo se la deve prendere nel didietro mentre va premiato chi ha tre redditi in famiglia e solo un figlio.
IL disocrso non è sulle scelte soggettive, ma su come un sistema fiscale incentiva o disncentiva certi comportamenti sociali a danno di altri. Si chiama politica, politica economica.
La preferenza della collettività è per la “famiglia”? Allora un sistema fiscale deve essere orientato a incentivare (con vari mezzi) questa scelta a scapito delle altre, pur legittime.
Un eccessiva disuguaglanza del reddito è giudicata un problema? E allora, partendo dai punti di disagio maggiori (famiglie monoreddito e/o famiglie con più figli e/o famiglie del sud e/o altre situazioni descritte nel’articolo o anche proposte da altri) si deve disegnare il ssitema fiscale.
Al contrario: si pensa che una maggiore disuguaglianza sia preferibile (è un’opzione corretta per molti, sai)? Ok: allora il fisco deve gravare meno sui single e/o sui ricchi e/o su altro, e così via..
L’esatto contrario di uno stato, quale che sia, è dire una cosa (voglio incentivare le famiglie e ridurre le disuguaglianze) e fare l’esatto contrario con le sue politiche. Quello che sta accadendo da noi, insomma.
UN sorriso senza provocazioni
C.
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Il discorso è certamente molto complesso.
Do ragione a Carlo per quanto riguarda il lato sistemico della questione: un sistema che non è in grado di supportare economicamente un nucleo familiare minimo che gli consenta perlomeno un equilibrio tra natalità e morte è un sistema fallimentare. E il nostro è un sistema fallimentare.
Del resto, è innegabile, dal punto di vista individuale e morale che, alla luce di questo sistema, chi mette al mondo dei figli in assenza di garanzie, si espone alle logiche conseguenze deducibili a partire da presupposti noti e versa lacrime di coccodrillo.
Soprattutto nel meridione è inveterata la prassi di generare figli per poi richiedere l’assistenza dello stato, quando questi vengono perlopiù mantenuti dall’economia sommersa.
Saltando molti passaggi oserei dire che votare Berlusconi e mettere al mondo dei figli è, per la maggior parte di noi, un atto di rara incoerenza.
Per quanto riguarda invece il discorso più serio della fiscalità, è chiaro che le uscite di Tremonti sono da leggere in pura chiave propagandistica: già la riduzione del carico fiscale complessivo sarebbe un miraggio, in quest’Italia oberata dai debiti…l’eliminazione o la riduzione delle aliquote fiscali poi, rientra nel novero delle minchiate in libertà tanto care in particolar modo a questa compagine governativa.
Non ci sarà mai nessuna riduzione delle aliquote.
Non ci sarà mai nessuna centrale nucleare in Italia.
Non ci sarà mai nessun ponte sullo stretto.